giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

QUANTE CHANCE HA QUESTA LEGGE ELETTORALE DI GIUNGERE IN PORTO? POCHE! – SE ENTRO IL 5 O 6 AGOSTO, GRAZIE AL VOTO PALESE, IL “MELONELLUM” PASSERÀ IN SENATO, A SETTEMBRE LA VOTAZIONE ALLA CAMERA DOVRÀ SVOLGERSI CON VOTO SEGRETO - E QUI CASCA L’ASINO: CON LA GUERRA IN CORSO ALL’INTERNO DI LEGA E FORZA ITALIA, LA LEGGE POTREBBE FINIRE NEL CESTINO, COME È GIÀ AVVENUTO SULLE PREFERENZE – IL COSTITUZIONALISTA ENZO CHELI: “LA MAGGIORANZA AFFERMA CHE LA RIFORMA È COSTRUITA PER RAFFORZARE LA STABILITÀ DEI GOVERNI, TANTO DA DEFINIRLA COME "STABILICUM". MA NELLA LEGISLATURA IN CORSO LA STABILITÀ È GIÀ STATA AMPIAMENTE RAGGIUNTA IN BASE ALLA LEGGE VIGENTE CON UN GOVERNO CHE STA MATURANDO IL RECORD DELLA DURATA” - A CHI GLI CHIEDE SE TEME CHE SALTERÀ IL GOVERNO, IGNAZIO LA RUSSA RISPONDE RISPONDE CON UN ''PIZZINO'' DIRETTO AL CARROCCIO AL CARTOCCIO E A FORZA ITALIA BERLUSCONA: “OGNUNO POI SI ASSUME LE PROPRIE RESPONSABILITÀ…”

LEGGE ELETTORALE: LA RUSSA, IN AULA SENATO A INIZIO SETTEMBRE

ignazio la russa - cerimonia del ventaglio in senato - foto lapresse

(AGI) - La legge elettorale arrivera' nell'Aula del Senato "nei primissimi giorni di settembre. Lo scopriremo nei prossimi giorni".

 

Lo dice il presidente Ignazio La Russa conversando con i cronisti a Palazzo Madama a margine della cerimonia del Ventaglio.

 

E a chi gli chiede se teme che salterà tutto per le preferenze replica: "No, non ho nessuna paura anche perchè non ci sono più voci su voti segreti sulle preferenze. Il voto finale è diverso.

 

Ognuno poi si assume le proprie responsabilità, diverse da quelle che si assume su un sì o un no su un emendamento non firmato". 

 

GIORGIA MELONI FINGE DI SCRIVERE

LEGGE ELETTORALE, OGGI RESA DEI CONTI NELLA MAGGIORANZA SULLE PREFERENZE

Emilia Patta per “il Sole 24 Ore”

 

Tutti contro il doppio listino bloccato del Melonellum, uno (da 2 a 6 nomi) per l’elezione dei parlamentari nella parte proporzionale e uno (da 1 a 3 nomi) per eleggere, circoscrizione per circoscrizione, i 70 deputati e i 35 senatori legati al premio di maggioranza per la coalizione che maggiormente supera il 42% dei voti. 

 

Se la premier Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia cercavano un aiuto per imporre ai recalcitranti alleati la riproposizione in Senato dell’emendamento sui capilista bloccati e le preferenze per gli altri in lista bocciato a Montecitorio nel segreto dell’urna, quell’aiuto lo hanno certamente ricevuto dai 26 costituzionalisti ed esperti auditi nelle scorse ore nella prima commissione presieduta dal meloniano Andrea De Priamo. 

 

ELEZIONI - LEGGE ELETTORALE

Non solo i professori chiamati dalle opposizioni e notoriamente su posizioni contrarie al modello con premio voluto dal centrodestra (tra gli altri Gaetano Azzariti, Andrea Pertici, Massimo Villone, Enrico Grosso, Roberta Calvano, Francesca Biondi), ma anche gli esperti “riformisti” non contrari a un sistema con premio come Stefano Ceccanti, Francesco Clementi e Roberto D’Alimonte hanno individuato nelle liste bloccate il principale aspetto a rischio di incostituzionalità. 

 

Questi ultimi, poi, hanno anche auspicato la reintroduzione del ballottaggio nel caso in cui nessuno raggiunga il 42% come norma di chiusura per evitare il rischio di ritorno al proporzionale della Prima Repubblica.

 

Insomma, la principale arma per convincere i senatori azzurri capeggiati da Stefania Craxi, vicina a Marina Berlusconi, resta quella del rischio concreto che la Consulta, come già accaduto nel 2014 con il Porcellum, introduca d’imperio una preferenza senza neanche i capilista bloccati. 

 

Ignazio La Russa Giorgia Meloni 2

I senatori azzurri si riuniranno oggi con il segretario Antonio Tajani per cercare una posizione unitaria e la linea ufficiale resta quella tracciata nei giorni scorsi: «Valuteremo l’emendamento sulle preferenze, che non sono l’elemento essenziale della riforma, quando sarà presentato, senza pregiudizi».

 

Parole generiche che nascondono una vera e propria guerra interna, dal momento che la volontà di “rinnovamento” e di “svecchiamento” delle liste veicolata al partito dai figli di Berlusconi trova proprio nelle preferenze, che naturalmente avvantaggerebbero parlamentari conosciuti e radicati sul territorio, il principale ostacolo. 

 

AULA DELLA CAMERA RESPINGE L'EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE

D’altra parte è nota la volontà della premier Giorgia Meloni di non mollare sul tema: non solo per schivare il fuoco amico di Roberto Vannacci e per togliere un motivo di forte di critica della riforma alle opposizioni, ma anche perché il tema è trasversalmente molto popolare come si evince dai sondaggi (ben il 62% secondo YouTrend chiede di poter scegliere). 

 

L’emendamento è già sul tavolo dei “fratelli” e introduce le quote di genere (40 e 60) anche per i capilista, quote che mancavano nella norma bocciata alla Camera, per andare incontro alle preoccupazioni delle parlamentari. 

 

riforma della legge elettorale

Per il resto si attende solo il via libera politico per poterlo presentare in commissione: per fissare il termine per la presentazione degli emendamenti si attende appunto l’esito della riunione di oggi dei senatori azzurri.

 

Due le ipotesi sul campo: entro le ferie estive, e quindi entro il 5 o 6 agosto, come vogliono Fratelli d’Italia e la stessa premier per chiudere la questione in vista del voto in Aula a settembre; oppure dopo le vacanze, il 31 agosto o il primo settembre, come chiedono le opposizioni e come sperano gli stessi azzurri.

 

enzo cheli - 2

"STABILICUM" CONTRO LA COSTITUZIONE E IL BUON SENSO

Enzo Cheli (Vicepresidente emerito della Corte costituzionale) per “La Stampa” - Estratti

 

Ci sono molti motivi per dubitare che questa legge elettorale su cui la maggioranza ha premuto l'acceleratore abbia la possibilità di giungere in porto e trovare applicazione nelle elezioni del prossimo anno. 

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Su questa legge le opposizioni hanno sollevato varie questioni di costituzionalità che appaiono ben fondate ed ora, con l'aiuto dei tecnici, stanno mobilitando l'ostilità della società civile.

 

Ma ancor prima che sul piano costituzionale molti sono i motivi di buon senso istituzionale che vengono ad opporsi ad una riforma come questa, motivi di cui il mondo della politica sarà alla fine costretto a tener conto. 

 

Il primo di questi motivi attiene alla stessa finalità della legge che la maggioranza afferma essere stata costruita per rafforzare la stabilità dei governi, tanto da definirla come "Stabilicum".

 

protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse

Ma nella legislatura in corso la stabilità è già stata ampiamente raggiunta in base alla legge vigente con un governo che sta maturando il record della durata. E allora perché cambiare un "Rosatellum" che ha già ben funzionato sul piano della stabilità con uno "Stabilicum" dalle prospettive controverse e incerte? 

 

Emerge qui la vera ragione della riforma che mira non tanto in astratto a stabilizzare i governi del futuro quanto in concreto a conservare il governo nelle mani dell'attuale maggioranza.

 

Ma questo significa anche cambiare, alla vigilia della partita e nell'interesse di uno dei giocatori in campo, regole che per essere valide dovrebbero esprimere il massimo dell'oggettività e della neutralità. 

 

ignazio la russa cerimonia del ventaglio

Penso che su questo aspetto dell'ambiguità che è dato constatare tra ciò che si dice e ciò che realmente si intende fare il corpo elettorale sia divenuto molto sensibile e questa sensibilità (già dimostrata da ultimo nel referendum costituzionale) verrà sempre più a pesare in corso di opera, approfondendo nei partiti le divisioni che sono sinora emerse.

 

Ma al di là dei principi di buon senso restano, con un peso maggiore, quelle questioni di costituzionalità che sono già state esposte e ampiamente dibattute sia in sede scientifica che politica, questioni che, ove la legge risulti rapidamente approvata, potranno essere tempestivamente portate, attraverso azioni di accertamento, all'esame della Corte costituzionale. 

PROTESTE DEL M5S CONTRO IL ROSATELLUM

 

Si tratta di profili che appaiono insuperabili, alla luce di una giurisprudenza già affermata, sia per quanto riguarda le liste bloccate utilizzate sia per i collegi che per il premio, sia per quanto riguarda l'entità del premio definito in misura fissa e tale da intaccare palesemente il principio di uguaglianza del voto. 

 

A questi profili si aggiunge la controversa indicazione preventiva del premier che apre verso la prospettiva di una diversa forma di governo e che, se non giuridicamente, quanto meno politicamente viene a incidere negativamente sui poteri attuali del Capo dello Stato nella formazione dei governi.

 

Tanti sono dunque i motivi che rendono problematica l'entrata in vigore di una riforma come questa. 

legge elettorale

MEME SU GIORGIA MELONI CHE FINGE DI SCRIVERE

Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2riforma della legge elettorale

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