LA VERA FALLA DEL MELONELLUM E’ IL PREMIO DI MAGGIORANZA A PALAZZO MADAMA - “IL SENATO DELLA REPUBBLICA È ELETTO A BASE REGIONALE”, RECITA L’ARTICOLO 57 DELLA COSTITUZIONE, QUINDI I SUOI SEGGI DEVONO ESSERE RIPARTITI FRA LE REGIONI IN PROPORZIONE ALLA LORO POPOLAZIONE E AL LORO VOTO - CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, PERÒ, I 35 SEGGI DEL SENATO ASSEGNATI IN CASO DI PREMIO SCATTANO SU BASE NAZIONALE. LE OPPOSIZIONI PREPARANO UNA TRENTINA DI RICORSI ALLA CONSULTA. CECCANTI: “LA SENTENZA SARÀ AUTO-APPLICATIVA, NON RICHIEDERÀ UN INTERVENTO SUCCESSIVO DEL GOVERNO E DEL PARLAMENTO” - GIULIANO AMATO: “SE C'È UNA COSA CHE PUÒ MERITARE CENSURA, È LA QUESTIONE DELLE FIRME: PRIMA ERANO 1500 PER COLLEGIO E ORA 6MILA. QUESTO È AI MARGINI DELL'IRRAGIONEVOLEZA. PER IL RESTO È UNA LEGGE ELETTORALE CHE POTRÀ FUNZIONARE”
Estratto dell’articolo di Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera”
Roma «Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale» recita l’articolo 57 della Costituzione. Quindi i suoi seggi devono essere ripartiti fra le Regioni in proporzione alla loro popolazione e al loro voto. Con la nuova legge elettorale, però, i 35 seggi del Senato assegnati in caso di premio scattano su base nazionale: dunque non necessariamente in base all’esito del voto nelle singole regioni. È questo uno dei punti sui quali le opposizioni contano di ottenere una pronuncia di incostituzionalità della legge elettorale da parte della Consulta (…)
Le opposizioni si propongono di portare avanti la battaglia contro lo Stabilicum, persa in aula, con i ricorsi in una trentina di distretti di Corte d’appello in tutto il Paese, non appena la legge, promulgata ieri dal presidente della Repubblica, sarà pubblicata. Lunedì alla Camera esponenti di Pd, M5S, Avs, Iv e +Europa li illustreranno insieme ai responsabili della «Rete per un voto libero e uguale», messa su da costituzionalisti, avvocati e altri giuristi contro la riforma(…)
Tutti in attesa della Consulta quindi. Come spiega il costituzionalista Stefano Ceccanti, la «sentenza sarà auto-applicativa, non richiederà un intervento successivo del governo e del Parlamento». Non sarebbe, quindi, indispensabile. Nulla vieta però che la politica scelga di riconsiderare alcuni aspetti, dopo eventuali correzioni della Corte. A patto che le Camere non siano state ancora sciolte, naturalmente.
GIULIANO AMATO, LEGGE ELETTORALE POTRÀ FUNZIONARE, SOLO SU FIRME IRRAGIONEVOLEZZA
(ANSA) - FIRENZE, 10 OTT - "Se c'è una cosa che può meritare censura", è la questione delle firme "che prima erano 1500 per collegio che è stato portato a 6mila. Questo è ai margini dell'irragionevoleza. Per il resto è una legge elettorale che potrà funzionare". Lo ha detto Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Corte Costituzionale, intervenendo alla Festa del Foglio a Firenze.

