“L’AREA DI CENTRO VALE INTORNO AL 15%” - IL SONDAGGISTA LORENZO PREGLIASCO: “CON QUESTA LEGGE ELETTORALE E LO SBARRAMENTO, LA FRAMMENTAZIONE VIENE PENALIZZATA - AL DI LÀ DEL 2, 3 O 4 PER CENTO CHE PUÒ PORTARE, UN PARTITO DI CENTRO SERVE A UNA COALIZIONE PER NON LASCIARE SCOPERTA UNA PARTE DELLO SPAZIO POLITICO” – “SE IL CAMPO LARGO NON AVESSE NULLA ALLA DESTRA DEL PD, COME ALCUNI PREFERIREBBERO, AL DI LÀ DEL 2-3 PER CENTO DI RENZI, DAREBBE ALL'ELETTORATO MODERATO IL MESSAGGIO DI ESSERE UNA COALIZIONE DI SINISTRA. ESCLUDERE QUELL'AREA POTREBBE FAR APPARIRE PIÙ MODERATA LA COALIZIONE AVVERSARIA. LO STESSO, A PARTI INVERTITE, ACCADREBBE A DESTRA SENZA FORZA ITALIA. C'È UN VALORE INDIRETTO DEL CENTRO - IL PD E FRATELLI D'ITALIA SONO PIENI DI ELETTORI MODERATI. PER QUESTO...”
Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”
Lorenzo Pregliasco, direttore di You Trend e analista politico, quanto pesa realmente oggi il centro?
«Lo scarto tra le due coalizioni ci dice che qualsiasi pezzo, al centro, a destra o a sinistra, può diventare fondamentale. Il valore del centro è anche simbolico: al di là del 2, 3 o 4 per cento che può portare, serve a una coalizione per non lasciare scoperta una parte dello spazio politico. Se il campo largo non avesse nulla alla destra del Pd, come alcuni preferirebbero, al di là del 2-3 per cento di Renzi darebbe all'elettorato moderato il messaggio di essere una coalizione marcatamente di sinistra. Escludere quell'area potrebbe quindi far apparire più moderata la coalizione avversaria. Lo stesso, a parti invertite, accadrebbe al centrodestra senza Forza Italia. C'è un valore indiretto del centro».
Quindi è più una questione di percezione che di peso elettorale?
«È una percezione che ha ricadute elettorali. Verosimilmente avremo un'elezione molto bipolare, con l'80-90 per cento dei voti concentrato sulle due coalizioni, e quindi quell'effetto può diventare importante. Anche perché gli elettori moderati non votano soltanto Renzi o Calenda: il Pd e Fratelli d'Italia sono pieni di elettori moderati. Per questo coprire il centro produce effetti anche sui grandi partiti».
Eppure oggi sembrano esserci più aspiranti leader centristi che elettori centristi...
«Questa è un po' la contraddizione di quell'area. Se guardiamo ai soggetti che la compongono troviamo Lupi, Ruffini, Marattin, Boldrin, +Europa, Onorato, Renzi, Calenda. Togliendo FI, parliamo di sette-otto possibili soggetti che complessivamente valgono intorno al 15 per cento. Non c'è una massa concentrata in un unico soggetto e, con questa legge elettorale e lo sbarramento, la frammentazione viene anche penalizzata».
In una fase in cui in molti Paesi sembrano premiare proposte politiche più radicali e riconoscibili, il centro ha ancora lo stesso peso di un tempo?
FRANCO GABRIELLI ERNESTO MARIA RUFFINI
«Con lo sbarramento c'è il rischio di restare fuori e l'elettore lo sa. Può quindi essere incentivato a scegliere qualcun altro, magari un po' meno vicino alle proprie idee, ma con la convinzione che il suo voto conti di più: è il meccanismo del voto utile. […] Oggi, con un'affluenza più bassa, conta maggiormente la capacità di mobilitare i propri elettori. Gli indecisi naturalmente esistono […] ma oggi può essere più importante avere una proposta riconoscibile, motivante, piuttosto che collocarsi in mezzo per conquistare il presunto elettore mediano». […]
ERNESTO MARIA RUFFINI - FOTO LAPRESSE
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