“QUALI INTERESSI DIFENDE FUTURO NAZIONALE?” - GIORGIA MELONI PROVA A STANARE IL FILOPUTINIANO VANNACCI – UNA RISOLUZIONE VOLUTA DAL SOTTOSEGRETARIO FILO-KIEV FAZZOLARI PUNTA A SMASCHERARE IL GENERALE CHE INSISTE PER TORNARE A ACQUISTARE GAS RUSSO A BASSO COSTO: “NON VOGLIAMO PENSARE CHE CHI INVOCA QUESTA STRADA LO FACCIA PER FAR ARRICCHIRE LA RUSSIA. VOGLIAMO PENSARE CHE SIA SOLO UNA PROPOSTA DETTATA DALLA NON CONOSCENZA DEI MERCATI DELL’ENERGIA” – VANNACCI TIENE IL PUNTO: “L’EUROPA E’ MASOCHISTA” – MA LA MELONI SI PERDE ANCHE L’ALTRO FILOPUTINIANO SALVINI, CHE RILANCIA SUL GAS RUSSO: “È UN DOVERE TORNARE A COMPRARLO, ALLA FINE DELLA GUERRA, MACRON E SANCHEZ GIÀ LO FANNO…”
Tommaso Ciriaco, Lorenzo De Cicco per La Repubblica - Estratti
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
Prova a “stanare” Vannacci, ma intanto si lascia sfuggire Salvini. Dai banchi del governo, Giorgia Meloni fa mostra di compattezza: in maggioranza tutti uniti su Kiev. Come se il suo vice leghista, in contemporanea, da Bruxelles, non dicesse l’opposto. Il vicepremier già una settimana fa aveva brindato alla mossa di Trump sul gas russo, la stessa che Meloni invece biasima a Palazzo Madama. L’Europa, la prima reazione del capo del Carroccio, faccia subito lo stesso.
E ieri? Davanti ai cronisti che lo aspettano all’euro-summit dei Patrioti, il leghista non molla la presa. Anzi rilancia, pur con una postilla che serve a non irritare troppo l’inquilina di Palazzo Chigi: «È un dovere tornare a comprarlo, alla fine della guerra, Macron e Sanchez già lo fanno».
Meloni lascia passare, perché l’obiettivo della giornata è un altro: far venire a galla pubblicamente quello che i Fratelli bisbigliano in Transatlantico da mesi. Una domanda, che sottintende una risposta: a chi risponde l’ex generale?
Con questo spirito viene confezionata la seconda risoluzione che, inusualmente, il centrodestra presenta alle Camere. L’input arriva direttamente da Palazzo Chigi, dalle stanze del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. La inoltra nelle chat di FdI il capogruppo dei senatori, Lucio Malan, con toni perentori: «Questa è la seconda risoluzione. Non è alternativa» a quella canonica, «ma tocca un punto preciso per delle precise ragioni».
E anche se il motivo ufficiale è spaccare il campo largo, quello vero, raccontano diversi esponenti di FdI, è smascherare il “filo-putinismo” di Vannacci. I sedicenti futuristi infatti protocollano a Montecitorio una risoluzione che condanna unicamente gli attacchi «alle raffinerie russe». Mentre il testo del centrodestra chiede una tregua per gli attacchi «alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina», da ambo i lati. «Come possono non votarla? Vogliono difendere solo Mosca?», la sfida sottotraccia.
Nelle stesse ore, l’ufficio studi di FdI spedisce a tutti gli eletti un dossier riservato che punta il dito, oltre che sul M5S, proprio su Futuro nazionale, per «smontare la retorica del gas russo a basso costo». Numeri alla mano, si legge, «la ripresa delle forniture non comporterebbe una riduzione del prezzo, almeno per diversi anni, ma contribuirebbe soltanto a far arricchire Mosca». Subito dopo c’è l’accusa a Fn, con la formula retorica della negazione:
«Non vogliamo pensare che chi invoca di percorrere questa strada lo faccia per far arricchire la Russia. Vogliamo pensare che sia solo una proposta dettata dalla non conoscenza dei mercati dell’energia». Un concetto che sarà poi ripetuto da Meloni in Aula, chiedendosi «quali interessi difendano» i vannacciani. Forse intuendo la trappola (e la relativa cascata d’accuse) i deputati di Fn all’ultimo votano. Anche se Vannacci sul gas russo insiste: «L’Europa è masochista».
Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2
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