edoardo rixi

VENI, VIDI, RIXI – LE SPESE PAZZE DELL’EX SOTTOSEGRETARIO CONDANNATO? QUINDICI CAFFÈ UNO DIETRO L'ALTRO, CIOCCOLATINI E UN FIUME DI BIRRA A PONTIDA – CECCARELLI: “RIVISTA OGGI, LA VICENDA DELLE ‘SPESE PAZZE’ SPIEGA L’INCOMBENTE POPULISMO, MA ANCORA DI PIÙ L'INFELICE CONDIZIONE DEL POTERE. DALLA LIGURIA ALLA SICILIA, I CONSIGLIERI REGIONALI COMPRARONO ROBA TIPO CAMPANACCI PER MUCCHE E PROFUMI, CORNI ISTORIATI E MUTANDE DI PIZZO. E DUE SEX-TOYS: IN EMILIA E IN ALTO ADIGE  …”

1 – LE SPESE PAZZE DI RIXI CONDANNA E DIMISSIONI

Giuseppe Filetto e Marco Preve per “la Repubblica”

 

edoardo rixi 1

Quindici caffè consumati uno dietro l' altro in un bar di Cuneo, uno scontrino da 4,80 alla Lindt Chocolate Town dell' outlet di Serravalle, un fiume di birra nella Pontida di Bossi quando ancora il senatur non era un' ingombrante reliquia politica.

 

Se davvero l' affaire Rixi dovesse essere la scintilla della crisi del governo gialloverde, i cultori del dettaglio potrebbero trovare anche queste voci nell' elenco delle cosiddette "spese pazze" costate la condanna a tre anni e cinque mesi, per peculato e falso ideologico, al viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi. Anzi, ex vice di Toninelli, visto che Rixi si è dimesso subito dopo aver appreso della sentenza che, oltre a lui e al senatore leghista Francesco Bruzzone, ha condannato altri 17 ex consiglieri della Regione Liguria di vari gruppi, dal Pd a Forza Italia.

RIXI SALVINI

 

Una sentenza pesante sotto vari punti di vista. Intanto perché i giudici hanno aumentato le pene chieste dal procuratore aggiunto Francesco Pinto: per Rixi la richiesta era stata di un mese in meno. Poi perché è stata accolta in toto la linea dell' accusa sul momento della consumazione del reato - ovvero l' approvazione del rendiconto nel 2013 - nonostante le difese sostenessero in blocco che andasse invece individuata nell' istante della spesa, cioè due anni prima. Un tecnicismo che, se accolto, avrebbe potuto aprire ai legali degli ex consiglieri la possibilità di ottenere la derubricazione del peculato nel reato meno grave di indebita percezione e la conseguente garanzia della prescrizione.

 

Le migliaia di ricevute e scontrini esaminate singolarmente dalla guardia di finanza sono state ritenute spese indebite, in molti casi non pertinenti alla politica regionale. Come ad esempio i 660 euro spesi nell' armeria Rossi nel 2011 per acquistare fumogeni in vista di una manifestazione dei tassisti genovesi.

edoardo rixi 2

 

Categoria che Rixi ha incontrato anche da viceministro quando ha dovuto occuparsi del delicato confronto con gli autisti Ncc. Nonostante la legge Severino non lo obbligasse a farlo, Rixi ha rimesso il suo mandato nelle mani non del premier Conte ma del ministro Salvini che le ha accolte, affidandogli subito l' incarico di responsabile delle infrastrutture per il Carroccio. Salvini ha commentato: «Ci sono spacciatori a piede libero e parlamentari condannati senza uno straccio di prova».

 

A Bruzzone, intanto, la Lega ha riservato il ruolo di Commissario in Sicilia. Entrambi restano parlamentari fino a sentenza definitiva. Anche l' interdizione perpetua dai pubblici uffici è una pena accessoria sospesa fino a una pronuncia di Cassazione. Così come solo un verdetto definitivo farà scattare la confisca della somma di 56 mila euro come deciso dal tribunale per il suo ruolo di capogruppo e quindi di responsabile di spese non pertinenti effettuate anche da altri consiglieri. Subito dopo la condanna, le reazioni. In primis dal M5S, poi placato dalle dimissioni.

 

edoardo rixi 3

Molto preoccupato per l' attenzione del governo alla sua città è apparso il sindaco di Genova Marco Bucci: «Nel completo rispetto per il lavoro della magistratura, Rixi rappresenta per me un esempio di politica efficace e amministratore illuminato. Le sue dimissioni mi preoccupano». Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, il 5S Simone Valente, gli ha risposto: «Rixi ha semplicemente rispettato quello che prevede il contratto Il governo è presente e non farà mai mancare il suo sostegno a Genova ». Per Andrea Orlando, Pd «le dimissioni di Rixi sono un atto assolutamente dignitoso».

 

2 – QUELLA POLITICA PREDONA CHE METTE IN NOTA L' INTIMO E I CAFFÈ

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

ignazio marino

"Spese pazze", quindi. Ma sul serio, letteralmente. Mai come in questo caso l' espressione designava precisamente non solo una quantità, ma anche un assai singolare qualità di acquisti che, effettuati con soldi pubblici e motivati in nome dello svolgimento di attività politica, denunciavano la psicopatologia di una classe dirigente in vena di predazione selvaggia. Perché dalla Liguria di Rixi alla Sicilia, decine e decine di consiglieri regionali comprarono per sé, per i loro cari, amici e magari elettori roba tipo campanacci per mucche e profumi, corni istoriati e mutande di pizzo, parquet di casa e pasta fresca, portachiavi d' oro zecchino e perfino adozioni a distanza.

 

La scoperta e il disvelamento di questa follia acquisitiva a spese del contribuente trovò spazio sui giornali nel biennio 2013-2014. A seguirla giorno per giorno, ma ancor più rivista oggi, spiega da un lato l' incombente populismo, ma forse ancora di più l' infelice condizione del potere e la sua fuga verso l' irreale in tempi ormai privi di cultura politica e passione.

 

ROBERTO COTA

E tuttavia, anche a prescindere dalla rilevanza penale (la magistratura si è regolata caso per caso e molti processi non sono ancora terminati), colpiva lo strambo assortimento delle spesucce, dal biglietto per assistere a uno spettacolino di lap-dance all' acquisto di non meglio specificate "immagini sacre"; segno che tutto grosso modo si poteva giustificare, non solo il taxi, la benzina o le spese di cancelleria, ma anche le contravvenzioni, il tagliando per la revisione dell' auto e poi via via ogni altro possibile consumo, fino al Gratta& vinci.

 

Nessuno lì per lì comprese che così si andava ad allestire il palcoscenico della futura e spesso cieca Repubblica degli scontrini. Prima di dimettersi, il Governatore leghista piemontese Cota dovette spiegare con comprensibile imbarazzo il perché e il per come di certe mutande verdi; il sindaco democratico di Roma Marino, il Marziano, sbagliò certamente a non pagare di tasca sua un sacco di cene; così come il redde rationem delle spese dei parlamentari grillini lasciò strascichi di amarognola comicità.

 

TOTI E RIXI IN RUSSIA

Ma la naturalezza con cui i consiglieri regionali mettevano in conto alla collettività lo 0,50 per accedere ai bagni pubblici, la gomma americana o gli spazzolini da denti (personalizzati e quindi con il nome inciso nel caso del Trota) era a suo modo il segno che il sistema si stava ormai spappolando, saltati ormai i confini tra la politica e lo scrocco.

 

Ci fu dunque chi ne approfittò per mettere in nota spese occhiali da sole, mazze da golf, bombole di gas, tinture per capelli (per quanto il consigliere compratore fosse calvo); poi toelette per cani e croccantini per gatti, ma anche il ricevimento per la cresima della nipotina.

 

UMBERTO BOSSI E ROBERTO COTA

Si chiama fuori oggi l' onorevole Rixi, ma l' andazzo era quello che era. Dalla Basilicata salivano a Chianciano per farsi le terme. In Abruzzo un politico fu pizzicato con l' amica nel ristorante milanese "Il vecchio porco". In Piemonte acquistarono bardature per cavalli e finimenti per carrozze. Nelle Marche restò traccia contabile del volume Il segreto delle donne: viaggio nel cuore del piacere (in Sicilia, d' altra parte, di Diabolik e in Lombardia di Mignottocrazia). In Sardegna, pare, rientrarono nella disponibilità di un consigliere un vitello e 30 pecore. Mentre nel Lazio 300 bottiglie di vino vennero destinate, forse per errore, a regali per bambini. Un po' dovunque videogiochi, peluche, Barbie. Non uno, infine, ma due sex-toys: in Emilia e in Alto Adige. Nel primo caso c' è stato il proscioglimento, un portaborse si è preso la colpa: era per uno scherzo.

C' è chi ha approfittato per farsi rimborsare anche 300 bottiglie di vino.

Ultimi Dagoreport

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...