“QUESTI PENSAVANO DI PRENDERE LA VACCA PER LE ZINNE E HANNO PRESO IL TORO PER LE PALLE” - CLAUDIO LOTITO, IL PISTOLERO DEL WEST, AI PM RIEVOCA LE MINACCE DEGLI ULTRAS: “PER PARECCHIO TEMPO SONO ANDATO IN GIRO ARMATO CON DUE PISTOLE. UNA VOLTA UNA È STATA PURE UTILE, MI HA SALVATO". MA IL PASSATO, AVVERTE, OGGI RISCHIA DI TORNARE: “RICEVO 5MILA TELEFONATE AL GIORNO DI MINACCE. VI SONO PEZZI DELLA POLITICA CHE REMANO CONTRO DI ME”. LOTITO NON FA MAI I NOMI, MA INDICA DOVE CERCARE: “BASTA VEDERE CHI COMMISSIONA GLI ARTICOLI AL DIRETTORE CAPEZZONE SUL TEMPO. POTETE PRENDERE VISIONE ANCHE DEI RESOCONTI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA” - IL GIP NON HA AUTORIZZATO LE INTERCETTAZIONI SU MASI E BISIGNANI INDAGATI PER AVER SPINTO LA VENDITA DELLA SQUADRA - LOTITO NON CONTEMPLA LA RITIRATA: “NELLA VITA IO SONO COMBATTENTE, MAI REDUCE. I TIFOSI DELLA LAZIO VOGLIONO SOGNARE? PRENDANO UN IPNOTICO"
Giuseppe Scarpa per la Repubblica - Estratti
Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un'automatica e una Smith & Wesson».
Claudio Lotito rievoca gli anni in cui le minacce degli ultras della Lazio lo avevano costretto a prendere precauzioni estreme. «Una volta — aggiunge — una è stata pure utile, mi ha salvato».
Ma il passato, avverte, oggi rischia di tornare. E questa volta, nella guerra attorno al club, il senatore di Forza Italia vede non solo la mano del tifo violento, ma anche della politica. «Vi sono pezzi della politica che remano contro di me», spiega al pm Lorenzo Del Giudice, che lo ascolta il 30 giugno scorso nell'inchiesta della procura di Roma sulle manovre per favorire un cambio di proprietà del club, nella quale sono indagati il faccendiere Luigi Bisignani, e i vertici della banca del Fucino, Mauro Masi e Francesco Maiolini, senza che il gip però abbia autorizzato le intercettazioni richieste nei loro confronti.
(...) Il magistrato vuole sapere chi siano questi nemici politici. Lotito non fa mai i nomi, ma indica dove cercare: «Basta vedere chi commissiona gli articoli al direttore Capezzone sul Tempo. Potete prendere visione anche dei resoconti in commissione antimafia».
(...) Ricorda quando, durante l'inaugurazione di un negozio a Montesacro rimase bloccato e fu necessario l'intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire. Poi l'avvertimento: «Adesso si è ricreata la stessa situazione, e vi dico perché».
Il perché, nel racconto di Lotito, passa anche dalle voci sulla vendita della Lazio. Fondi stranieri, compratori misteriosi, offerte milionarie.
Tutti pronti ad acquistare una società che lui assicura di non voler cedere. «Io non ho mai ricevuto offerte, ma una cosa è certa: ho dovuto fare delle denunce, delle segnalazioni alla Consob, dicendo che non ho mai ricevuto offerte». E se qualcuno pensa di convincerlo con le pressioni, Lotito sceglie una delle sue immagini più colorite: «Questi pensavano di prendere la vacca per le zinne e hanno preso il toro per le palle». L'ironia lascia però spazio a un quadro ben più cupo. «Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando».
(…)Perfino Urbano Cairo, racconta ai parlamentari, gli avrebbe domandato perché continuasse a esporsi. Lotito non contempla la ritirata: «Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi».
E ai tifosi che gli rimproverano di non farli più sognare riserva una risposta che sembra uscita da una commedia: «Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare».
claudio lotito
mauro masi
corte dei tifosi della lazio contro claudio lotito - 2 luglio 2026
corte dei tifosi della lazio contro claudio lotito - 2 luglio 2026
CLAUDIO LOTITO
il buffet prova a resistere all'assalto di claudio lotito


