volodymyr zelensky soldi povero tasche vuote

IL PREZZO DELLA LIBERTÀ: 25 CENTESIMI AL GIORNO – A OGNI CITTADINO EUROPEO GLI AIUTI ALL’UCRAINA SONO COSTATI POCO PIÙ DI 90 EURO ALL’ANNO. UNA CIFRA RIDICOLA CHE SMASCHERA LA RETORICA VERGOGNOSA DI CHI SOSTIENE CHE QUEI SOLDI POTREBBERO ESSERE SPESI IN ALTRO - SE GLI AMERICANI NEL 1943 AVESSERO PENSATO AL PREZZO DELLO SBARCO IN NORMANDIA E IN SICILIA, OGGI SAREMMO SOTTO I NAZISTI – I POVERI UCRAINI COMBATTONO ANCHE PER NOI, MA STANNO PERDENDO: NON HANNO PIÙ MISSILI PATRIOT E CON TRUMP IN VERSIONE FIGLIO DI PUTIN, PRESTO DOVRANNO ARRENDERSI (E DOPO KIEV, “MAD VLAD” SI PRENDERÀ L’EUROPA)

1 - QUELL’AUTO CHE COSTA MEZZO CAFFÈ

Estratto dell’articolo di Francesca Paci per “La Stampa”

 

URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY

«Cara Ucraina, troppo ci costi. ..» argomenta chi, a Roma come a Parigi o a Berlino, è convinto che per quanto eticamente giusto sia spendere soldi per la resistenza di Kyiv molto meglio sarebbe […] risparmiarne un po' venendo a patti con Mosca.

 

Una questione non banale se Andris Kulbergs, premier di quella Lituania (Lettonia, ndR) in balia […] degli appetiti di Vladimir Putin, è arrivato al tesissimo consiglio europeo di ieri ricordando ai colleghi intenti a piangere miseria che «aiutare l'Ucraina ha certamente un prezzo, ma si tratta di una birra in meno all'anno per ciascun europeo, possiamo permettercelo».

 

ANDY BURNHAM - VOLODYMYR ZELENSKY - FOTO LAPRESSE

Ma quanto pesa esattamente sul bilancio dell'Ue il sostegno finanziario che da quasi cinque anni consente all'esercito di Volodymir Zelensky di tenere testa all'offensiva del Cremlino? I numeri parlano e lasciano pochi margini.

 

Dal 24 febbraio 2022, giorno dell'invasione russa […], a oggi, lo sforzo bellico del vecchio continente per assicurare la difesa di Kyiv (e, piaccia o meno, anche la nostra) è costato grossomodo 216, 3 miliardi di euro.

 

Andris Kulbergs

Vale a dire che, suddiviso per 452 milioni di abitanti, ciascun europeo ha sborsato finora di tasca proprio un totale di 452 euro, poco più di 90 euro l'anno, meno di 8 euro al mese e all'incirca 25 centesimi al giorno […] : venticinque centesimi al giorno che per una famiglia di quattro persone significano addirittura un euro.

 

Al netto di quanto possa essere economica una birra in Lituania, il famigerato aiuto all'Ucraina costa quindi quotidianamente agli italiani ben mezzo caffé.

 

2 - “KIEV HA FINITO I PATRIOT” E LONDRA INVIA I MISSILI RAID SULLE RAFFINERIE RUSSE

Estratto dell’articolo di Paolo Brera per “la Repubblica”

 

La «tregua energetica» proclamata da Trump è andata definitivamente in fumo insieme a una parte della raffineria Rosneft di Ryazan, attaccata ieri da droni e missili ucraini 180 chilometri a sudest di Mosca: «Lo stop è finito. Abbiamo chiuso», dice Zelensky al Financial Times […] .

 

Attacco ucraino alla raffineria Rosneft di Ryazan

[…] La tregua energetica è finita, in pratica, prima di cominciare. In quattro giorni di presunto cessate il fuoco, Mosca aveva attaccato e demolito centrali e sottostazioni ucraine. Ieri Kiev ha smesso di attendere, e ha replicato.

 

Il governatore della regione di Ryazan, Malkov, ha confermato l'incendio nell'impianto che vale il 5% della capacità di raffinazione russa, e rifornisce la capitale. Putin minimizza l'impatto dei raid ucraini definendoli «nulla di significativo». Ma significativo è il cambio di passo di Zelensky: di fronte ai continui attacchi verbali di Trump, alle pressioni e ai ricatti della sua amministrazione, ha rinunciato al tentativo di assecondare il tycoon. E ora lo sfida apertamente.

 

VOLODYMYR ZELENSKY - ANDY BURNHAM - FOTO LAPRESSE

Dopo essersi definito «tradito» da Trump, con il Financial Times Zelensky accusa Washington di aver tagliato la condivisione dei dati satellitari per non aver interrotto i raid sulle raffinerie. Dice di avere rispettato per giorni la richiesta americana, mentre la Russia continuava a martellare la rete energetica ucraina.

 

Mosca nega, e accusa Kiev di aver colpito due impianti petroliferi già mercoledì. Ma è contro Washington che il presidente ucraino alza il tiro, furioso per l'accordo sul gasolio russo e per le notizie secondo cui Trump valuta un allentamento delle restrizioni anche sulle petroliere sanzionate.

 

volodymyr zelensky donald trump

Critica l'ammirazione del presidente Usa per autocrati e super ricchi, a cominciare da Putin: «Dice che ama e rispetta persone del genere. Per lui, se qualcuno riesce a restare al potere 40 anni, significa che deve essere molto forte». E dice che i militari di Kiev erano stati avvertiti dagli americani: «Se non interromperete gli attacchi, bloccheremo l'intelligence».

 

Da allora l'Ucraina non ha più ricevuto gli allerta americani sui missili, e la costola militare del sistema satellitare Starlink ha introdotto limitazioni. Gli americani le attribuiscono a «problemi tecnici», e Trump nega di avere sospeso la condivisione. Ma Zelensky non è più disponibile a limitare gli attacchi ucraini in cambio del nulla: «Potete darmi missili per i Patriot?», dice chiedendoli in cambio della rinuncia agli attacchi alle raffinerie.

 

Andy Burnham a Kiev incontra Volodymyr Zelensky - foto lapresse

Secondo Cnn l'Ucraina ha nuovamente esaurito gli intercettori: «I missili dell'ultimo attacco non sono stati intercettati per mancanza di Patriot», dice una sua fonte.

 

La Difesa ucraina conferma che Starshield, la versione militare del sistema Starlink di SpaceX, ha ripreso a funzionare dopo le restrizioni. Ma resterebbero in vigore i limiti di velocità. Elon Musk su X attacca Zelensky: «Il massacro continua... È ora che se ne vada», scrive. C'è poco da ricucire con Washington, per il presidente ucraino: «Non siamo stati noi a distruggere la relazione».

 

La notte scorsa la Russia ha lanciato 580 droni e due missili: «Ha intensificato gli attacchi dopo l'alleggerimento delle sanzioni», sostiene il presidente ucraino denunciando la coincidenza con le limitazioni ai sistemi satellitari: «Continueremo le operazioni a lungo raggio». Ieri Kiev sarebbe riuscita a distruggere 6 caccia russi usando i missili Neptune contro l'aeroporto militare di Borisoglebsk, nella regione di Voronezh.

volodymyr zelensky al vertice delle nazioni unite 4

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO