GOMORRA DEMOCRATICA! SAVIANO ATTACCA: “NEL PD E NELLE LISTE DI DE LUCA C’E’ TUTTO IL SISTEMA GOMORRA. CANTONE? UN’OPERAZIONE DI FACCIATA. L’ANTIMAFIA NON E’ UNA PRIORITA’ DELL’ESECUTIVO” - E RENZI RESTA ZITTO

Wanda Marra per il “Fatto Quotidiano”

 

saviano renzi 4saviano renzi 4

“Nel Pd e nelle liste di De Luca c’ è tutto il sistema Gomorra” . Roberto Saviano, lo scrittore simbolo della lotta alla camorra, in un’ intervista esclusiva all’Huffington Post , attacca frontalmente Matteo Renzi e il Pd. Saviano spara. Renzi e i suoi tacciono. Replica ufficiale dello stesso De Luca (all’Ansa ): “ Né mezze parole, né frasi generiche, ma nomi, cognomi, fatti e denunce precise alla Procura. La lotta alla camorra si fa innanzitutto così” .

 

L’UNICO a mostrare un segno di vita al Fatto  è Raffaele Cantone, magistrato antimafia, impegnato in passato proprio in Campania e contro i Casalesi, oggi capo dell’ Autorità anticorruzione. Viene definito dallo stesso scrittore “ una figura” , come Grasso. Perché “ è questo che Renzi vuole: un’ immagine diversa” , chiarisce Saviano. E ancora: “ Sembra esserci molta prudenza da parte del governo e da parte di Cantone, che è un amico, a prendere posizione. E come se tutti fossero in attesa di essere nel prossimo governo eletto dal popolo” .

cantonecantone

 

E Cantone non vuole parlare, non vuole commentare. Ma è evidente dal tono che è arrabbiatissimo. “ Io sono il presidente di un’ autorità indipendente. Non posso rispondere sulle liste del Pd. Non entro nelle questioni politiche” . Anche se lo scrittore gli dà della figurina. “ Se lui ha qualcosa da dire a un amico come amico, io gli rispondo da amico. E privatamente, non in pubblico” .

 

 

Saviano usa il suo“ marchio”, Gomorra  per condannare la scelta fatta in Campania. Ci va giù pesante. Le liste di De Luca “ ricalcano le solite vecchie logiche di clientele” . I nomi, almeno alcuni, li fa: “ Il più eclatante”  è quello di Enrico Maria Natale, “ perché la sua famiglia è stata più volte accusata di essere in continuità con la Schiavone”.

 

DE LUCA DE MITADE LUCA DE MITA

Poi, c’ è la moglie di Nicola Turco, cosentiniano di ferro, candidata, che ha dichiarato che De Luca non è di sinistra. Una considerazione: “De Luca ha capito che per vincere deve portare clientele, attraverso persone modeste, senza visione e deve togliere clientele a De Luca” . Ed è per questo che “ De Luca ha avuto bisogno di De Mita” . Poi allarga: “ Questo governo ha fatto poco contro le mafie” . E “ questo Pd non ha un’ anima che sente come priorità l’antimafia” .

 

De Luca è la dimostrazione plastica e più eclatante di come sul territorio Renzi non abbia saputo o non abbia potuto cambiare gli equilibri di potere. Nel dicembre 2013 ha vinto non solo le primarie, ma anche il congresso tra gli iscritti. E molto lo deve ad accordi più o meno inconfessabili stretti con il potere locale.

 

saviano renzi 1saviano renzi 1

Un asse di ferro è quello stretto con Vasco Errani in Emilia Romagna. Il potere rosso in quella regione è intoccabile e ramificato (come ha dimostrato anche la recente inchiesta sulla Cpl Concordia). Un accordo con il vecchio ceto politico è quello che ha portato alla candidatura in Liguria di Raffaella Paita. Per dire, persino in Toscana si ripresenta un esponente vicino alla Ditta, Enrico Rossi.

 

roberto savianoroberto saviano

Ma la Campania è un caso a sè. Un caso limite. Anzi, oltre il limite. Per mesi, il vicesegretario, Lorenzo Guerini aveva provato a evitare le primarie, cercando un candidato alternativo. Non c’è riuscito. De Luca ha vinto e si è candidato. Pur se tecnicamente ineleggibile, come stabilito dalla legge Severino.

 

PER SETTIMANE gli uomini del premier hanno sostenuto (o meglio raccontato quasi sottovoce) che “Matteo” in cuor suo quasi sperava che vincesse Caldoro. Poi, ci ha pensato il “solito” Luca Lotti a togliere ogni dubbio, facendosi fotografare in un comizio ad Avellino con il candidato-governatore. La settimana dopo, è stato Renzi a posare per le foto con De Luca a Pompei. Non è certo un caso che ieri nel Pd tacciano praticamente tutti. Anche le minoranze. Fu Bersani, chiudendo a Napoli la campagna elettorale del 2013, ad andare ad omaggiare De Luca in un pranzo a Salerno.

ATTILIO MALAFRONTEATTILIO MALAFRONTE

 

LE AGENZIE per ore non danno traccia dell’accusa di Saviano. L’imbarazzo del segretario premier e dei suoi è tangibile. E anche abbastanza prevedibile: nei casi più spinosi, Renzi evita dichiarazioni pubbliche. “Correre ai ripari” sul Sud è una parola d’ordine che è già partita tra i vertici del Pd. Ma per ora non ce n’è traccia. Lo scrittore aveva già attaccato Renzi più d’una volta.

 

SAVIANOSAVIANO

A febbraio 2014 in una lettera su Repubblica aveva criticato l’approccio del governo alla lotta alla mafia. Renzi aveva risposto qualche giorno dopo, sempre su Repubblica . Poi la denuncia delle primarie in Campania. E ora l’attacco: “Il grande rimosso del governo è il Sud Italia”. E l’invito al voto: “Ognuno scelga nel migliore dei modi tra Cinque Stelle, Sel, Pd e Caldoro”.

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