"CONDANNIAMO IL 7 OTTOBRE E ANCHE LA VIOLENZA CHE HA PROVOCATO TANTA MORTE E DISTRUZIONE A GAZA" - IL PRESIDENTE DELLA CEI MATTEO ZUPPI PARTECIPA, ALLA SINAGOGA DI ROMA, ALLA PREGHIERA IN MEMORIA DEL 7 OTTOBRE 2023 E RIFILA STILETTATE NETANYAHU ALL'ULTRADESTRA ISRAELIANA: "NON BISOGNA TRATTARE LE VITTIME COME FOSSERO EFFETTI COLLATERALI" - "DIALOGANDO PURE LA POSSIBILITÀ DI CHIARIRE ASPETTI PROBLEMATICI: AD ESEMPIO, DA PARTE NOSTRA, LA DIFESA DEI CRISTIANI IN CISGIORDANIA E LA CONDANNA DELLE VIOLENZE DEI COLONI SENZA SE E SENZA MA..."
Matteo Maria Zuppi Foto Mezzelani GMT - 3
(ANSA) - ROMA, 07 OTT - "Sono qui per esprimere vicinanza a una tragedia che è e resta tale, e quindi richiede vicinanza e solidarietà come fu all'epoca di quella follia omicida, tre anni fa. Lo stesso vale di fronte a qualsiasi episodio di antisemitismo, che non può e non deve trovare alcuna giustificazione, mai".
Lo afferma il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, al Corriere della Sera, dopo aver partecipato nella sinagoga di Roma alla preghiera in memoria del 7 ottobre 2023.
Secondo Zuppi non bisogna trattare "le vittime come fossero effetti collaterali, nessuna vittima lo è, da ultimo penso alle due donne nella comunità cristiana di Gaza rimaste uccise sabato scorso -aggiunge-. Per questo possiamo condannare il 7 ottobre e anche la violenza che tanta morte e distruzione ingiustificata ha provocato a Gaza. C'è un legame, nel dolore, il conflitto non può cancellare il volto dell'altro".
"Solo questa consapevolezza può farci trovare la determinazione necessaria a trovare una via d'uscita. Non c'è altra strada per arrivare alla pace", prosegue Zuppi. Sul dialogo tra cristiani ed ebrei, il cardinale sottolinea che il momento attuale lo rende ancora più importante:
"Nel dialogo c'è la fraternità. Per questo c'è pure la possibilità di chiarire aspetti problematici: ad esempio, da parte nostra, la difesa dei cristiani in Cisgiordania e la condanna delle violenze dei coloni senza se e senza ma. Anche questo fa parte del dialogo, nonostante tutte le difficoltà, proprio perché alla base c'è un'amicizia autentica".
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trump netanyahu
matteo zuppi alla messa pro eligendo pontefice foto lapresse
