nick kyrgios

POLVERINA DI STELLE – IL CONTRAPPASSO DI NICK KYRGIOS,  IL “BAD BOY” DEL TENNIS CHE CRITICÒ SENZA FRENI JANNIK SINNER PER IL CASO DOPING. ORA CHE È STATO TROVATO POSITIVO ALLA COCAINA E SOSPESO, FRIGNA E FA LA MAMMOLETTA: “SONO DELUSO DA ME STESSO” – LA PARABOLA DI UN BUFFONE DELLA RACCHETTA CHE HA SPRECATO IL SUO TALENTO E, UNA VOLTA SUL VIALE DEL TRAMONTO, HA CERCATO DI RESTARE SOTTO I RIFLETTORI GETTANDO FANGO SU CHI SA COME SI VINCE (OVVERO CON SUDORE E DISCIPLINA) – VIDEO: TUTTE LE SCENEGGIATE DI KYRGIOS SUL CAMPO 

 

Estratto dell’articolo di Gaia Piccardi per il “Corriere della Sera”

 

nick kyrgios

Verso la mezzanotte di sabato 9 luglio 2022, sprofondato dentro una canottiera gialla dei Lakers, Nick Kyrgios passeggiava svogliato per le strade del villaggio di Wimbledon, con l’aria di chi andava a caccia del bicchiere della staffa e di altro tempo da perdere. [...]

 

[...] Kyrgios pescato positivo a 31 anni alla benzoilecgonina, il principale metabolita della cocaina, in un controllo antidoping a Maiorca, è una storia che prevede solo giudizi spietati, nessuna redenzione.

 

nick kyrgios

Ineducato, irascibile, irriverente: ora anche dopato. Non c’è pace per il figlio dell’imbianchino di origine greca George e della malese Norlaila, nata nobile nella famiglia reale Pahang e poi emigrata in Australia rinunciando al titolo di principessa, un po’ come Nick ha presto abdicato al ruolo di grande talento del tennis mondiale, numero 13 della classifica nel lontanissimo 2016, all’epoca in cui Jannik Sinner otteneva la prima vittoria da professionista in un torneo Future in Croazia.

 

aryna sabalenka e nick kyrgios 2

[...] Genio e sregolatezza quasi mai saliti di livello per dipingere un capolavoro, eppure Kyrgios aveva tanto tennis nel braccio da sfamare intere generazioni di tifosi, sedotti dal suo talento e, ogni volta, puntualmente abbandonati dall’irresistibile cupio dissolvi del giocatore più irrisolto dai tempi di Marcelo Rios (che però, pur senza mai vincere uno Slam, riuscì a issarsi in vetta al ranking per sei settimane).

 

«Non sono mai stato un tennista normale, mi sono sempre sentito un pupazzo di neve nel deserto» disse Nick con sintesi efficace appena uscito da una delle mille sliding doors dell’esistenza imboccate in senso di marcia contrario.

 

nick kyrgios

Quella volta che fu sanzionato dall’Atp per condotta contraria all’integrità del gioco (stava in campo a Shanghai, cioè, con la stessa aria con cui bighellonava a Wimbledon Village quella sera), quell’altra in cui ci tenne a rivelare a Wawrinka il segreto di pulcinella del circuito («Kokkinakis si è portato a letto la tua ragazza»).

 

Quando mimò con la bottiglietta dell’acqua un gesto di autoerotismo (al Queen’s, il circolo che per puritanesimo si piazza a un’incollatura da Church Road), lanciò la sedia in mezzo al campo a Roma, se ne andò senza permesso con Kachanov a Cincinnati, non prima di aver disintegrato tre racchette.

 

Il numero di attrezzi scagliati/rotti/spezzati/danneggiati e delle oscenità (non udibili e udibili, quindi passibili di multa) pronunciate in carriera non è disponibile, Kyrgios parla di «qualche migliaio» di racchette esagerando come sempre, perché in fondo il suo limite è stato — parlandone da atleta ancora in attività, nonostante la sospensione provvisoria — sforzarsi di aderire al ruolo di cattivo senza esserlo fino in fondo, anziché coltivare i doni ricevuti dagli dei del tennis.

 

nick kyrgios

Un Dennis Rodman con meno tatuaggi, un Mike Tyson sul ring sbagliato, un Luis Suarez incapace di assestare il morso definitivo. Quindici anni di furtarelli e amorazzi (una denuncia per molestie), mai il colpaccio della vita. Sette titoli vinti nell’arco di sei anni, tutti sul cemento, nemmeno un Master 1000;

 

la ciliegina sulla torta del discount di quella finale a Wimbledon strapersa con Djokovic, l’avversario che ha prima odiato e poi amato cavalcando una bipolarità più volte scivolata nella depressione: nessuno il 10 luglio 2022 ha creduto che, conquistato il primo set, l’incompiuto potesse portare a termine l’impresa. [...]

 

E adesso, se l’ufficio apposito accettasse un reclamo fuori tempo massimo, la legge del karma dovrebbe essere intitolata a Kick Kyrgios, il moralizzatore che aveva stigmatizzato il clostebol da contaminazione involontaria di Sinner, costretto a recitare su Instagram il mea culpa che aveva rifiutato da Jannik.

 

«Sono profondamente deluso da me stesso — scrive —. Non cercherò scuse, ma voglio spiegare quello che ho vissuto: gli ultimi due anni di infortuni hanno avuto un enorme impatto su di me, fisicamente e mentalmente. Il mio corpo non è stato in grado di fare ciò che la mia mente si aspettava che facesse, e accettare di essere ormai vicino alla fine della carriera è stato più difficile di quanto avrei mai immaginato».

 

nick kyrgios

Il suo doping non è un avanzo di vecchia Ddr né roba raffinata da stregoni: Kyrgios cade sulla droga ricreativa per eccellenza, la scorciatoia chimica verso la felicità. Specialista in autogol, invece, ottiene l’effetto contrario. La gogna pubblica, la derisione dei social che aveva usato per deridere Sinner, altra infelicità. [...]

costeen hatzi nick kyrgiosnick kyrgios nick kyrgiosnick kyrgios si lamenta di una tifosa ubriaca alla finale di wimbledonnick kyrgios spacca racchetta nick kyrgios nick kyrgios nick kyrgios nick kyrgios si lamenta di una tifosa ubriaca alla finale di wimbledonaryna sabalenka e nick kyrgios 1

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