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DONALD PAGA PER SBARAZZARSI DEI MIGRANTI – GLI STATI UNITI HANNO FIRMATO ACCORDI BILATERALI CON 37 NAZIONI PER APRIRE ALTRETTANTI CENTRI DI REMIGRAZIONE IN PAESI TERZI. SI TRATTA SOPRATTUTTO DI NAZIONI PICCOLE, SPESSO GOVERNATE DA LEADER AUTORITARI, FORAGGIATE CON RICCHI FINANZIAMENTI – “THE DONALD” HA USATO UNA LEGGE DEL 1789 CHE IN TEMPO DI GUERRA CONCEDE AL PRESIDENTE IL POTERE DI ARRESTARE E CACCIARE I CITTADINI DI UN PAESE NEMICO – NON CI SONO NUMERI CERTI SU QUANTE PERSONE SIANO STATE ESPULSE DA QUANDO TRUMP È TORNATO ALLA CASA BIANCA. LE SQUADRACCE DELL’ ICE PARLANO DI OLTRE 350 MILA ARRESTI DA OTTOBRE 2025, CON 65 MILA PERSONE ANCORA IN CARCERE…

Estratto dell’articolo di Riccardo Barlaam per “Il Sole 24 Ore”

 

DONALD TRUMP - DEPORT - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA

Gli Stati Uniti hanno firmato accordi bilaterali con 37 nazioni per aprire altrettanti centri di remigrazione in Paesi terzi. Donald Trump ha fatto della stretta sull’immigrazione uno dei cavalli di battaglia che lo hanno riportato alla Casa Bianca.

 

Per contrastare quella che lui chiama «l’invasione dei migranti», ha usato l’Alien Enemies Act, una legge del 1789 che in tempo di guerra concede al presidente americano il potere di arrestare e deportare i cittadini di un Paese nemico.

 

Da quando si è insediato nel gennaio 2025, almeno 540mila persone sono state espulse dagli Stati Uniti, secondo Brookings Institution. Il sito dell’Ice parla di oltre 350mila persone tra arrestati o espulsi da ottobre 2025, con circa 65mila persone ancora in carcere. Nessuno sa con esattezza quante persone siano state arrestate e rimpatriate: tutta la materia è coperta da un’opacità di fondo.

 

MIGRANTI IN CATENE DEPORTATI DA TRUMP

Gli agenti armati e a volto coperto dell’Ice nelle loro retate hanno operato in media 1500 arresti al giorno tra immigrati, richiedenti asilo e rifugiati irregolari. [...]

 

Palantir, la società di software di Peter Thiel e Alex Karp specializzata nell’analisi dei dati, è stata accusata di complicità con le politiche repressive dell’amministrazione Trump. Ci sono stati scioperi dei dipendenti e proteste nelle piazze e nelle università: la società è finita nel mirino perché ritenuta lo strumento tecnologico utilizzato dagli agenti armati dell’Ice per facilitare i rastrellamenti e le deportazioni.

 

donald trump - deportazione dei migranti

[...]  Sebbene l’amministrazione Trump rivendichi il fatto che nelle retate anti immigrati vengano presi di mira criminali, un terzo delle persone arrestate non ha precedenti penali.

 

La maggior parte degli immigrati espulsi viene rispedita nei Paesi d’origine. Ma ci sono casi particolari che riguardano ad oggi più di 23mila persone che invece sono state deportate nelle carceri di Paesi terzi, secondo il database Third Country Deportation Watch, un progetto di Human Rights Watch e Refugees International sviluppato con l’Università di Berkeley aggiornato con fonti dirette, segnalazione dei parenti dei deportati, ricorsi legali: sono i casi di espulsione di individui dagli Usa verso Paesi di cui non sono cittadini e nei quali vengono inviati con la forza. Persone scomparse nel nulla, costrette a subire lunghe carcerazioni senza un giusto processo.

 

agenti ice negli aeroporti americani 4

Gli Stati Uniti hanno siglato almeno 37 accordi bilaterali per aprire questi centri di remigrazione, stipulati con nazioni piccole nel Sud del mondo con disperato bisogno di risorse, spesso governate da leader autoritari che accolgono i deportati in cambio della benevolenza americana, di finanziamenti e dell’esenzione dai dazi.

 

Gli Usa hanno finora donato 44 milioni $ a queste nazioni, oltre a investimenti economici e risorse dirottate dal Dipartimento di Stato in passato destinate alle agenzie Onu per i rifugiati (Unhcr) e a quella per le migrazioni (Oim).

 

AGENTI DELL ICE A MINNEAPOLIS

Gli immigrati trasferiti nei Paesi terzi finiscono in un limbo amministrativo globale: privi di status legale e documenti. In molti casi si registrano sparizioni, detenzioni arbitrarie e rimpatri illegittimi verso i Paesi da cui erano fuggiti. Quest’ondata di deportati comprende sia persone con precedenti penali, sia richiedenti asilo, protetti da ordinanze giudiziarie che ne vietano il rimpatrio.

 

La maggior parte delle espulsioni riguarda il Messico dove sono state inviate circa 19.000 persone. Gli altri Paesi hanno ricevuto solo poche dozzine di persone, senza una frequenza regolare. Come la Repubblica Centrafricana nel mezzo di una guerra civile. O la Repubblica Democratica del Congo che ha accolto 15 deportati poco prima dell’epidemia di Ebola.

 

[...]

 

donald trump - muro anti migranti al confine usa messico

Secondo Refugees International la Casa Bianca sta utilizzando gli accordi di remigrazione verso Paesi terzi per indebolire la protezione globale dei rifugiati e minare il principio di non respingimento nei Paesi di origine sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951 sullo Statuto dei rifugiati e dalla Convenzione Onu contro la tortura del 1984.

 

Il New York Times Magazine ha raccontato la storia emblematica di uno di questi deportati. Roberto Mosquera, 59 anni, immigrato cubano residente a Miami da quando ne aveva 12. Mosquera ha precedenti penali perché da ragazzo è stato coinvolto nelle guerre tra le gang latine. Cuba ha sempre rifiutato il rimpatrio in quanto oppositore politico. Uscito dal carcere, la sua vita ha preso un’altra direzione.

 

MAINE - AGENTI ICE UCCIDONO PERSONA DURANTE UN CONTROLLO

Si è convertito a una chiesa evangelica, è sposato e padre di quattro figlie con un lavoro come capo squadra idraulico. Mosquera tra l’altro è un convinto repubblicano, uno di quei latini della classe operaia che sostiene Trump.

 

Nel 2025 è stato arrestato durante il rinnovo del permesso di lavoro. É finito in un centro di detenzione in Texas, senza poter contattare un avvocato. Da lì, poco dopo, è stato fatto salire su un piccolo jet e assieme ad altri 4 detenuti è stato deportato nell’Eswatini, uno Stato di cui ignorava l’esistenza, per finire rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Matsapha.

 

Dopo oltre un anno è ancora in prigione. Senza accuse. Senza possibilità di appello. E nessun segno che possa mai essere liberato. Cuba non ha manifestato disponibilità ad accoglierlo. L’Eswatini non lo rilascerà, nonostante abbia scontato da decenni la sua pena negli Usa e non abbia commesso alcun reato in Africa. Fine pena mai.

 

agenti ice negli aeroporti americani 1

Una tegola contro le politiche anti-immigrati della Casa Bianca è arrivata però venerdì da un tribunale di New York. Il giudice distrettuale Jeannette Vargas ha annullato la misura del Dipartimento di Stato che a gennaio ha sospeso il rilascio dei visti d’immigrazione ai richiedenti provenienti da 75 Paesi, affermando che tale politica superava l’autorità statutaria del segretario di Stato, Marco Rubio. [...]

AGENTI DELL ICE A MINNEAPOLIS agenti ice negli aeroporti americani 3

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