reddito cittadinanza salvini

REDDITO RATIONEM - SALVINI VUOLE TAGLIARE IL SUSSIDIO CHE DOVREBBE ESSERE “SOSPESO PER SEI MESI A 900MILA PERSONE CHE SONO IN CONDIZIONI DI LAVORARE E CHE GIÀ LO PERCEPISCONO DA DICIOTTO MESI” – MA IL TAGLIO NON È COSÌ FACILE DA REALIZZARE: SULLA CARTA QUESTE PERSONE DOVREBBERO PARTECIPARE A DEI CORSI DI FORMAZIONE, MA LA MAGGIOR PARTE HA PIÙ DI 40 ANNI E CON POCA, O QUASI INESISTENTE, ESPERIENZA LAVORATIVA. IN PIÙ SONO CONCENTRATI IN AREE DEL PAESE DOVE IL LAVORO NON C’È E…

Enrico Marro per www.corriere.it

 

GIORGIA MELONI REDDITO CITTADINANZA

Il prossimo anno il Reddito di cittadinanza cambierà, su questo non ci sono dubbi. Ma non sarà facile mettere in pratica la stretta annunciata dalla premier Giorgia Meloni in Parlamento, durante il discorso programmatico, con l’efficace formula: «Per chi è in grado di lavorare, la soluzione non può essere il Reddito di cittadinanza». Qualche elemento in più lo ha fornito il vicepremier Matteo Salvini, quando ha detto che il sussidio si potrebbe «sospendere per sei mesi a quei 900mila percettori che sono in condizioni di lavorare e che già lo percepiscono da diciotto mesi».

matteo salvini alla camera durante il discorso di giorgia meloni

 

E ieri la stessa Meloni ha aggiunto altri particolari, spiegando che il governo vuole riformare il Reddito «garantendo un dignitoso sussidio a chi realmente non ha la possibilità di lavorare e, in alcuni casi, migliorandolo (si pensi agli invalidi)» mentre «per gli altri intendiamo attingere al Fondo sociale europeo per avviare al lavoro chi può attraverso corsi di formazione retribuita». Infine il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, intervistato da Radio 24, ha aggiunto: «Il Reddito non può durare a vita» e dunque bisognerà mettere «un limite temporale».

REDDITO DI CITTADINANZA

 

La stretta ci sarà perché il centrodestra ne ha fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale e perché il governo ha bisogno di trovare risorse e, continua Salvini, almeno un miliardo degli otto che si spendono ogni anno per il Reddito si potrebbe risparmiare e utilizzare per rendere più flessibile Quota 102 (magari consentendo di andare in pensione non solo con 64 anni d’età e 38 di contributi, ma anche con il mix 61+41).

REDDITO DI CITTADINANZA 9

 

Lo schema della Lega

Secondo lo schema che ha in mente la Lega il sussidio di povertà potrebbe dunque essere sospeso ai beneficiari che possono lavorare. Ma quanti sono? Salvini dice 900mila, sulla base dell’ultimo monitoraggio dell’Anpal, l’agenzia del ministero del Lavoro, secondo la quale, al 30 giugno scorso, erano 919mila i percettori del Reddito indirizzati ai Servizi per il lavoro. In realtà, 66.770 sono stati esonerati (per esempio, perché con figli minori sotto i 3 anni di età), 19.676 inviati ai Servizi sociali (per esempio, perché con problemi di tossicodipendenza e alcolismo) mentre quasi 173mila già lavoravano (ma con redditi così bassi da aver diritto al Reddito).

 

matteo salvini giorgia meloni

 Alla fine, quelli tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro erano 660.602. Ai quali si possono sommare i 173mila già occupati, per un totale di circa 833mila. Si tratta di quasi un terzo dei 2,3 milioni di persone complessivamente interessate al Reddito di cittadinanza. Va ricordato che il sussidio viene erogato al nucleo familiare (in media circa 550 euro al mese per ogni famiglia), che le famiglie interessate sono poco più di un milione, per un totale, appunto, di 2,3 milioni di individui. 

 

reddito di cittadinanza alle poste

Quelli che vengono indirizzati ai centri per l’impiego sono coloro che dagli archivi Inps risultano avere esperienze pregresse di lavoro (anche per periodi brevissimi) e i loro eventuali coniugi e tutti i giovani in età di lavoro fino a 29 anni. Gli altri vengono invece indirizzati ai Servizi sociali dei comuni per percorsi di inclusione sociale o di assistenza delle disabilità. Tra l’altro, ci sono più di 350mila famiglie titolari del Reddito che hanno nel proprio nucleo almeno un minore mentre circa 120mila famiglie prendono la Pensione di cittadinanza essendo formate da pensionati poveri, per definizione esclusi dal mercato del lavoro.

 

Sei mesi senza reddito

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI NEL 2015 - FRONTE ANTI RENZI

Seguendo ancora lo schema enunciato da Salvini, il Reddito di cittadinanza delle persone che possono lavorare (o che già lavorano) dovrebbe essere sospeso per sei mesi al termine del periodo normale di fruizione. Secondo la legge, infatti, il sussidio può essere erogato al massimo per 18 mesi, rinnovabili dopo una pausa di un mese. Con la riforma, dunque, le 833mila persone di cui stiamo parlando non riceverebbero il Reddito per sei mesi. Durante i quali verrebbero sottoposti alle attività di formazione e indirizzamento al lavoro da parte dei centri per l’impiego e delle agenzie private del lavoro. Un periodo durante il quale verrebbero retribuiti, ha detto ieri Meloni.

 

reddito di cittadinanza

Non prenderebbero più il Reddito, ma un compenso per la partecipazione ai corsi di formazione. Passati i sei mesi senza aver trovato uno sbocco nel mercato del lavoro, si suppone che potrebbero ripresentare la domanda di assistenza. Ma forse non più di una o due volte: il limite temporale di cui parla il sottosegretario al Lavoro. Ovviamente verrebbero irrigidite anche le regole sulle cosiddette offerte congrue di lavoro: oggi, dopo la stretta decisa dal governo Draghi, se ne può rifiutare solo una, con la riforma non si potrà più fare, pena l’uscita dal programma di assistenza, conferma Durigon.

 

matteo salvini a porta a porta 6

Tre su quattro non hanno mai lavorato

Sulla carta lo schema sembrerebbe funzionare e non essere nemmeno così traumatico, fermo restando che togliere per sei mesi il sussidio a intere famiglie, soprattutto in certe aree del Sud, costringendo i titolari, che non di rado lavorano in nero, a seguire corsi di formazione, potrebbe innescare tensioni. Ma dove davvero l’eventuale riforma rischia di entrare in crisi è nella effettiva capacità/possibilità dei collocatori, pubblici e privati, di formare e collocare al lavoro gli interessati.

 

IL REDDITO DI CITTADINANZA

Questa platea, infatti, è formata di persone difficilissime da far entrare nel mercato del lavoro. Basti dire che il 73% dei 660mila tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro non ha avuto esperienze lavorative negli ultimi tre anni e il 36% ne ha avuta una per meno di tre mesi. Il livello di istruzione è basso: il 70,8% ha al massimo la licenza media inferiore. L’età media è elevata: il 48% ha più di 40 anni. Questi pochi dati fanno capire che un’azienda, nonostante gli incentivi previsti, difficilmente può essere interessata a questa platea fatta di lavoratori senza preparazione, senza esperienza, anziani.

falsi documenti per avere il reddito di cittadinanza 1

 

E spesso residenti in aree del Paese con forte tasso di disoccupazione (più della metà di tutti i percettori del Reddito sono concentrati in tre Regioni: Campania, Puglia e Sicilia). Persone che andrebbero formate e motivate. Compito rispetto al quale, finora, i centri per l’impiego si sono dimostrati inefficienti mentre le agenzie private andranno maggiormente coinvolte, dice Durigon. Sarà questa, quindi, la vera sfida da vincere.

matteo salvini a porta a porta 5

 

Fine dei raggiri

Non stupisce, infatti, leggere nel report dell’Anpal che rispetto ai 660mila beneficiari del Reddito di cittadinanza tenuti alla stipula del Patto per il lavoro, solo 280mila sono stati presi effettivamente in carico dai Servizi per l’impiego. E alla fine del primo semestre 2022 appena 115mila percettori del sussidio sono decaduti perché hanno trovato un lavoro, ma non si sa se questa occupazione sia stata trovata grazie ai collocatori pubblici e privati o per altre vie (più probabile).

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Immaginare quindi che, da un giorno all’altro, le aziende si mettano ad assumere in massa titolari del Reddito di cittadinanza appare poco credibile. Molto più realistico, invece, che, con la riforma, tutti coloro che prendono il sussidio lavorando in nero (difficile stimare quanti siano) debbano scegliere tra reddito sommerso e corsi di formazione retribuiti. Questo certamente eliminerebbe uno spreco intollerabile (il Reddito dato a chi lavora in nero) e metterebbe fine a un raggiro ai danni della collettività. Ma, negli altri casi, per i motivi che abbiamo detto, non sarà facile “spostare” i poveri veri (che non hanno un lavoro in nero), che non sono pochi, dall’assistenza all’occupazione.

carta del reddito di cittadinanza

 

Infine, i controlli. Ci sono state molte truffe scoperte dalle Forze dell’ordine. I controlli, soprattutto all’inizio erano carenti e fatti a campione dopo l’erogazione del sussidio. Poi sono migliorati. Ma, spiega il sottosegretario al Lavoro, non potranno restare centralizzati in capo all’Inps: meglio «passarli ai comuni, che conoscono più da vicino, sul territorio, coloro che presentano domanda».

card del reddito di cittadinanzareddito di cittadinanzamatteo salvini a porta a porta 1reddito di cittadinanzamatteo salvini a porta a porta 3matteo salvini a porta a porta 4

 

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