lavitola ranucci fittipaldi

UN SIGFRIDO SENZA “DOMANI” – EMILIANO "ZAPATA" FITTIPALDI NON FA PRIGIONIERI: “SU TROPPI COMPORTAMENTI, RANUCCI È ETICAMENTE INDIFENDIBILE” - ‘’SE TU PER UN ANNO IPOTIZZI CHE SIA STATA LA MAFIA ALBANESE, O LA CAMORRA, DICI IN ANTIMAFIA CHE FAZZOLARI CHE FORSE TI FACEVA SPIARE DAI SERVIZI SEGRETI, E POI SI SCOPRE CHE A METTERE LA BOMBA È STATO UN TUO CARISSIMO AMICO, NON HAI PIÙ LA CREDIBILITÀ PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE - IN PIÙ, SE ANCHE DOPO L’AMMISSIONE DELLO STESSO LAVITOLA, NON SI HA LA FORZA (O LA POSSIBILITÀ) DI CONDANNARE SENZA SE E SENZA MA UNO CHE HA MESSO A REPENTAGLIO LA TUA VITA E QUELLA DELLA TUA FAMIGLIA, L’OPINIONE PUBBLICA PUÒ PENSARE – ANCHE SBAGLIANDO – CHE SIA RICATTABILE. NESSUN GIORNALISTA PUÒ PERMETTERSELO, TANTOMENO CHI FA LE PULCI AI POTENTI’’ - IL CASO STRIANO-"DOMANI", IL DECLINO DI RENZI, IL LATO DEBOLE DI TRAVAGLIO, LO SCALTRO TRASFORMISMO DI CONTE (DALLA BOSCHI A GRILLO)....

Francesco Melchionda intervista Emiliano Fittipaldi - Estratto

https://perfideinterviste.it/fittipaldi-e-lossessione-per-la-notizia/

 

EMILIANO FITTIPALDI

Nelle stanze del potere, soprattutto quello sotterraneo, anzi invisibile, il nome di Emiliano Fittipaldi provoca una certa allergia, un moto di fastidio, una rabbia, neanche troppo velata.

 

Nella stagione in cui il principe del giornalismo investigativo – Sigfrido Ranucci – è finito letteralmente nella polvere, ho pensato che Fittipaldi, da un triennio direttore del quotidiano Domani, fondato con i quattrini (pochi, a dir la verità) del parco Ingegner De Benedetti, potesse raccontarmi il suo punto di vista sullo stato (comatoso e vergognoso) del nostro giornalismo, per quanto, ovviamente, parziale e da un’angolazione dichiaratamente di sinistra.

…………………………

 

Per anni, lei, come tanti altri, siete stati sul carro di Ranucci, con la bava alla bocca, a dirgli quanto fosse bravo e libero. Ora, travolto dalla polvere, tutti a fare distinguo e a impartirgli lezioni. Cos’è, ipocrisia, vigliaccheria, sadismo, la vostra?

Francesco Melchionda - EMILIANO FITTIPALDI

Scindiamo le cose: Report, per chi fa giornalismo d’inchiesta, resta una trasmissione fondamentale della Rai. Anche con tutti i limiti e gli errori che magari sono stati commessi, comprese le inchieste che sono state spesso hanno copiate da colleghi di altre testate, come Domani o il Fatto Quotidiano, e poi da loro “rivendute” come originali.

 

Per quanto riguarda Ranucci, nessuno immaginava che Sigfrido avesse rapporti così stretti e malsani con Valter Lavitola, noto pregiudicato berlusconiano che ha attentato alle istituzioni democratiche. Penso di essere stato il primo tra i colleghi di sinistra a dire che, per il bene suo e di Report, Ranucci avrebbe dovuto fare subito un passo indietro. Al netto della vicenda penale o dei contenziosi con la Rai, su troppi comportamenti Ranucci è secondo me eticamente indifendibile.

EMILIANO FITTIPALDI

 

Tipo?

Se tu per un anno ipotizzi che sia stata la mafia albanese, o la camorra, dici in Antimafia che Fazzolari che forse ti faceva spiare dai servizi segreti, e poi si scopre che a mettere la bomba è stato un tuo carissimo amico, non hai più la credibilità per presentare inchieste sul potere.

 

Perché o sapevi della bomba, e questo io non credo fino a prova contraria essendo lui vittima di un attentato, oppure non ti sei accorto chi ti stava accanto. E un grande “segugio” non può permettersi una figura di palta come questa. In più, se anche dopo l’ammissione dello stesso Lavitola, non si ha la forza (o la possibilità) di condannare senza se e senza ma uno che ha messo a repentaglio la tua vita e quella della tua famiglia, l’opinione pubblica può pensare – anche sbagliando – che sia ricattabile. Nessun giornalista può permetterselo, tantomeno chi fa le pulci ai potenti.

 

A lei non è mai capitato di avere rapporti ambigui con fonti, perlopiù torbide…?

VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI

Io ho avuto un sacco di fonti torbide, ma non ne sono mai diventato amico fraterno. Posso aver utilizzato queste fonti e posso aver intuito che la pubblicazione di una notizia potesse avvantaggiare questa fonte. Ma il compito del giornalista d’inchiesta è verificare che la notizia sia vera, corretta e che abbia un interesse pubblico. Poi deve pubblicarla, senza nasconderla nel cassetto.

 

Com’è arrivato ad agganciare fonti, spesso e volentieri, torbide?

“Spesso e volentieri” è provocatorio. La stragrande maggioranza delle fonti viene dall’avvocatura, dall’imprenditoria, dalla politica.

 

Le cerca lei o viene cercato?

tavares ranucci lavitola

Tutt’e due. A volte capita che scriva un articolo, magari interessante e, una volta pubblicato, ti chiama una fonte e ti dice: guarda, all’articolo che hai fatto manca un pezzo rilevante, e ti spiega eventi o fatti che non conoscevi ancora più significativi.

 

Altre volte, cerchi di capire chi può avere un’informazione delicata, o chi è custode di quel segreto, e, quindi, è il giornalista che va a sollecitare. Uno dei problemi di questo paese è che ogni volta che esce un’inchiesta, c’è sempre il retropensiero “chissà perché esce, chissà chi gliel’ha ordinato…”.

EMILIANO FITTIPALDI - OTTO E MEZZO

 

Invece noi giornalisti in teoria saremmo pagati per cercare e pubblicare informazioni riservate. Invece, siamo abituati a media che pubblicano solo comunicati stampa o dichiarazioni dei politici riprese dai social.

 

Si è mai sentito manipolato o usato?

Usato, certamente.

 

Si è fatto usare tranquillamente?

Guardi che una fonte, quando ti dà una notizia, solo al 10% te la dà per un qualche afflato etico. Al 90 per cento parla con la stampa perché ha un interesse personale, perché vuole vendicarsi, o colpire un sistema di potere opposto al suo.

 

LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

Quali bufale ha propinato ai lettori pensando fossero scoop?

Nessuna.

 

Qualche cappellata l’ha fatta…

Tra le mani, mi è capitata qualche notizia importante che, però, dopo le verifiche, si è dimostrata essere impubblicabile perché non dimostrabile. Quindi, bufale, no…

 

Uno dei momenti più complicati del mio lavoro di inchiestista è stato quando ho scritto il libro su Emanuela Orlandi. ‘’Gli Impostori’’ pubblicava di un documento interno consegnatomi dal Vaticano, che ha aperto la famosa “pista londinese”. Quel materiale, di circa 5 pagine, era una sorta di nota, o “voleva sembrare” una nota del cardinale Antonetti che, all’epoca, era presidente dell’Apsa.

 

Si trattava di una nota spese relativa all’allontanamento domiciliare di Emanuela Orlandi. Ecco: ho scritto questo libro credendo un po’ troppo, almeno all’inizio, alla veridicità assoluta di quel documento. Fu un grave errore. Quando ebbi la copia staffetta del libro che avevo scritto, mi sono accorto, grazie anche a Marco Damilano allora vicedirettore dell’Espresso, che il documento, ai fatti, si “autogiustificasse”. E che, quindi, potesse essere un falso, pur essendo un documento uscito dalle stanze vaticane.

carlo de benedetti silvia monti 2

 

Per mia volontà, e a mie spese, buttai migliaia di copie della prima edizione che non era ancora uscita in libreria. L’ho fatto ristampare spiegando in maniera assertiva che il documento fosse un apocrifo, e dunque in ipotesi un falso molto ben consegnato.

 

Senza dirmi bugie, c’è stata una notizia che aveva tra le mani e che, poi, non ha potuto dare per paura, interesse, viltà?

Notizie enormi, no, non ce la faccio a non darle. Forse notizie meno importanti…

 

emiliano fittipaldi

Tipo?

Se ti arriva una notizia su una persona che conosci bene, o che ti è amico, ed è una notizia che ha un interesse pubblico limitato, beh, uno, o due volte, nella mia carriera, mi è capitato di aver girato lo sguardo dall’altra parte. Ma vi assicuro che i lettori non si sono persi nulla.

..................................

 

Matteo Renzi, quest’estate, parlando con Minzolini, le fa questa accusa: “Fittipaldi, ci deve ancora spiegare perché si faceva dare le informazioni su di me da un certo Striano…” Chi è Pasquale Striano?

In quell’intervista Renzi ha detto anche che sono indagato. Falso. Che conosco Striano, falso. Mai visto e conosciuto in vita mia. Renzi sarà stato di cattivo umore perché le inchieste che ho fatto sui soldi che prendeva da istituti vicini un dittatore sanguinario come Bin Salman hanno contribuito a sprofondarlo al due per cento.

gianluigi nuzzi e emiliano fittipaldi

 

Per la cronaca Striano è sottotenente della Finanza, ed è accusato di aver cercato informazioni sensibili su politici per interessi personali. Due giornalisti di Domani sono indagati con lui perché, secondo la Procura, Striano ci avrebbe passato delle notizie, vere e di interesse pubblico.

 

Siamo l’unico Paese sulla Terra in cui se dai notizie segrete non si indaga su quello che scopre il giornalista, ma si mandano a giudizio i giornalisti che hanno dato quelle stesse notizie. E, se non si danno come nell’ultimo caso che riguarda l’inchiesta dei pm di Napoli sulle università telematiche, il giornalista viene indagato per corruzione.

emiliano fittipaldi

 

È ormai qualche anno che la magistratura sembra voler spiegare ai giornalisti come fare il loro lavoro. Una roba da regime, esattamente come le pressioni che arrivano dalla politica.

 

Qual era la notizia per cui siete a giudizio per il caso Striano?

Abbiamo raccontati i conflitti d’interessi di Guido Crosetto, che, prima di diventare ministro della Difesa, incassava da Leonardo e da altre società di armamenti cifre di poco sotto il milione di euro l’anno. Crosetto non ha fatto querela per diffamazione perché era tutto vero, ma ha chiesto alla magistratura di individuare la nostra fonte.

…………………………….

Cosa non sopporta di Travaglio?

I PRESUNTI CONFLITTI DI INTERESSI DI GUIDO CROSETTO - GRAFICA DOMANI

Travaglio è un bravo giornalista.

 

Ma…

Quando gli capita di sbagliare, difende l’indifendibile.

 

Tipo?

Beh, il caso Minetti è un errore particolarmente grave…

 

Pensa sia una bufala quello che ha scritto sul Fatto?

Sono i magistrati di Milano hanno dichiarato che quelli del Fatto Quotidiano hanno pubblicato cose non vere. Sto ancora aspettando che li quereli, come promise pubblicamente.

……………………………

 

carlo de benedetti silvia monti 1

Giuseppe Conte è un grande politico, come sostiene il Fatto di Travaglio, o, piuttosto, una volpe democristiana travestita da statista?

Scrissi anni fa che Conte si propose a Maria Elena Boschi per entrare in politica, poi è diventato premier nel governo populista gialloverde. Premier, di nuovo, in quello giallorosso di sinistra. Spesso non sono d’accordo con lui, ma uno che è riuscito a fregare il Movimento al suo fondatore Beppe Grillo e che veleggia sempre sopra il 10 per cento, non è certo uno sprovveduto. Conte sa fare politica. Non sempre buona politica.

MARCO TRAVAGLIO FIN CHE LA BARCA VAgiuseppe conteintervento di augusto minzolini

…………………………………….

francesco melchionda

matteo renzi augusto minzolini stasera italiamaria elena boschi

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...