tommaso cerno

“SONO UN FROCIO CONVINTO CHE QUANDO LO SARANNO TUTTI SMETTERÀ DI ESSERLO” – RITRATTONE DI TOMMASO CERNO, L’INCONTENIBILE “GIUDA” PASSATO DALL’ESPRESSO AL “GIORNALE” DI ANGELUCCI SENZA FARE UN PLISSÈ, CON IN MEZZO UN QUINQUENNIO DA SENATORE PD – LA SUA FORTUNA? INCONTRARE PIERO COLAPRICO A UDINE, DURANTE I GIORNI DEL CASO ENGLARO. DA LÌ COMINCIA LA SCALATA PRIMA AL GIORNALISMO (È DIRETTORE DELL’ESPRESSO, POI CONDIRETTORE DI “REPUBBLICA”) E POI ALLA POLITICA. CON SVOLTA A 180GRADI VERSO DESTRA – L’INCONTRO CON GIAMPAOLO ANGELUCCI (“LEI MI INCURIOSISCE, SE SI LIBERA UN POSTO LE FARÒ UNA PROPOSTA”, I DENTI CHE SALTANO IN TV, LE OSPITATE DA MARA VENIER E LA STRISCIA QUOTIDIANA CHE HA FATTO INCAZZARE TUTTI IN RAI...

ARCHEO! QUANDO CADDERO I DENTI IN DIRETTA A TOMMASO CERNO

Estratto dell'articolo di Federica Fantozzi per www.huffingtonpost.it

 

QUANDO A TOMMASO CERNO CADDERO I DENTI IN DIRETTA A POMERIGGIO CINQUE

Udine è fredda e buia la sera del 9 febbraio 2009. Piero Colaprico, inviato di punta di Repubblica, e Tommaso Cerno, cronista trentenne del Messaggero Veneto, arrivano di corsa alla clinica La Quiete.

 

Eluana Englaro, la giovane donna rimasta in stato vegetativo per 17 anni a seguito di un incidente stradale, è morta da un minuto. [...]  Repubblica e Messaggero Veneto fanno parte dello stesso gruppo editoriale, e le cronache di quei giorni di dolore [...]attirano lo sguardo dei vertici aziendali.

 

Pochi mesi dopo il cronista – sveglio, ambizioso, affabulatore, narciso – nato nel ‘75 a Udine da una famiglia di confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, divisa a metà dal fronte orientale della Seconda guerra mondiale, abbandona quelle montagne e sbarca a Roma.

 

tommaso cerno con il marito stefano balloch e i due cani

È l’inizio di una parabola che lo porterà da campione della sinistra progressista – direttore dell’Espresso e condirettore-meteora della stessa Repubblica – a firma di punta della destra meloniana in quota Angelucci – proiettato dal vertice del Tempo in nove mesi a quello del Giornale lasciato libero da Alessandro Sallusti.

 

[...] Ancora: la partecipazione fissa a Domenica In condotta da Mara Venier, più nazionalpop che mai, e la trattativa per una striscia informativa prima o dopo il Tg2 che, in piena campagna referendaria, ha fatto uscire dai gangheri l’Usigrai, la redazione e l'opposizione.

 

Alle accuse di capriole e tripli salti, l’interessato replica: “Resto presidenzialista, atlantista, a favore del Jobs Act, liberale sui diritti. È la sinistra che ha rinnegato se stessa. Prima di me lo hanno capito Pier Paolo Pasolini, Giuliano Ferrara e Giampaolo Pansa”.

 

tommaso cerno

Ovvero: io sono rimasto fermo, è cambiato il resto. Rimandando al titolo paraculo del suo libro di prossima uscita per Rizzoli: Le radici di Giuda.

 

In estrema sintesi: “Oggi il miglior progresso è la tradizione, un progressista democratico non può che votare conservatore. I diritti civili, matrimonio gay compreso, sono tutelati dalla destra. Certo, sono fiori che sbocciano e bisogna aiutarli, però in quel campo”. [...]

 

[...] Finito il liceo scientifico, Cerno si iscrive a Ingegneria a Padova per fare contenta la mamma, salvo trasferirsi nottetempo a Lettere che gli era più consona. Non finisce nessuna delle due: le picconate di Francesco Cossiga [...] gli offrono lo spunto di un giornalismo che oggi si direbbe “disruptive”.

 

ENZO MICCIO - MARA VENIER - TOMMASO CERNO - TEO MAMMUCARI

Vicino alla facoltà, però, c’è la sede dell’Arcigay: casa e bottega. Nei primi anni 90, da collaboratore del Gazzettino viene a sapere che durante un’indagine per omicidio i carabinieri hanno sequestrato tutte le tessere degli appartenenti a un club gay. Scrive una lettera al Garante della privacy, Stefano Rodotà, che risponde. “Erano schedature illegittime, dovettero restituire gli elenchi. E tutta Udine scoprì che ero gay”.

 

A sentire Cerno, il suo “bipolarismo ontologico e filosofico” nasce da due contesti: geografico e familiare. Il primo si dipana intorno a Lusevera, paesello prealpino di seicento anime, fra Udine e Caporetto, Italia e Balcani, che gli ha appena conferito la cittadinanza onoraria dopo un discorso di riconciliazione tenuto dal cugino Igor Cerno.

 

TOMMASO CERNO DA GIOVANE

“La nostra famiglia fu tagliata in due dalla cortina di ferro, metà titini e metà ammazzati da loro. Il nostro muro di Berlino fu la frontiera italo-jugoslava”. L’altro fronte, strettamente genitoriale, è un romanzo. Nonno fascista, reduce dalla campagna d’Africa, innamorato di una partigiana rossa capace di farlo liberare promettendo al Giacca – il capo gappista che comandò l’eccidio di Porzùs – l’abiura del nome di Mussolini.

 

Giù per li rami: genitori democristiani, madre di sinistra demitiana, padre fanfaniano poi andreottiano, lei vota Romano Prodi e lui Silvio Berlusconi. [....] Lui stesso si diletterà pubblicando un Inferno della politica contemporanea tutto in endecasillabi, con Giulio Andreotti al posto del poeta Virgilio.

 

giorgia meloni e tommaso cerno festa 80 anni il tempo

Nel gennaio ‘93 il neo-18enne Tommaso vorrebbe votare Bettino Craxi, ma lo scoppio di Tangentopoli e la caduta del Psi fanno saltare i piani: “Mi ritrovo il democristiano Prodi a capo della sinistra e il socialista Berlusconi a capo della destra, per me è il mondo al contrario”.

 

Due anni dopo, si candida alle Comunali di Udine con la neonata An grazie ai legami con Daniele Franz – ex Fronte della Gioventù e Msi, ma a unirli è il filo degli esuli istriani – però non è eletto. “Mi innamorai di Xavier che faceva il cameriere al Caffé Quadri, invece di fare campagna elettorale scappai con lui, presi 43 voti”. Fra la fine degli anni 90 e l’inizio dei Duemila, Cerno alterna l’attività di comunicazione – addetto stampa di Mauro Fabris, sottosegretario nei governi D’Alema e Amato in quota Udeur di Clemente Mastella – alla dirigenza dell’Arcigay.

 

Tommaso Cerno moderatore del dibattito

Si arriva all'ultimo, vorticoso quindicennio. L’uomo divide. Professa “devozione filiale” per Ezio Mauro e riconoscenza per Colaprico, di fondo il suo talent scout. Nelle redazioni del gruppo Gedi però non parlano volentieri di lui: delusione, smarrimento, cocci di amicizie.

 

La sua capacità di generare infatuazioni è altrettanto evidente. Nel 2009 si dice che fu Monica Mondardini, da poco ad del Gruppo Espresso, a volerlo al settimanale. Nel 2014 torna a casa a dirigere il Messaggero veneto, ma nel luglio 2016 a sorpresa Carlo De Benedetti lo chiama all’Espresso. “Mi disse: voglio un direttore strambo per una sinistra di nuovo capace di grandi battaglie”.

 

Quindici mesi dopo – ottobre 2017 – assume la condirezione di Repubblica guidata da Mario Calabresi. Personalità diverse, sospetti di commissariamento, progetti opposti. Condividevano l’attenzione per Milano, ma al primo discorso nella redazione di via Nervesa apparve tutta l’incomunicabilità: istituzionale il direttore, emozionale l’altro.

 

tweet di tommaso cerno contro maria rosaria boccia

Fatto sta che, tre mesi dopo la nomina, Cerno si mette in aspettativa: Matteo Renzi lo candida capolista milanese alle Politiche. Una scelta che l’ex premier tira fuori all’ultimo dal cilindro spiazzando anche i suoi.

 

Perché mollò? “Mi resi conto di avere esaurito la mia naturale carica da giornalista, avevo voglia di andarmene. Ci sono voluti 4-5 anni per riprendermi”. Anche con l’ex Rottamatore i rapporti si incrinano, Cerno va al Misto, poi ricuce a modo suo il duello fra ego possenti: “Sono stato all’ultima Leopolda, acclamato contro il politically correct. Renzi è un cerniano ma essendo protagonista non se lo può dire”.

 

TOMMASO CERNO E FABIO CANINO CANTANO BELLA CIAO PER SALVINI

L’ultima fase si è aperta – giura – incontrando Giampaolo Angelucci a passeggio nel dentro capitolino: “Lei mi incuriosisce, se si libera un posto le farò una proposta”. La fine è nota. Oggi Cerno naviga serafico tra attacchi ai limiti dell’ossessione contro il “pericolo islamico” e giochi di parole contro “FascistElly”.

 

Sornione, si sente nostalgico craxiano e non trasformista: “Mi hanno giudicato uno di destra passato a sinistra quando mi sono candidato col Pd, ora viceversa. Gli unici veri voltagabbana sono Giuseppe Conte e Ursula von der Leyen”.

 

TOMMASO CERNO MARIO CALABRESI

Si irrita solo quando gli si chiede delle accuse di Sigfrido Ranucci: “La frase sulla lobby gay è omofoba, punto”. L’accusa vera è essere amico di Marco Mancini. “Non ha detto quello, non prendo lezioni di italiano”.

 

Nel merito, però? “Non ho mai conosciuto, incontrato, telefonato, messaggiato Mancini finché lavorava per lo Stato. Ci siamo incontrati, da opinionisti, nei corridoi de La 7. Non ho rapporti con i servizi segreti italiani”.

 

Makkox e Tommaso Cerno

Il filone giornalistico su cui scommetterebbe? “I prossimi dieci anni saranno l’epoca dei diritti civili da destra. Da lì arriveranno a tutti, non solo a Elon Musk ma al popolo. Poi la sinistra trasformerà le istituzioni in modo ancora più moderno ma oggi è prematuro immaginare come”. La predizione è suggestiva, e pazienza se oggi Musk va a braccetto proprio con l’ultradestra globale. Ultima curiosità: come si definirebbe? Scaltro, cinico, talentuoso, post-ideologico? “Liberale, anarchico, individualista, frocio convinto che quando lo saranno tutti smetterà di esserlo”.

Tommaso Cerno TOMMASO CERNOtommaso cerno franca leosini foto di baccotommaso cerno

tommaso cerno giorgia meloni francesco acquaroli tommaso cerno al parlamento europeo 3tommaso cerno (2)QUANDO A TOMMASO CERNO CADDERO I DENTI IN DIRETTA A POMERIGGIO CINQUE TOMMASO CERNOmaria elena boschi tommaso cerno alessandro zan foto di baccoTOMMASO CERNO E LE POLEMICHE SU KAMALA INDIANA D AMERICA TOMMASO CERNO STEFANO BALLOCH 1tommaso cerno alessandro zan foto di baccoemiliano fittipaldi tommaso cerno foto di baccotommaso cernoTOMMASO CERNO 2bruno tommassini e tommaso cernoTOMMASO CERNO E FABIO CANINO CANTANO BELLA CIAO PER SALVINITOMMASO CERNO FRANCESCO BONIFAZITOMMASO CERNO E MATTEO RENZITOMMASO CERNOMATTEO SALVINI TOMMASO CERNOTommaso Cerno capalbio libri andrea zagami, ideatore e direttore di capalbio libri, chicco testa, annalisa chirico, tommaso cerno TOMMASO CERNOemiliano fittipaldi gianfrancesco turano alberto cistarna e tommaso cernoTommaso Cerno Tommaso Cerno Tommaso Cerno e Guido Crosetto Tommaso Cerno commenta il suo libro Fabrizio Anzolini e Tommaso Cerno Michele Ainis Tommaso Cerno e Michele Mirabella Marco Damilano Luca Telese Luigi Contu Tommaso Cerno e Makkox Giovanni Tizian Tommaso Cerno e Fabrizio Gatti Tommaso Cerno Goffredo Bettini Marco Damilano e Tommaso Cerno roma pride 2014 bruno tommassini e tommaso cerno 144

 

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