COME TUTTI GLI EGOMANI, AURELIONE NON SA QUANDO E' IL CASO DI FARE UN PASSO INDIETRO – SE DE LAURENTIIS NON CEDE IL NAPOLI NON E’ PER MANCANZA DI OFFERTE CONGRUE – NON E’ IL DENARO A DISSUADERLO: SEMPLICEMENTE, NON ACCETTA L'IDEA DI ANDARE IN PENSIONE NONOSTANTE I SUOI 78 ANNI – PRETENDE DI ESSERE SEMPRE AL CENTRO DELLA SCENA, BRAMA I RIFLETTORI E L'ATTENZIONE MEDIATICA CHE L'ESSERE PRESIDENTE DEL NAPOLI GLI CONCEDE – MA SI RITROVA A UN BIVIO: PREFERISCE SODDISFARE IL PROPRIO EGOCENTRISMO O FARE IL BENE DELLA SUA “CREATURA”? PERCHE’ LE DUE OPZIONI NON COINCIDONO…
Estratto dell’articolo di Marco Azzi per “la Repubblica”
Polisportiva Napoli, sul modello di quelle storiche di Real Madrid, Barcellona, Bayern, Fenerbahçe, Panathinaikos. È la vision ambiziosa del pool di investitori americani che ha messo nel mirino il club azzurro, affidando al frontman newyorkese Matt Rizzetta il compito di portare avanti la complessa e costosa operazione (già acquisiti basket maschile e femminile, vicino il volley, sondaggi per rugby e pallanuoto) guadagnandosi la credibilità delle istituzioni e lavorando ai fianchi Aurelio De Laurentiis.
La prima missione va avanti, grazie alla presentazione in Comune del progetto da 250 milioni di ricostruzione del Mario Argento: il palasport che serve a rafforzare le candidature sotto canestro per Eurolega e Nba Europe. Il pressing sul produttore cinematografico […] prosegue invece tra alti e bassi: dal closing vicino in aprile […] alla rottura in estate e ai contatti in corso. […]
La conferma sullo stato dell'arte è arrivata ieri proprio da De Laurentiis […] «Non vendo il Napoli, per ora. E preferirei farlo a un napoletano». […] «È vero, mi sono visto due volte con Rizzetta. Mi ha ribadito il suo interesse e io gli ho detto di non ricominciare...». […] «Era febbraio o marzo, abbiamo messo i legali a confronto. I 2 miliardi e 260 milioni della loro offerta volevano pagarli in parte alla firma e il resto a rate. Il mio ruolo di gestore, nell'accordo, si sarebbe però col tempo affievolito e alla fine la mia carica sarebbe diventata onoraria. Infine c'è stato l'intoppo della due diligence...».
De Laurentiis vorrebbe insomma cedere il Napoli per i famigerati 2 miliardi e con la garanzia di mantenere un ruolo di primo piano. «Che garanzie avrei, se cedessi senza restare un command? Mi pare pericoloso. I soldi sono importanti, ma l'ultima cosa. Ho lavorato 22 anni e mi sento responsabile davanti alla città e ai nostri 83 milioni di tifosi nel mondo.
Gli americani soci di minoranza? A loro non interessa e abbiamo visioni diverse sullo stadio: io lo voglio nuovo e sono contrario al restyling del Maradona, che peraltro è in una zona sismica. Lì al suo posto andrebbe costruito un parco». Rizzetta invece sarebbe pronto ad affiancare le istituzioni (che hanno stanziato per l'impianto oltre 200 milioni) e riferirà ai suoi investitori.
Nella partita c'è Ariel Investment: il fondo di Chicago con un patrimonio netto di 15,7 miliardi di dollari, ex azionista allo United. Il frontman newyorkese è in contatto tuttavia anche con l'Apollo Sport Capital, che ha la maggioranza dell'Atletico Madrid. Ed è su loro suggerimento che ha formulato in questi giorni la nuova offerta al ribasso ad ADL: 1,3 miliardi. Circa 900 milioni in meno rispetto a febbraio.



