DEBITO E NUVOLE – VIA LIBERA ALLO SCOSTAMENTO DI BILANCIO DA CIRCA 28,8 MILIARDI PER IL BIENNIO 2027 E 2028 - I 14 MILIARDI DELL’ANNO PROSSIMO FINIRANNO IN LEGGE DI BILANCIO, MA LA TRATTATIVA CON L’EUROPA PER DESTINARNE ALMENO UNA PARTE A FAMIGLIE E IMPRESE È IN SALITA. GIORGETTI VEDE “NUVOLONI ALL’ORIZZONTE” (SUGLI ITALIANI GIÀ SI È ABBATTUTO IL DILUVIO). SI VA OLTRE TERMINE DEL 20 OTTOBRE PER PRESENTARE LA MANOVRA ALLE CAMERE. NON CI SONO SOLDI, E PER SAZIARE GLI APPETITI DEI PARTITI DI MAGGIORANZA IN VISTA DELLE ELEZIONI CI VORREBBERO TRE FINANZIARIE - FORZA ITALIA, COME AL SOLITO, NON CONTA NULLA: SALTA IL TAGLIO DELL’IRPEF PER IL CETO MEDIO ANNUNCIATO DECINE DI VOLTE DA TAJANI, CHE NON È STATO NEANCHE AVVERTITO (MENTRE LA LEGA INCASSA L’AUTONOMIA)
1 - MANOVRA, OK ALLO SCOSTAMENTO GIORGETTI AVVERTE I PARTITI “VEDO NUVOLONI ALL’ORIZZONTE”
Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
«Nuvoloni all'orizzonte». Li vede il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, in un'Aula semideserta. Ma sul governo piove già: mancano le coperture, le misure restano indefinite, la manovra scivola verso novembre. Un errore basta a scoprire l'affanno: Palazzo Chigi prima annuncia le linee della finanziaria, poi le toglie dall'agenda. Il piatto piange.
Ci sono solo i 14 miliardi di extra deficit, autorizzati ieri dal Parlamento. Ma la quinta legge di bilancio di Meloni, quella elettorale, è tutta ancora da scrivere (…)
Nebbia e confusione. Alla fine passa solo il Documento programmatico di bilancio, la cornice da spedire a Bruxelles entro domani. Per riempirla il Tesoro aspetta l'Europa. La Commissione ha già dato l'ok l'8 ottobre alla Nec, la clausola di salvaguardia per spendere di più in energia e difesa. Ma il via libera formale spetta al Consiglio Ue ed è atteso all'Ecofin del 9 novembre.
giancarlo giorgetti parla alla camera dei deputati
Soprattutto resta da concordare cosa finanziare con la deroga energetica. Roma vuole includere aiuti «in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese», oltre agli investimenti. «Una specie di trattativa, chiamiamola un negoziato, per capire cosa in queste voci può essere incluso», spiega Giorgetti. Si va così oltre il termine del 20 ottobre per presentare la manovra alle Camere. Escluso il 2022, con Meloni appena insediata, bisogna risalire alla pandemia per un'approvazione definitiva a novembre: il governo Conte arrivò al 16.
Intanto deputati e senatori votano quasi 29 miliardi di scostamento in due anni, senza conoscere il dettaglio degli interventi. Metà per energia, metà per difesa e sicurezza.(…) Nessun impegno sull'Irpef fino a 60mila euro. Il campo largo alla Camera presenta testi unitari: Pd, M5s, Avs, Iv e Più Europa chiedono debito per sanità, povertà e crisi energetica, rifiutando il riarmo.
Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2
La caccia alle coperture continua. Ai 14 miliardi di flessibilità per il 2027 il governo punta ad aggiungerne almeno altri 8, per arrivare a una manovra da 22 miliardi.
Fosse così, sarebbe la più striminzita dell'era Meloni. Si raschia il fondo del barile per le coperture: banche, assicurazioni, società energetiche, giochi, sigarette, risparmi del Pnrr.
Nonostante il momento, Giorgetti difende «prudenza» e «rigore». Lo scostamento, dice, «non compromette la realizzazione di un avanzo primario» (…)
2 - MANOVRA, MELONI RALLENTA L’ITER E ATTENDE IL SÌ DELL’EUROPA. IRA DI TAJANI PER L’IRPEF
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo e Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
giancarlo giorgetti parla alla camera dei deputati
Stretta tra i due vicepremier che battagliano per l’ultima manovra prima del voto, Giorgia Meloni prende tempo. Si aggrappa a una trattativa tormentata con l’Europa, dai tempi (e dal risultato) incerto (…)
Il clima nella compagine di governo è da ultimo banchetto. Tutti i partiti vogliono accaparrarsi la portata principale. Antonio Tajani, dalla notte prima, è furioso per il probabile depennamento della misura a cui teneva di più: il taglio dell’Irpef per il ceto medio, cioè l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 60mila euro (oggi arriva fino a 50mila). Ne fa una questione di metodo e di merito: ha promesso la sforbiciata già da mesi, dandola per scontata. Era sicuro di avere la copertura politica della presidente del consiglio. E invece non è nemmeno stato informato che l’intervento rischia di finire nel cestino. L’ha saputo dai suoi delegati, che hanno partecipato l’altro ieri a una riunione al Mef con Giorgetti e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari (…)
Intanto, Matteo Salvini si presenta al Tg1 per illustrare una sua manovra alternativa, come se fosse già bollinata: contributo delle banche, superare la Fornero con la pensione a 64 anni, alzare la soglia della flat tax per le partite Iva da 85 a 100mila euro.
La premier arriva al tavolo del Cdm accompagnata proprio dai due vice sugli scudi. Molto probabile, secondo diversi ministri presenti, che i tre abbiano fatto un punto, prima della riunione. Meloni in privato raccomanda prudenza. I suoi consiglieri prospettano diversi scenari. I più ottimisti sono due: se l’Ue autorizzasse il governo, a stretto giro, a spendere i 7 miliardi di flessibilità per l’energia previsti nel ‘27 secondo i desiderata italiani (cioè per il famoso taglio delle bollette elettriche e l’ecobonus al 65%), la manovra avrebbe già un impatto più ampio, in termini di consenso. Per ora invece, per le misure “elettorali”, ci sono appena 8 miliardi, su un totale di 22.
Questo primo spiraglio, però, non basterebbe per il taglio dell’Irpef. Servirebbe che Bruxelles autorizzasse anche la flessibilità per i rincari da inflazione. In quel caso, FI chiede uno scostamento bis, da approvare in tutta fretta nelle Camere entro fine anno (…)

