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"PUTIN PENSA CHE LA GUERRA IN IRAN ABBIA INDEBOLITO GLI USA” – I TIMORI DELL’INTELLIGENCE AMERICANA SU UNA POSSIBILE ESCALATION DEL LEADER RUSSO CONTRO GLI INTERESSI USA E I LORO ALLEATI IN EUROPA – SECONDO “IL WALL STREET JOURNAL” LO SCOPO DEL VIAGGIO A MOSCA DEL DIRETTORE DELLA CIA JOHN RATCLIFFE ERA CONSEGNARE UN MONITO ALLA RUSSIA, AFFINCHÉ NON PENSI DI POTER ATTACCARE PAESI NATO, O MAGARI USARE LE ATOMICHE TATTICHE CONTRO KIEV – PER I SERVIZI OCCIDENTALI “PUTIN VUOLE EVITARE UN CONFRONTO DIRETTO CON L'ALLEANZA”. CERTO, MOSCA INNALZERÀ “L'AGGRESSIONE IN UCRAINA” E GLI ATTACCHI IBRIDI E I SABOTAGGI IN EUROPA “CONTINUERANNO”. “IL VERO SCOPO DI MOSCA È INFRANGERE IL SOSTEGNO DELL'EUROPA PER L'UCRAINA” – OGGI AL CREMLINO IL DITTATORE BIELORUSSO LUKASHENKO INCONTRERA’ PUTIN: IL TIMORE CHE VENGA SPINTO A ENTRARE IN GUERRA CON MOSCA E…

Antonello Guerrera, Paolo Mastrolilli Per La Repubblica - Estratti

 

 

Vladimir Putin

Il capo del Cremlino Putin pensa che la guerra in Iran abbia indebolito gli Stati Uniti, e questo potrebbe offrirgli l'opportunità di lanciare un'escalation contro gli interessi americani e i loro alleati in Europa.

 

È la conclusione a cui è arrivata l'intelligence americana, secondo fonti citate dal Washington Post, che mettono in questo contesto la visita martedì del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca.

 

Il suo viaggio era stato deciso dal presidente Trump e lo scopo era proprio avvertire la leadership russa che si sbaglia, se pensa di mettere alla prova le capacità e la determinazione di Washington di difendere i paesi amici, approfittando di quanto sta accadendo in Medio Oriente.

 

La missione è avvenuta una settimana dopo l'esercitazione che proprio la Nato aveva condotto intorno all'enclave di Kaliningrad, raccontata ieri da Repubblica e confermata dall'Alleanza. Quindi da una parte ci sarebbe stato il messaggio militare, dall'altro quello dell'intelligence recapitato da Ratcliffe. Il leader ucraino Zelensky ha detto che era stato informato della visita: «La Russia deve porre fine alla sua guerra, è necessario creare le condizioni perché ciò avvenga».

 

I POTENZIALI BERSAGLI DELLA RUSSIA IN EUROPA

Sergei Naryshkin, capo del servizio di intelligence estera russo (Svr) ha confermato i colloqui con Ratcliffe, aggiungendo che non c'era «nulla di insolito». Il Cremlino ha smentito che abbia incontrato Putin e ieri ha chiarito che non ci sono state conversazioni recenti fra Vladimir e Donald. Quindi quando giovedì il presidente Usa ha detto di aver avuto colloqui positivi col suo omologo di Mosca, smentendo di temere attacchi contro la Nato, evidentemente si riferiva a conversazioni avvenute in passato. 

 

donald trump john ratcliffe

(...)

 

La rivelazione del Washington Post aggiunge un tassello alla ricostruzione della missione di Ratcliffe. Il Wall Street Journal ha scritto che lo scopo era consegnare un monito alla Russia, affinché non pensi di poter attaccare membri della Nato, o magari usare le atomiche tattiche contro Kiev.

 

Il New York Times invece ha scritto che Ratcliffe è andato a consegnare una stima su quanto sta andando male l'offensiva russa in Ucraina, e quindi quanto necessario sia il negoziato, ribadendo l'antico dubbio secondo cui lo stesso Putin non è informato fino in fondo della realtà sul terreno. È possibile che tutte queste informazioni trapelate dagli Usa siano i tasselli di un quadro complessivo della missione di Ratcliffe, oppure abbiano lo scopo di inspessire la nebbia dando molte versioni, ma impedendo che una prevalga. L'indebolimento dell'arsenale americano a causa della guerra in Iran è stato però confermato dall'Ap. Questo confermerebbe l'urgenza del messaggio recapitato da Ratcliffe, per evitare equivoci che portino ad un'escalation.

 

pete hegseth donald trump john ratcliffe

Tuttavia al termine di una settimana ad alta tensione, a oggi «Putin non vuole attaccare i Paesi Nato. Anzi, vuole evitare un confronto diretto con l'Alleanza». Ne sono sicure fonti di intelligence occidentale sentite da Repubblica. Certo, Mosca innalzerà l'aggressione in Ucraina, Putin «ancora non vuole la pace» e «tocca rimanere in allerta» perché gli attacchi ibridi e i sabotaggi in Europa «continueranno». Ma, ripetono le stesse fonti, sulle minacce di Putin «non bisogna cadere nella retorica russa, molto lontana dalla realtà.Perché il vero scopo di Mosca è infrangere il sostegno dell'Europa per l'Ucraina».

 

LUKASHENKO A SORPRESA DA VLADIMIR

GIANLUCA DI FEO per la Repubblica - Estratti

VLADIMIR PUTIN VISITA UNA FABBRICA DI DRONI

Nei momenti decisivi Putin lo ha sempre chiamato al suo fianco. È l'unico su cui può contare, perché non è un alleato ma un vassallo: non può dirgli di no. Per questo nel clima di tensione e di escalation degli attacchi sull'Ucraina, la visita improvvisa a Mosca di Aleksander Lukashenko sta aprendo più di un interrogativo. Oggi incontrerà lo Zar e tutti si chiedono se parleranno di un allargamento della guerra o di un percorso di pace.

 

(...)

La domanda è: come intendono risolvere il «problema comune»? Il tono del discorso è inquietante. Anche in questo caso, però, i segnali sono contraddittori. Per l'intera estate le truppe di Minsk hanno condotto esercitazioni straordinarie con il richiamo di riservisti. Si sono addestrate a combattere in un cielo infestato di droni, quello che serve per sopravvivere nei campi di battaglia ucraini, e l'ultima "ispezione di prontezza operativa" è stata ordinata quattro giorni fa.

 

ALEKSANDR LUKASHENKO VLADIMIR PUTIN

L'esercito bielorusso non fa particolarmente paura. È piccolo e con pochi mezzi moderni ma da tre anni viene continuamente potenziato: come istruttori ci sono parecchi veterani della Wagner, esiliati lì dopo il fallimento del golpe di Evgenij Prigozhin.

 

(…) Sono elementi che sembrano corroborare i timori dei servizi segreti ucraini, sottolineati pure dal presidente Zelensky, sulla possibilità che il Cremlino voglia scatenare una nuova offensiva dalla Bielorussia: ipotizzano un'avanzata verso Chernihiv, per spezzare la linea difensiva e isolare la capitale dalle regioni orientali di Kharkiv e Sumy. Sulla carta, sarebbe un incubo. Una manovra devastante per fare leva sul punto debole di Kiev: l'inferiorità numerica del suo esercito, che si troverebbe a dovere gestire un altro fronte di lotta senza avere più riserve di fanti.

VLADIMIR PUTIN SULL ISOLA DI SAKHALIN

 

Se si allarga l'analisi allo scenario di una provocazione russa contro le Repubbliche baltiche per mettere alla prova la coesione della Nato – quello che secondo diverse fonti sarebbe stato al centro della missione a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe – allora il sostegno di Minsk pare inevitabile: la geografia mostra come la Bielorussia sia fondamentale se non indispensabile.

 

Questi sono i fattori di preoccupazione discussi nelle riunioni delle intelligence occidentali. Si devono però misurare con la complessità della situazione. Lukashenko è sempre stato attento ad evitare il coinvolgimento diretto nel conflitto. Da mesi mette a disposizione del Cremlino le sue raffinerie, le scorte di carburante e persino forniture alimentari per dare sollievo ai danni dei raid ucraini. Ma ha evitato gli scontri, arrivando persino nello scorso giugno a spegnere i ponti radio dei droni russi dopo l'ultimatum di Zelensky.

 

vladimir putin aleksandr lukashenko foto lapresse.

Non solo. Il dittatore di Minsk ha realizzato un vero disgelo con l'amministrazione Trump. Contro il parere dell'Ue, ha ottenuto la revoca di parte delle sanzioni in cambio della liberazione di cinquecento prigionieri politici. Ed è addirittura stato accettato dalla Casa Bianca nel "Board of Peace" per Gaza mentre il presidente americano lo ha definito «un leader rispettato».

FOTOMONTAGGIO DI GIUSEPPE CONTE COME LUKASHENKO CON PUTIN

 

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