PUTIN SI È INFILATO IN UN VICOLO…CECHOV - NEL DISCORSO IN CUI MINACCIAVA L’USO DELLA BOMBA NUCLEARE, PUTIN HA CITATO UN PO’ A SPROPOSITO ANTON CECHOV: SE ALL’INIZIO DI UN DRAMMA C’È UNA PISTOLA APPESA AL MURO, PRIMA O POI QUALCUNO SPARERÀ – IL CRITICO LETTERARIO PAOLO DI STEFANO: “È UN BELL’ESEMPIO DI MANIPOLAZIONE, PER PORTARE ACQUA AL PROPRIO MULINO. CECHOV SI RIFERIVA ALL’INTRECCIO NARRATIVO DOVE OGNI OGGETTO E PERSONAGGIO DOVREBBERO AVERE UN RUOLO E UN SIGNIFICATO. E' NOTEVOLE CHE PUTIN NON ABBIA COLTO LA METAFORA PUR DI RESTARE DENTRO IL CAMPO SEMANTICO BELLICO..."
SE PUTIN CITA ANTON CECHOV A SPROPOSITO
Estratto dell’articolo di Paolo Di Stefano per il “Corriere della Sera”
ELEZIONI IN RUSSIA - VLADIMIR PUTIN
Nel suo ultimo discorso sulla guerra e sulle minacce del nucleare, Vladimir Putin ha citato Anton Cechov, che più volte e con formulazioni diverse ha scritto: se all’inizio di un dramma c’è una pistola appesa al muro, prima o poi qualcuno sparerà.
La ripresa di Putin è un bell’esempio di manipolazione arbitraria della letteratura, per portare acqua al proprio mulino. E non si capisce bene, in questo caso, a quale mulino: quello favorevole al nucleare o quello contrario?
Cechov ovviamente si riferiva all’intreccio teatrale e narrativo, dove l’autore cerca una coerenza e un’essenzialità per cui idealmente ogni oggetto e ogni personaggio dovrebbero avere un ruolo e un significato. Ma neanche in letteratura quel principio […] può essere preso alla lettera. La frase fu già criticata da Hemingway.
Oltretutto quella presenza (pistola, fucile o altra arma contundente) potrebbe anche configurarsi come un falso indizio messo lì apposta per depistare il lettore.
Anche Haruki Murakami ha espresso i suoi dubbi sul principio di Cechov. Ma è notevole che Putin non abbia colto la metafora (pistola sta per un qualunque strumento: anche un mestolo e un colapasta) e abbia utilizzato il pensiero di Cechov in senso proprio per restare dentro il campo semantico bellico.
E soprattutto, quel che conta è che la vita è decisamente altra cosa rispetto a una rappresentazione teatrale […]. Il mondo reale è sempre più inverosimile e privo di regole, pieno di contraddizioni, di sorprese e di zone oscure che nemmeno la finzione può immaginare.
Prendere il principio della pistola come un assunto esistenziale è un clamoroso errore cognitivo o un'autentica distorsione. A meno che Putin non consideri la guerra alla stregua di una immensa messa in scena teatrale. Di cui lui, magari, è l’eroe invincibile.
CECHOV
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