SALVINI E TAJANI SI AZZUFFANO AL BANCOMAT – ANTONIO PATUELLI, NUMERO UNO DELL’ABI, HA RESPINTO LA RICHIESTA DI UN CONTRIBUTO DI CINQUE MILIARDI DI EURO DA PARTE DEGLI ISTITUTI DI CREDITO PER LA LEGGE DI BILANCIO: “NELLA COSTITUZIONE NON C'È SCRITTO CHE ALCUNI DEBBANO ESSERE MAZZOLATI” – IL LEADER DELLA LEGA ATTACCA: “PAROLE SORPRENDENTI, CHIEDERE UN CONTRIBUTO DI ALMENO 5 MILIARDI A UNO DEI SETTORI PIÙ RICCHI E TUTELATI D'ITALIA SARÀ UN INTERVENTO DI ASSOLUTO BUONSENSO” – IL VICEPREMIER DI FORZA ITALIA, VENTRILOQUO DEI BERLUSCONI (VEDI MEDIOLANUM), REPLICA: “SONO CONTRARIO A TASSARE GLI EXTRA PROFITTI DELLE BANCHE” – UN GUAIO PER LA MELONI. I SOLDI SONO POCHI, GLI APPETITI ELETTORALI TROPPI: A RISCHIO IL TAGLIO DELL’IRPEF PER IL CETO MEDIO...
Estratto dall’articolo di di Giovanni Turi per “La Stampa”
matteo salvini antonio tajani - foto lapresse
Matteo Salvini torna all'attacco delle banche. Al centro il braccio di ferro sul contributo degli istituti per finanziare la manovra. Ma lo scontro con l'Abi è acceso come non mai, nonostante l'altro vice premier, Antonio Tajani, predichi la via del dialogo. Non solo perché «un governo di centrodestra non può aggredire una parte del nostro sistema economico fondamentale per il sostegno alle imprese», osserva Tajani. Ma anche per il fatto che «non dobbiamo spaventare i mercati e gli investitori».
Da giorni, i botta e risposta tra Salvini e il mondo bancario sono sotto i riflettori. Dopo che Antonio Patuelli, numero uno dell'Abi, ha respinto la richiesta di 5 miliardi di euro da garantire alla legge di Bilancio, rivendicando che «nella Costituzione non c'è scritto che alcuni debbano essere mazzolati», ieri l'affondo del leader leghista.
Che definisce queste parole «sorprendenti», visti i «profitti per oltre 50 miliardi di euro» attesi quest'anno e un tax rate del 19,2% «ben inferiore rispetto a quella di altre imprese».
Utili «giganteschi che derivano soprattutto dagli interessi e dalle commissioni pagati da cittadini, famiglie e imprese - continua -. Chiedere un contributo di almeno 5 miliardi a uno dei settori più ricchi e tutelati d'Italia sarà un intervento di assoluto buonsenso».
Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2
A stretto giro, la replica di Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell'Abi: «La manovra è assolutamente non concordata, diversamente da quanto avvenuto negli ultimi due anni» (…)
Da Capri, al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, Tajani prende le distanze dal Carroccio. La posizione è netta: «Per principio, sono contrario a tassare gli extra profitti delle banche perché non esistono gli extra profitti né in diritto né in economia» (…)
tassa sugli extraprofitti delle banche
Fonti vicino al mondo bancario, comunque, sostengono che non c'è alcuna volontà a sedersi a un tavolo con il governo (…)
A Capri, infine, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, fa un appello a misure dalla «visione politica industriale a lungo termine». Con l'avvicinarsi del voto, non servono «mancette elettorali», ribadisce (…)
PRELIEVO SULLE BANCHE LA PREMIER MEDIA MA I 5 MILIARDI RESTANO
Estratto dall’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti 3
Disegnata la cornice, ora la manovra va riempita. Appuntamento domani a palazzo Chigi, dove Giorgia Meloni riceverà i leader della maggioranza e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per il vertice delle soluzioni.
La più complessa: la premier dovrà mettere d'accordo i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini che litigano sul contributo a carico delle banche. In ballo c'è la tenuta della legge di bilancio considerando che cinque dei complessivi 23,5 miliardi dovranno arrivare proprio dagli istituti di credito, oltre che dalle assicurazioni (…)
tassa sugli extraprofitti delle banche
In mezzo ai due vicepremier che battagliano c'è Meloni. La premier tenta la mediazione (…) Difendendo l'idea di un contributo «giusto e necessario», chiederà di avviare un negoziato con l'Abi nei prossimi giorni, evitando soluzioni punitive. Un set di misure è stato già abbozzato.
Secondo quanto Repubblica è in grado di ricostruire da fonti di governo, la richiesta alle banche per il 2027 dovrebbe ammontare a 4 miliardi. Alle compagnie assicurative verrebbe invece chiesto un miliardo. Escluso il coinvolgimento di altri soggetti finanziari (…)
Sul tavolo del vertice arriverà anche il rebus delle misure. Con appena 9,5 miliardi a disposizione per quelle elettorali, lo spazio è risicato. Balla il taglio dell'Irpef per il ceto medio, gradito alla premier e su cui FI continua a insistere.
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Intanto dall'Fmi di Bangkok arriva un nuovo messaggio di Giorgetti: occorre «salvaguardare la sostenibilità del debito proteggendo la crescita». Un equilibrio difficile, proprio come quello della manovra ancora tutta da scrivere.

