putin bambini ucraini rapiti e portati in russia

PUTIN, LADRO DI BAMBINI! LA PROCURA GENERALE DI KIEV MOSTRA FOTO E VIDEO DELLE OPERAZIONI DI STATO DI MOSCA CHE HANNO PORTATO IN TERRITORIO RUSSO DECINE DI BAMBINI UCRAINI, RAPITI DA CASE DI CURA E ORFANATROFI DEL DONETSK OCCUPATO –  LA DEPORTAZIONE NON RISPONDEVA A NESSUNA NECESSITÀ MILITARE, PERCHÉ VIVEVANO TUTTI I CENTRI D’ACCOGLIENZA CHE NON ERANO SOTTO ATTACCO. L’INTERA OPERAZIONE MIRA A PRELEVARE BIMBI INDIFESI PER INTEGRARLI IN RUSSIA - LE 4 PERSONE FINITE SOTTO ACCUSa E IL MANDATO DI ARRESTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE CHE PENDE SU PUTIN PER IL RAPIMENTO DI MIGLIAIA DI BAMBINI (FINO A 25 MILA) DALL’UCRAINA – VIDEO

https://video.corriere.it/esteri/il-bambini-ucraini-deportati-in-aereo-in-russia-la-video-testimonianza/4e3bea62-12e6-4525-a221-b0fce9d95xlk

 

 

Federico Fubini per corriere.it - Estratti

vladimir putin

La sequenza riesce a sconcertare e inorridire anche quattro anni dopo. Non importa che fosse tutto noto nelle grandi linee, né che lo stesso Vladimir Putin sia già oggetto di un mandato di arresto della Corte penale internazionale per il rapimento di migliaia di bambini – fino a 25 mila – dall’Ucraina. Perché questa è la prima volta che le immagini delle deportazioni escono dalla Russia e formano la base per un atto di accusa formale del Procuratore generale di Kiev nei confronti di un gruppo di quattro rapitori.

 

Il reato contestato è estremamente specifico, il tassello di un disegno più vasto: la sottrazione di 53 bambini ucraini dagli ospedali, dalle case di cura e dagli orfanatrofi del Donetsk occupato, allo scopo di trasferirli per adozione in Russia. Le vittime sono tutte particolarmente in tenera età – di cinque anni i più grandi, di nove mesi il più piccolo – in modo che portarli via sia più facile. L’intelligence ucraina è entrata in possesso di un video di dodici minuti, che riproduciamo qui e non lascia dubbi: il rapimento e le deportazioni sono operazioni di Stato russe, pianificate nei dettagli ed eseguite metodicamente, che coinvolgono tanto l’esercito che i più alti livelli politici a Mosca.

putin ladro di bambini ucraini

 

 

Ma andiamo con ordine. La sequenza è stata filmata il 7 ottobre 2022, circa sette mesi dopo l’aggressione totale della Russia all’Ucraina. Le immagini mostrano il trasporto su un aereo militare russo dei 53 bambini prelevati dagli orfanatrofi, dagli ospedali e dai centri sanitari nel Donetsk. Con oltre una ventina di adulti, i piccoli sono stati condotti con degli autobus in territorio russo e lì fatti salire su un aereo dell’esercito che si solito viene usato per i viaggi dei vertici militari: un modello TU-154M, con la scritta «esercito russo» sulla fiancata e il numero di registrazione B5843. «Questo metodo di trasporto – nota la procura ucraina - indica un elevato livello di supporto organizzativo per l'operazione e il coinvolgimento di risorse a livello federale». E ancora: «Ciò mostra il coinvolgimento del vertice della leadership politica della Federazione russa nella deportazione».

bambini ucraini rapiti e portati in Russia

 

 

Non c’è alcun dubbio sul fatto che i bambini siano stati sottratti in Donetsk perché è la stessa voce di sottofondo che commenta – in russo – i dodici minuti di video a spiegarlo esplicitamente. I piccoli ucraini appaiono con targhette al polso o appuntate sui vestiti per tenere nota dei loro nomi. All’atterraggio in uno scalo militare della regione di Mosca, l’aeroporto «Chkalovsky», ad accogliere la comitiva sono Maria Lvova-Belova e Andrei Vorobyov.

 

Si tratta di figure politiche di primo piano: la prima è commissaria presidenziale «per i diritti dei bambini» della Federazione russa, nominata da Putin in questo ruolo e come lui destinataria di un mandato di cattura internazionale proprio per i rapimenti dei bambini ucraini (Lvova-Belova stessa ha tra l’altro adottato un bambino rapito da Mariupol nel 2022); il secondo personaggio, Vorobyov, è il governatore della regione di Mosca.

vladimir putin con una bambina

 

È dunque del tutto chiaro che le deportazioni sono un’operazione politica decisa ed eseguita centralmente. I bambini saranno poi trasferiti in case d’accoglienza (non in ospedali, anche se molti di loro vi erano ricoverati in Ucraina proprio perché bisognosi di cure) e i loro nomi dei bambini compariranno poi nelle settimane seguenti sulle piattaforme che aiutano le famiglie russe in cerca di adozioni. L’intento è dunque evidente.

 

La Procura di Kiev osserva che la deportazione dei bambini non rispondeva a nessuna necessità militare, perché vivevano tutti i centri d’accoglienza che non erano sotto attacco, e che l’intera operazione mira a prelevare piccoli particolarmente indifesi per integrarli in Russia. È quanto è avvenuto su una scala enormemente più vasta di queste 53 vittime, ma adesso emergono prove visibili a tutti.

 

bambini ucraini rapiti e portati in Russia

In questo caso specifico, i magistrati di Kiev mettono i stato d’accusa quattro persone in più: Dmitri Gartsev, cittadino russo e «ministro della Salute» dell’allora autoproclamata repubblica del Donetsk e tre ucraini che hanno collaborato alle deportazioni: Svitlana Mayboroda (direttrice dei servizi per l’infanzia della «repubblica» del Donetsk), Vyacheslav Vysiagin (direttore dei centri di accoglienza della stessa «repubblica») e Viktor Goncharov (direttore di una casa d’accoglienza per bambini a Makiivka, nel Donetsk).

 

(…)

bambini ucraini rapiti e portati in Russiabambini ucraini rapiti e portati in Russia

 

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