xi jinping zhang youxia

LE PURGHE DI XI! I GENERALI DEL LEADER CINESE CADONO UNO DOPO L'ALTRO - FORMALIZZATA DOPO SETTE MESI DALLA SCOMPARSA, LA RIMOZIONE DALLA COMMISSIONE MILITARE CENTRALE DEL VICEPRESIDENTE ZHANG YOUXIA, CHE ERA STATO L’UFFICIALE PIÙ VICINO A XI JINPING (MA ERA CONTRARIO A UN’AZIONE DI FORZA PER FAR CAPITOLARE TAIWAN) - CON LUI VIENE RIMOSSO ANCHE IL COLLEGA LIU ZHENLI, ALTRO MEMBRO DELLA COMMISSIONE MILITARE CENTRALE - DA QUANDO È SALITO AL VERTICE DEL POTERE, NEL 2012, XI HA ELIMINATO ALMENO 110 ALTI UFFICIALI, UNA SESSANTINA A PARTIRE DAL 2024…

Guido Santevecchi per corriere.it - Estratti

 

XI JINPING ZHANG YOUXIA

Sembra una «fucilazione» al rallentatore la vicenda di Zhang Youxia, il più potente generale dell’Esercito popolare di liberazione cinese che fino a pochi mesi fa era considerato il più vicino a Xi Jinping. Poi, il 24 gennaio il Ministero della Difesa di Pechino annunciò che l’ufficiale, vicepresidente della Commissione militare centrale (Cmc) presieduta da Xi, era sotto inchiesta «per gravi violazioni della disciplina e della legge». Con lui fu purgato il collega Liu Zhenli, altro membro della Commissione.

 

Stessa accusa. Seguì al solito il silenzio da parte delle autorità cinesi, che regolano i conti con chi cade in disgrazia nel più completo segreto. Ora, il comunicato conclusivo della sessione di agosto della Commissione permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (il Parlamento cinese) informa che i due generali Zhang e Liu sono stati rimossi dalle loro cariche. Un atto formale che precede il processo e l’inevitabile condanna.

 

ZHANG YOUXIA

(...)Ci sono due grosse differenze nella trama: il numero enorme degli scomparsi e, poi, il «colpevole» della fine dei militari comunisti, che è noto da tempo, Xi Jinping. Da quando è salito al vertice del potere, nel 2012, il presidente ha eliminato almeno 110 alti ufficiali, una sessantina a partire dal 2024. Sul movente delle epurazioni seriali circolano diverse teorie, dalla immancabile corruzione all’inaffidabilità politica, fino al tentativo di golpe. Cerchiamo di mettere insieme indizi, prove e ipotesi.

 

Il capitolo più drammatico di questa «crime story» è proprio quello che a gennaio ha spazzato via i generali Zhang Youxia e Liu Zhenli, rispettivamente vicepresidente della Commissione militare centrale e capo operativo della colossale macchina da guerra di Pechino oltre che membro della Commissione.

 

Il Ministero della Difesa disse che i due ufficiali erano sotto inchiesta «per gravi violazioni della disciplina e della legge». La formula consueta che significa corruzione, il male endemico della burocrazia civile e militare cinese. Nel 2025 secondo i dati ufficiali sono stati puniti in vario modo, dalla reprimenda all’arresto, 983 mila funzionari di ogni livello, dai piccoli dipendenti statali ai ministri. A ottobre del 2025 erano cadute in un solo giorno le teste di nove generali che «minavano la purezza dell’istituzione». I

 

LIU ZHENLI

n quella tornata di purghe erano stati espulsi He Weidong, che era uno dei due vicepresidenti della Commissione militare centrale presieduta da Xi e l’ammiraglio Miao Hua, che nell’organismo di controllo rappresentava i commissari politici. La Cmc, inizialmente composta da sette uomini, era ridotta a quattro. La «fucilazione» (metaforica) di Zhang e Liu lascia la Cmc, inizialmente composta da sette uomini, ridotta a due, compreso Xi Jinping.

 

Tutti sono pubblicamente accomunati dalla stessa colpa: «Gravi reati che hanno implicato una grande quantità di denaro, con conseguenze estremamente dannose» per l’operatività delle forze armate.

 

(…) Perché il comunicato della Difesa del 24 conteneva un inciso secondo il quale la rimozione dei due generali Zhang e Liu è scaturita da «una ricerca del centro del Partito»: una circostanza nuova nel linguaggio ufficiale, che implica un intervento diretto di Xi Jinping, non solo dei suoi cacciatori di teste corrotte. Il 25 gennaio il Quotidiano dell’Esercito popolare aggiunse che Zhang e Liu avevano «calpestato e gravemente danneggiato l’autorità del presidente» (Xi Jinping), alimentato problemi politici che minacciano la supremazia del Partito sulle forze armate, minandone la base ideologica, la lealtà e la preparazione al combattimento. In una parola: alto tradimento.

Xi Jinping 2

(...)

 

Zhang Youxia, 76 anni, era legato a Xi da una frequentazione risalente ai tempi in cui i due erano adolescenti, entrambi figli di eroi della rivoluzione maoista e dunque «principi rossi» allevati nel culto della dedizione al Partito.

 

Si dice che Xi si riferisse al compagno di un paio d’anni più anziano come «fratello maggiore», in segno di rispetto. Il generale era anche l’unico alto grado in servizio a vantare un’esperienza di combattimento, nell’ultima guerra combattuta dall’Esercito popolare di liberazione nel 1979 al confine del Vietnam (un fallimento per i reparti cinesi, bloccati dall’inattesa efficacia della reazione di Hanoi e uno choc per il Partito).

 

In quell’anno il giovane Xi, al suo primo incarico politico procuratogli dalle relazioni del padre, era segretario del generale Geng Biao, che aveva ricevuto l’incarico di modernizzare le forze armate dopo la campagna traumatica del Vietnam.

 

Ed è da quell’esperienza che Xi, arrivato più di trent’anni dopo al vertice dello Stato, del Partito e dell’Esercito, ha tratto ispirazione per la grande riforma organizzativa tecnologica che dovrebbe culminare nel 2027. Nel 2027, centenario della costituzione del «Renmin jiefangjun» (i termini cinesi che noi traduciamo in Esercito popolare di liberazione), il presidente vuole avere una forza militare capace di «combattere e vincere una guerra».

Xi Jinping

 

Xi aveva promosso Zhang al rango di vicepresidente della Cmc nel 2017 e lo aveva tenuto in carica ben oltre il limite dei 67 anni previsti per il pensionamento, mentre purgava altri generali per corruzione. Nel 2022 lo aveva inserito nel Politburo. Perché eliminarlo in modo così dirompente ora, quando si sarebbe potuto limitare a farlo collocare a riposo? La risposta, secondo gli analisti occidentali è che il vecchio militare non aveva solo approfittato (come moltissimi altri) dell’enorme massa di denaro a disposizione del potenziamento dell’esercito, ma aveva ostacolato i piani del presidente. Come?

LIU ZHENLI

 

Alcuni analisti americani con esperienza nel Consiglio di sicurezza nazionale e nella Cia ritengono che Zhang fosse contrario a un’azione di forza per far capitolare Taiwan, che ritenesse impossibile sfidare la reazione armata degli Stati Uniti. Il suo, non si poteva solo considerare il parere di un militare subordinato al potere politico, perché l’Esercito in Cina storicamente partecipa alla pianificazione della strategia nazionale.

 

La Commissione militare centrale ora è composta da due soli uomini: il presidente Xi e il generale Zhang Shengmin, responsabile dell’anticorruzione, promosso secondo vicepresidente nell’ottobre del 2025, evidentemente in preparazione dell’ultimo colpo di maglio contro la vecchia guardia architettato dal Grande Distruttore. È significativo che Xi non abbia ancora proceduto a colmare i vuoti lasciati dalle epurazioni nella Cmc. Evidentemente è difficile trovare generali che non abbiano scheletri negli armadi.

liu zhenli

 

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...