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VI SIETE ROTTI LE PALLE DELLE TELEFONATE MOLESTE DEI CALL CENTER? C’E’ UNA BUONA NOTIZIA: IL GOVERNO VUOLE RIFORMARE, AMPLIANDOLO, IL REGISTRO PUBBLICO DELLE OPPOSIZIONI IN CUI POSSONO ISCRIVERSI GLI UTENTI CHE NON INTENDONO RICEVERE ALCUN TIPO DI PROPOSTA COMMERCIALE E PUBBLICITARIA - A CIASCUN ITALIANO ARRIVA ALMENO UNA CHIAMATA INDESIDERATA OGNI TRE GIORNI…

Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

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Una chiamata indesiderata ogni tre giorni. È quella ricevuta da ogni italiano sul proprio smartphone o sul telefono fisso. In pratica nella Penisola le telefonate moleste - a volte anche truffaldine - da parte dei call center sono diventate una vera e propria piaga. Non a caso il Governo ha appena deciso di intervenire di nuovo.

 

L'intenzione è quella di arginare il fenomeno del telemarketing e di farlo - finalmente - anche sulle 83 milioni di utenze mobili attive in Italia. Per questo nel Consiglio dei Ministri di oggi verrà esaminato un provvedimento che mira a riformare, ampliandolo, il Registro pubblico delle opposizioni. Vale a dire il registro in cui possono iscriversi gli utenti che non intendono ricevere alcun tipo di proposta commerciale e pubblicitaria.

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LA LISTA

Una lista che al momento è aperta solo ai numeri telefonici fissi e, da un anno, anche alla posta cartacea. Lo stop effettivo alle telefonate moleste sui cellulari però non arriverà da subito, anzi. L'iter rischia di essere tutt'altro che breve dato che, dopo il Consiglio dei Ministri, si prevede una consultazione tra il Governo, gli operatori telefonici e le associazioni dei consumatori.

 

L'ampliamento quindi potrebbe arrivare entro dicembre del 2020. Solo da quel momento in poi, prima di disturbare i cittadini, «le aziende di telemarketing dovranno consultare il registro delle opposizioni per controllare che l'utente abbia effettivamente dato il consenso a ricevere le loro chiamate». A spiegarlo è Marco Martorana, avvocato che da anni come presidente di AssoData si occupa di privacy e nuove tecnologie.

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]Chi vorrà iscriversi non dovrà far altro che visitare il sito web del gestore del registro oppure chiamare al numero dedicato utilizzando la linea telefonica per la quale si intende negare il consenso. In questo modo si formerà un database il cui accesso sarà regolato da una tariffa annuale che gli operatori interessati ai dati dovranno pagare al ministero dello Sviluppo Economico o al singolo gestore a cui verrà affidato il Registro sotto la vigilanza sia del MiSE sia del Garante della privacy. In pratica, solo da dicembre, le cose potrebbero cambiare.

 

Ma potrebbero anche non farlo del tutto. «L'ampliamento del Registro è un'ottima iniziativa che permetterà a chi lavora in modo serio di ottenere un vantaggio competitivo perché potrà utilizzare meglio i dati in suo possesso - continua Martorana - ma per gli utenti il problema di base c'è e resterà».

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La vera piaga infatti sono «i call center che fanno telefonate non consentite con informazioni ottenute in maniera non corretta». Ovvero quegli operatori che utilizzano i numeri di telefono acquistati da società terze per fini diversi da quelli per cui erano stati forniti. Se un utente ha firmato un contratto con una finanziaria ad esempio, ha autorizzato solo l'azienda stessa a utilizzare i suoi dati.

 

Se però questa li vende in maniera illecita a terzi, il numero rischia di essere assediato con telefonate di ogni tipo: dai nuovi contratti telefonici ai servizi finanziari, fino alle più classiche truffe. Esattamente ciò che in Italia accade da sempre, anche per i numeri fissi già iscritti a Registro. In tal senso «l'unico modo di intervenire è quello di vigilare - spiega l'esperto - sanzionando ogni minima mancanza nei confronti del Registro e del regolamento sulla privacy, proprio come fatto in passato dal Garante per la Protezione dei Dati Personali».

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LE INDICAZIONI

Antonello Soro, le cui indicazioni sulla riforma del Registro sembrerebbero essere state quasi interamente rispettate nella proposta al vaglio, lo scorso anno ad esempio ha sanzionato con una multa da 2 milioni di euro per telemarketing indesiderato la società Vincall. Tuttavia «il problema che abbiamo in questo momento - dice Martorana - è che il Garante doveva essere rinnovato la scorsa estate, ma la nomina ancora non è arrivata».

 

Intanto però gli italiani, perseguitati da circa 11 telefonate ogni mese (il Bel paese è al secondo posto in Europa in questa particolare classifica, dietro solo al Regno Unito), si armano come possono. Basta dare un'occhiata alle applicazioni più scaricate sugli smartphone per notare come tra di loro figurino diverse di quelle che consentono di bloccare le chiamate indesiderate. Uno strumento indispensabile per evitare di essere disturbati costantemente. Almeno fino a dicembre.

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