“UNA LEGGE DAVVERO OPPORTUNISTICA, TENTA DI INTRODURRE SURRETTIZIAMENTE IL PREMIERATO” - IL COSTITUZIONALISTA 82ENNE GAETANO SILVESTRI, CHE HA GUIDATO LA CONSULTA TRA IL 2013 E IL 2014 (PERIODO IN CUI VENNE BOCCIATO IL PORCELLUM), STRONCA IL MELONELLUM: “PERPETUA L'ILLUSIONE CHE CON ARTIFIZI GIURIDICI SI POSSA CONFORMARE, PER LE PROPRIE CONVENIENZE, IL SISTEMA POLITICO - L’ABNORMITÀ DEL PREMIO È MESSA IN MAGGIORE RISALTO RISPETTO ALL'IMPRESSIONANTE AUMENTO DELL'ASTENSIONISMO - LE PREFERENZE PLURIME FAVORISCONO LA FORMAZIONE DI GRUPPETTI ALL'INTERNO DELLE LISTE, CHE AUMENTANO LA FRAMMENTAZIONE E FACILITANO IL CONTROLLO DEL VOTO”
Estratto dall’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”
“Il più grande difetto della legge?». Gaetano Silvestri, tra gli insigni professori che hanno guidato la Consulta e formato generazioni di studenti, si sforza di non usare le parole del diritto. «Una legge davvero opportunistica. Che perpetua l'illusione che con artifizi giuridici si possa conformare, per le proprie convenienze, il sistema politico».
E invece, per il costituzionalista Silvestri: da cosa dipende la stabilità ?
«La risposta è nella durata del governo Meloni. Che reca, mi pare, una forte contraddizione. Proprio questo esecutivo dimostra che la stabilità è frutto della politica e non del sistema elettorale. Non di macchinosi congegni normativi, che si sovrappongono alla sovranità popolare».
Silvestri, 82 anni e una fibra che gli consente studio e battaglie, poi alza le mani: «Non mi si chieda di sostituirmi al vaglio sereno e sacrosanto della Corte che, da quanto leggo, sarà investita dai ricorsi. Quello che posso offrire è l'osservazione di un vecchio cittadino, oltre che giurista che si è interessato anche di questi aspetti».
Se n'è occupato, eccome. Lei era presidente della Corte quando fu bocciato il Porcellum : quel premio di maggioranza alterava il processo democratico. Il Melonellum può inciampare nello stesso vulnus?
«Deciderà, ripeto, la Corte. Ma ritengo personalmente che il 42% sia una soglia troppo bassa per attribuire un premio di 70 deputati e 35 senatori.
E l'abnormità del premio è messa oggi in maggiore risalto rispetto all'impressionante aumento dell'astensionismo. Una distorsione del risultato del voto che comprime artificiosamente le scelte degli elettori».
Sono 6 i punti a rischio: tra cui l'indicazione del futuro premier, il blocco dei capilista, la mancata alternanza di genere. Su quali coinvolgere l'opinione pubblica?
«Trovo sano, in effetti, che sia nato un dibattito fuori dalla dialettica maggioranza-opposizione. Il blocco dei capilista si combina con la scarsa democraticità dei procedimenti interni dei partiti.
riforma della legge elettorale
Le preferenze plurime – ferma restando la doppia preferenza di genere – favoriscono la formazione di gruppetti all'interno delle liste, che aumentano la frammentazione e facilitano il controllo del voto. Se pensiamo poi al listone di 70 più 35 "eletti in blocco" su Camera e Senato, risulta chiaro che questa legge si trova in rotta di collisione con la giurisprudenza della Corte». [...]
La legge vuole infilare dalla finestra un surrogato di premierato che non entra dalla porta?
«Vorrebbe. È più appropriato dire che tenta di introdurre surrettiziamente il premierato». [...]
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