UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?
RENATO SCHIFANI E ANTONIO TAJANI
SCHIFANI CONVOCA LA GIUNTA, DIMISSIONI IN VISTA
(ANSA) - Secondo quanto risulta all'ANSA il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha convocato per domani la giunta regionale a Palazzo d'Orleans, in cui potrebbe rendere note le sue dimissioni. All'ordine del giorno della giunta vi sono i "provvedimenti più urgenti".
CHE CANNOLO PER IL CENTRODESTRA!
Carlo Tarallo per Dagospia
“Ho proposto per i prossimi giorni un incontro a Roma alla presenza del segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani e del presidente della Regione siciliana Renato Schifani.
RENATO SCHIFANI E GIORGIA MELONI - G7 AGRICOLTURA ORTIGIA
Insieme stabiliremo il percorso politico”: il commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo, uomo di Antonio Tajani, fa una mezza marcia indietro rispetto alle durissime dichiarazioni di ieri contro il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani.
“C’è una grande richiesta di cambiamento e, in coscienza, credo che abbiamo il dovere di dare una risposta”, ha detto ieri Minardo, sostanzialmente “scaricando” Schifani, il quale ha reagito in serata, ventilando le dimissioni: “Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”.
Ma cosa sta succedendo nel centrodestra siciliano? A quanto ci riferiscono le nostre antenne sull’isola, la partita è legata a doppio filo con quella nazionale. Schifani non sarà ricandidato, questo lo sa bene anche lui: scalda i motori per prenderne il posto Giorgio Mulè.
A Schifani era stato promesso un posto al Csm, ma l’ipotesi è tramontata. Quando gli è stato comunicato, Schifani si è imbufalito e ha approfittato delle dichiarazioni di Minardo per far tremare il centrodestra romano, ipotizzando le immediate dimissioni.
Perché a Roma non vogliono che Schifani si dimetta adesso? Semplice: perché in Sicilia si andrebbe a votare entro un paio di mesi, mentre Giorgia Meloni e i suoi hanno programmato le elezioni regionali per il prossimo maggio (la scadenza naturale sarebbe settembre 2027).
Il motivo? La Meloni si è ormai rassegnata: se si vota in primavera, è impossibile evitare l’election day, ovvero l’accorpamento tra politiche e amministrative. Si vota, lo ricordiamo, nelle più grandi città italiane: Roma, Napoli, Milano, Torino, Bologna.
giorgio mule 30 anni dell agenzia headline giornalista
Città tradizionalmente di sinistra: il timore della Meloni è che l’effetto del voto contestuale con le politiche possa avvantaggiare l’attuale opposizione.
Lucio Malan, capogruppo di Fdi al Senato, si è lanciato in una dichiarazione temeraria: “In tutto il mondo”, ha detto Malan a “Un giorno da pecora” su Rai Radio Uno, “il centrosinistra va meglio nei grandi centri mentre i conservatori e i moderati vanno meglio nei centri più piccoli e addirittura, diciamo così, nelle campagne”.
Al di là della simpatica definizione di “campagnoli” agli elettori di centrodestra, evidentemente Malan sa benissimo che l’election day non si può evitare.
Il capogruppo di FdI in Senato lucio Malan
I genietti di Palazzo Chigi hanno pensato: “Bilanciamo il voto delle grandi città, sfavorevole a noi, con quello delle regionali siciliane, che invece va a nostro vantaggio!”.
E così a Schifani è stato consigliato (diciamo così) di dimettersi un paio di mesi prima delle politiche. Tra febbraio e marzo 2027.
Quando però Schifani ha appreso di non essere più in corsa per il Csm, ha minacciato (politicamente) le dimissioni immediate, per far saltare il giochino.
Risultato: ora occorre accontentare Schifani con una posizione di suo gradimento, altrimenti, sono dolori. Intanto il presidente della Sicilia, a quanto riferisce l’Ansa, ha convocato per domani la giunta regionale a Palazzo d'Orleans, in cui potrebbe rendere note le sue dimissioni. All'ordine del giorno della giunta vi sono i “provvedimenti più urgenti”.
VOLANO "VAFFA" IN FORZA ITALIA! – TELEFONATA DI FUOCO TRA ANTONIO TAJANI E IL GOVERNATORE DELLA SICILIA, RENATO SCHIFANI - L'ANNUNCIO DI UNA “RIFLESSIONE IN CORSO” (TRADOTTO: DIMISSIONI) DA PARTE DEL GOVERNATORE HANNO MANDATO SU DI GIRI IL MINISTRO DEGLI ESTERI – A SCHIFANI NON SONO PIACIUTE LE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO DI FORZA ITALIA IN SICILIA, NINO MINARDO, SULLA NECESSITÀ DI “UNA PROPOSTA POLITICA COMPLETAMENTE NUOVA NELL’ISOLA” DOPO L'ENNESIMO CASO GIUDIZIARIO IN CUI E’ COINVOLTO GAETANO ARMAO, MARITO DI GIUSI BARTOLOZZI – ARMAO, PER IL QUALE LA PROCURA HA CHIESTO L'ARRESTO PER CORRUZIONE, CONTESTANDOGLI DI AVERE PRESO MAZZETTE QUANDO ERA A CAPO DELLA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA (CTS) PER LE AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI IN SICILIA SU EOLICO E FOTOVOLTAICO, AVEVA UN UFFICIO ANCHE NEL PALAZZO DELLA PRESIDENZA…
ANTONIO TAJANI E RENATO SCHIFANI
nino minardo
RENATO SCHIFANI, GIORGIA MELONI E FRANCESCO LOLLOBRIGIDA - G7 AGRICOLTURA ORTIGIA

