PROCEDURA D’INFLAZIONE! - A SETTEMBRE IN ITALIA L’INFLAZIONE HA REGISTRATO UN’ACCELERAZIONE: + 4,2% SU BASE ANNUA E +0,7% RISPETTO AL MESE PRECEDENTE - IL RINCARO DEI PREZZI E’ SPINTO SOPRATTUTTO DAI MAGGIORI COSTI DI BOLLETTE E CARBURANTI - IL CARRELLO DELLA SPESA È IN AUMENTO DELL’1,7% RISPETTO AL 2025 - APPUNTI PER MELONI E GIORGETTI: L’INDICE DI FIDUCIA DELLE IMPRESE CALA DA 94,5 A 91,2 PUNTI, QUELLO DEI CONSUMATORI DA 97,0 A 95,9…
1. INFLAZIONE A SETTEMBRE BALZA IL 4,2%
Estratto dall’articolo di Andrea Marini per “il Sole 24 ore”
Secondo le stime preliminari dell’Istat, a settembre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività balza a +0,7% su base mensile e a +4,2% su base annua (da +3,3% del mese precedente). Una crescita ben superiore alle attese degli analisti, che stimavano rincari sì in aumento, ma attorno al 3,7%.
L’accelerazione annuale dell’inflazione - sottolinea l’Istituto di statistica italiano - è imputabile soprattutto all’andamento dei prezzi degli Energetici, sia regolamentati (da +18,6% a +25,9%) sia non regolamentati (da +17,0% a +22,2%), e degli Alimentari non lavorati (da +3,8% a +5,5%); crescono a ritmo più sostenuto anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,8% a +1,6%).
In crescita l’aumento annuo sia dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,7%), il cosiddetto carrello della spesa, che tra l’altro non tiene conto del caro carburanti, sia di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,3% a +5,3%), che invece tiene conto del caro carburanti.
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
Segno quindi che i rincari dei beni energetici iniziano ad estendersi anche agli altri prodotti: a settembre l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi (quelli più volatili), sale da +1,5% a +1,7%, così come quella al netto dei soli beni energetici, da +1,7% a +2,0%. [...]
2. ISTAT, A SETTEMBRE CALA FIDUCIA DI CONSUMATORI E IMPRESE
(ANSA) - A settembre sia il clima di fiducia dei consumatori sia l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono il primo da 94,5 a 91,2 e il secondo da 97,0 a 95,9. Lo comunica l'Istat. Il clima di fiducia delle imprese diminuisce dopo tre mesi consecutivi di crescita mentre per quanto riguarda i consumatori, la dinamica congiunturale dei climi di fiducia e dei relativi saldi risente in parte di alcuni cambiamenti nell'organizzazione della rete di rilevazione.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Al netto di tali cambiamenti "il clima economico registra una diminuzione leggermente più marcata", commenta. Con riferimento alle imprese, l'Istat segnala un miglioramento della fiducia solo nella manifattura (l'indice sale da 90,2 a 91,9). Invece, nei servizi e nelle costruzioni l'indice è in ripiegamento: nei servizi di mercato l'indice cala da 99,4 a 96,9 e nel commercio al dettaglio scende da 106,5 a 104,5, nelle costruzioni l'indicatore diminuisce da 102,8 a 97,5.
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura si stima un miglioramento dei giudizi sugli ordini mentre le valutazioni sulle scorte di prodotti finiti rimangono sostanzialmente stabili. Le attese sul livello della produzione diminuiscono. Nelle costruzioni entrambe le variabili registrano un peggioramento.
Passando al settore dei servizi di mercato, si evidenzia una dinamica negativa di tutte le componenti. Nel commercio si rileva un andamento positivo dei giudizi sulle vendite mentre le relative attese peggiorano, il saldo delle valutazioni sul livello delle scorte di magazzino diminuisce.
Per quanto riguarda i consumatori "Al netto degli effetti stimati riconducibili ai cambiamenti riguardanti l'organizzazione della rete di rilevazione, si rileva a settembre 2026 una moderata riduzione del clima di fiducia complessivo e di quelli personali, corrente e futuro, mentre il clima economico registra una diminuzione leggermente più marcata". commenta l'Istat
3. INFLAZIONE, UNC: ARRIVATO AUTUNNO CALDO DEI PREZZI, ESCALATION NON ANCORA FINITA
(GEA) - “Prezzi roventi. E' arrivato, come avevamo ampiamente previsto, un autunno caldo sul fronte dei prezzi e, purtroppo, l'escalation dei listini non è ancora finita. Il mancato intervento del Governo per contenere il caro bollette di famiglie e imprese e il pannicello caldo usato contro il caro carburanti hanno prodotto i loro effetti nefasti, infiammando sempre più la spirale inflazionistica che sta andando sempre più fuori controllo, trasformandosi in una stangata sia per i ceti meno abbienti che per il ceto medio sempre più in difficoltà".
Lo dichiara Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori (Unc) commentando i dati Istat sull'inflazione di settembre che sale da 3,3 a 4,2%. "La batosta è oltre 10 volte il risparmio dovuto al bollo auto, pari a 93,20 euro a beneficiario. In media per una famiglia l'inflazione al 4,2% significa un aumento del costo della vita di 1108 euro su base annua, dei quali 445 euro solo per Abitazione, elettricità e gas, la divisione che per via del caro energia ha subito il rincaro maggiore, +11,1%, +307 per i Trasporti che, per colpa della benzina e del gasolio venduti a peso d'oro, sono volati dell'8,6%".
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
prezzo del petrolio e inflazione
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Rincari bollette
Rincari bollette
AUMENTO DEI BENI ALIMENTARI



