cortina olimpiadi

LA CORTINA OLIMPICA? MEJO DI UN CINEPANETTONE – “IL FOGLIO” RACCONTA “LA PERLA DELLE DOLOMITI” TRA PRINCIPESSE, ESCORT, LA PRESENZA DI SALVINI “CHE PORTA MOLTI A FARE SCONGIURI” E IL FANTASMA DEGLI EPSTEIN FILES - MALAGO’ FA IL BACIAMANO A ANNA D’INGHILTERRA CHE HA IL FRATELLO (ANDREA) SPORCACCIONE - "SI AGGIRANO I NORVEGIA COL VECCHIO RE HARALD V, QUASI NOVANTENNE, CHE TIENE LA NUORA SMANDRAPPATA, IMPLICATA PURE LEI NEGLI EPSTEIN FILES E IL DI LEI FIGLIO PURE SOTTO PROCESSO PER STUPRO" (COMUNQUE EPSTEIN AVEVA MESSO NEL MIRINO ANCHE CORTINA PER I SUOI INVESTIMENTI IMMOBILIARI) – E POI KATY PERRY COL NEOMOROSO JUSTIN TRUDEAU, EX PREMIER CANADESE (SE LO SA TRUMP DOPO L’ANTARTIDE VORRÀ ANNETTERE PURE IL CADORE), MARIA CAROLINA DI BORBONE SENZA BARDELLA E ALBERTO TOMBA: “PURE LUI È UN PO’ ROYAL, UNA SUA CUGINA HA SPOSATO S.A.S HUBERTUS VON HOHENLOHE, FIGLIO DI IRA FÜRSTENBERG..."

 

Michele Masneri per “il Foglio” – ESTRATTI

 

 

E’ come stare in un film di Lubitsch, come essere in una piccola repubblica o principato alpino indipendente, dove si fa vita di neve e d’albergo (e non si guardano i social). Il meglio è stare nelle “lounge” o hall dei grandi alberghi, vedere chi entra e chi esce, a tutte le ore del giorno e della notte.

 

anna d inghilterra

Al Savoia, cinque stelle appena ristrutturato, di un russo, alloggia la principessa Anna, sorella molto olimpionica di Re Carlo, e tutti la attendiamo al varco. Fa colazione ogni mattina alle otto in punto, giù nella sala breakfast con noi inferiori, con tutto un protocollo di sicurezza, perché come si sa da giovanetta fu rapita, dunque ecco che ha oltre al Defender com’è giusto verde inglese con lampeggiante una guardia sikh con turbante (sarà parente dell’altro sikh che protegge il fratello re?). 

 

Giovedì ecco anche il granduca di queste olimpiadi Milano Cortina in realtà a trazione romana, Giovanni Malagò, che pure ha casa qui. Ma come la sposa di questo grosso grasso matrimonio italiano che sono le Olimpiadi gira a salutare tutti e dunque fa il breakfast a turnazione, il breakfast diffuso.

 

E qui scatta in piedi a fare un baciamano perfetto a Sua Altezza Reale, accompagnata anche dal marito sempre silente Sir Timothy oltre al suddetto sikh. Qualcuno vorrebbe chiederle un selfie, alla principessa, ma lei pare abbia risposto: “life is too short to ask for a selfie”, con impagabile umorismo inglese che però ti gela.

 

Durante la visita di Mattarella a Casa Italia, l’avamposto-bivacco dove chiunque è qualcuno passa a salutare, commentare, dichiarare, i più astuti guardano lo show dall’interno del negozio Patagonia di fronte, dove sono appena iniziati i saldi. Tutti dichiarano molto. La Goggia, la Constantini. Anche Tomba, riapparso dopo anni.

re harald x e la regina sonja

 

Dentro Casa Italia ci sono sculture e divani artistici pure quelli un po’ anni Ottanta, un po’ vacanziero-balneari, invece fuori tra gli abeti un grande busto di De Chirico rende Cortina gemellata alla grande mostra a palazzo Reale a Milano su “Metafisica e metafisiche”. Al piano di sotto di Casa Italia ogni sera si susseguono cene, con sponsor, influencer, autorità. Ecco Joe Bastianich che chiede un pacco di patatine insieme agli gnocchi ampezzani.

 

(...) Mattarella come abbiamo detto dorme al circolo della Marina, scelta di basso profilo rispetto ai grandi alberghi dove stanno tutti i Reali d’Europa.

 

Si aggirano i Norvegia col vecchio re Harald V, quasi novantenne, che come Anna d’Inghilterra si è piazzato a Cortina per non sapere niente di cosa succede in patria; ma se lei ha il fratello sporcaccione, il sovrano nordico tiene la nuora smandrappata, implicata pure lei negli Epstein files e il di lei figlio pure sotto processo per stupro. Il re vichingo rischia che se rimane ancora un po’ quando torna a Oslo si ritrova la repubblica (comunque Epstein che “era quello che era” – cit. – aveva messo nel mirino anche Cortina per i suoi investimenti immobiliari).

 

re harald e la regina sonja 34

Si aggirano pure dei reali in esilio o senza trono, i Borbone-Due Sicilie per esempio con le due figlie boccolute in età da marito acchittate da influencer, una era data in coppia con Jordan Bardella, eurodeputato belloccio erede di Marine Le Pen, da non confondere con Sbardella. Ma qui il bardellato non c’è, e le sorelle si agitano molto tra una gara e l’altra. L’aria è frizzante del resto. Anche, tra le more dei medaglieri, molti giochi delle coppie.

 

(…)

 

Comandano, come sempre, i romani. Quasi nessuno sa niente in nessuna lingua, se chiedi informazioni, però sono tutti sorridenti e alla fine siam pur sempre in Italia, queste Olimpiadi sono un gran casino dove magari qualcosa è in ritardo, ma la cittadina è allegra, ogni bar è una festa, ci si diverte a tutte le ore. Anche non andando a vedere le gare. Soprattutto non andando a vedere le gare. Per spirito di servizio il povero cronista ignorantissimo di sport oltre che di roditori (i roditori più avanti nel testo) va, prima allo slittino o bob, non ho ancora capito la differenza, sbagliando strada cinquanta volte, perché qua è zona rossa, là non si passa, qua c’è la scarpata e ti ammazzi senza le scarpe giuste (si è vestiti ovviamente da Fantozzi, con la calzamaglia “della zia ricca”).

maria carolina di borbone

 

Alla gigantesca tensostruttura davanti la pasticceria Alverà stranieri chiedono a che serve. “This? Don’t worry, don’t work”, risponde qualcuno sbrigativo, ma sì, che ce frega, si finisce per sbaglio nella postazione televisiva della Bbc e poi sotto a “Casa Svizzera”, mentre passano trasportatori albanesi e commentatori elvetici. Ma insomma si arriva a vedere questo serpentone della pista parabolica dove sfrecciano come proiettili gli equipaggi, con la stessa sensazione di quando si guarda la Formula Uno, cioè si vede un’ombra indefinita sfrecciare a tutta velocità ogni cinque minuti, tipo cane di Giacomo Balla, e quello è il divertimento. Si guardava, tra l’altro all’inizio – si è ignoranti, si è detto? – nella direzione opposta, perché questi pòri cristi scendono al contrario, cioè in salita, ci spiegano, nell’ultimo tratto, dove stiamo noi, perché devono rallentare, altrimenti non si fermano più e li ritrovano a Mestre.

 

salvini

Poi, allo stadio del ghiaccio dove si entra per vedere il famigerato curling, ma anche lì nessuno sa niente, accenti veneti e di Vibo e di Torpigna ti dicono boh, sì, forse da questa parte, però gentili. “Passi di là”, dice uno, e finisco nel deposito dei pattini. Però c’è una specie di entropia olimpica-italiana per cui tutto funziona comunque. “Chiudere la porta che il ghiaccio si scioglie!” avvisa un cartello, eccomi finalmente dentro a vedere Svezia contro America, gli americani sono sempre fracassoni e colorati coi loro cappelli e tute a stelle e strisce ma si percepisce un minor calore, una reticenza del pubblico, o forse solo è un’impressione.

 

Qualche fischio, pochi applausi, come dire: ci siamo voluti bene, però adesso ci dovete riconquistare. Dentro allo stadio ecco l’inspiegabile gioco del curling, con queste coppie che si affaticano spazzolando molto il ghiaccio davanti a questo pentolone, che sembra un po’ quelle cocotte di ghisa Le Creuzet, e un po’ l’aspirapolvere robot Roomba, e davvero ci rimane incomprensibile il principio fisico per cui spazzolando con uno scopetto il ghiaccio davanti, la cocotte scivola meglio. Ma il pubblico è entusiasta.

 

Più intuitivo il Super Gigante, dove assisto al trionfo di Federica Brignone, milanese, nonostante la presenza di Salvini che porta molti a fare scongiuri. Lì, arrivare in Tofana è un’impresa: scarpinata poi pullman poi cabinovia più scarpinata nella neve. Ma le masse salgono compatte.

 

Ed eccoci, la mattina è nebbiosa, la neve pare pessima, la gara diventa a eliminazione, ne escono pare 13 tra cui la dichiaratrice Goggia. Passano i Borbone delle Due Sicilie, poracci, senza regno e pure con le figlie da maritare. Cercano di entrare in scomparti dove li bloccano. Passano le frecce tricolori. La visuale da sopra, con la nebbia e la temperatura polare, ci fa temere scenari tragici per le povere sciatrici (alla fine rotolarono a valle solo due anulari).

alberto di monaco

 

El Camineto, a destra, il ristorante di “Yuppies” e delle “Finte bionde”, famoso un tempo per i suoi spaghetti alle cipolle, poi briatorizzato e ora feudo del Kunz d’Asburgo in Santanché, è trasformato in “hospitality” per potenti e megadirettori galattici, e Salvini. Si parla molto di una festa di Nerio Alessandri, patron di Technogym. Si dice che a Cortina siano arrivate molte escort.

 

I poliziotti qatarioti affabili e alti hanno tutti un’aria di mondo e cognomi con molti “al” e “bin”, saranno tipo corazzieri o di qualche circolo Aniene emiratino. Interrogati, dicono di non aver per niente freddo. Le loro apparecchiature e auto sono molto invidiate dalle vigilesse di Roma Capitale di rinforzo a Cortina, che invece battono i denti come un po’ la premier in Belgio (“sto congelandoooo!”). Bagarini offrono biglietti sottobanco.

 

Si aggirano star: Snoop Dogg, Katy Perry col neomoroso Justin Trudeau, ex premier canadese (se lo sa Trump dopo l’Antartide vorrà annettere pure il Cadore) ma il più rincorso (e igonigo) è Alberto Tomba, che è cresciuto qui a Cortina e sembra direttamente uscito da un cinepanettone, intatto, il tempo niente può contro gli anni Ottanta.

anna d inghilterra 33

 

Pure lui è un po’ royal, una sua cugina ha sposato infatti S.A.S Hubertus von Hohenlohe figlio di Ira Fürstenberg (a capodanno siamo dai), un burlone simpatico che tra le altre cose canta, dipinge e guida la nazionale di sci del Messico che ha fondato (!) e qua si fa dei gran selfie con Alberto di Monaco e Alberto Tomba, in seggiovia.

 

“Dottò, siamo tutti qua, non ci stanno più Ncc a Napoli”, mi dice un autista, perché queste olimpiadi sono anche una grande prova di unità e logistica nazionale, e alla fine quando risuona l’inno sotto alle frecce tricolori dopo la vittoria della Brignone ci si emoziona (anche se forse sarebbe più adatto “I like Chopin”).

 

In largo Poste a una americana che si stava selfando è caduto addosso un pezzo di neve dal campanile. Subito soccorsa dall’ambulanza. Forse un oscuro presagio contro il rischio di overtourism a Cortina.

 

Come sempre in questo tipo di consessi ci sono poi decine di pass diversi, da quello con HRH cioè altezza reale al giallo giornalista a quello del volontario di Vibo, poi alcuni sfoggiano le spillette: è “pin mania” a Cortina, non per il Pos ma per questi distintivi di cui molti si addobbano: vengono consegnati agli atleti di ogni delegazione ma poi se li scambiano, e tanti ne portano d’epoca, delle Olimpiadi del ’56, o di paesi astrusi, la più rara è quella del Kenya.

 

anna d inghilterra alberto di monaco

A Milano rosicano e lanciano 14 “Official City Pins”, in inglese perché siamo a Milano, testuale da comunicato, “14 Official City Pins – 12 Olimpiche e 2 Paralimpiche – dedicate ai quartieri più – indovinate l’aggettivo: sì, “iconici della città. Dal Duomo ai Navigli, da Brera a NoLo” (nota per i non milanesi, NoLo è North of Loreto).

 

Poi dice che chiamano i romani.

 

Francesco Chiamulera, re delle presentazioni cortinesi di “Una montagna di libri”, figlio di bobbista, ieri presentava Stefano Rotta, col suo libro sul bobbista Eugenio Monti, detto (da Gianni Brera) “Rosso Volante”. “Ognuno ha un bobbista in famiglia qui”, mi dice don Ivano Brambilla, milanesissimo parroco di Cortina. Ma la disciplina più amata è la polemica, in cui l’Italia è sempre sul podio. La pista da bob per cui sono stati abbattuti gli alberi.

katy perry justin trudeau

 

“Ma di alberi a Cortina ne abbiamo pure troppi”, dice don Ivano. Polemiche più gettonate: la funivia che non è ancora pronta! I residenti che non possono andare a sciare! Il traffico! In realtà il traffico in questi giorni è molto più ordinato del solito a Cortina, certo meglio che a un qualsiasi Natale o agosto: qui altri anni, e senza Olimpiadi, si sono sperimentati ingorghi e nubi di gas di scarico che neanche a Shanghai. Gli autisti dei pullman sono gentilissimi, forse dopo la incresciosa vicenda del bambino senza biglietto abbandonato nella neve.

 

Gerry Calà contestato perché in Alta Badia ha cantato in quella strana forma di socialità che si definisce “après ski”, dove gente impellicciata e coi fuseaux beve sgroppini alle tre di pomeriggio con la musica a palla. Forse allarme razzismo, perché Calà ha cantato “O sordato ‘nnamurato”. Anche io nel mio piccolo raccatto qualche hater, dunque esisto.

 

hubertus von hohenlohe 33

Faccio il mio pezzo su Mattarella al Circolo Ufficiali. Apriti cielo: tutto un magna magna! Noncelodikono! Vabbè. Un pregiato esperto di montagna mi attacca su Facebook perché del suddetto circolo scrivo che lì i piatti recano il simbolo del castoro (vedi la fretta). Ma non si scherza coi roditori: “Povera Cortina, dopo la gaffe di Petrecca” – per chi se lo fosse dimenticato, il direttore di Rai Sport del tele commento olimpico – “arriva il Foglio che trasforma scoiattoli in castori”. Tutto maiuscolo.

 

L’indignato continua: “Gaffe di giornalisti faciloni romanocentrici”. Guardi, facilone va bene, però romanocentrico non lo accetto. “Lo scoiattolo non è solo il simbolo di Cortina ma anche di uno dei gruppi alpinistici più famosi del mondo”. Quindi, “Scoiattoli di Cortina, ribellatevi” (non si capisce se l’appello è rivolto ai roditori o agli alpinisti). Compaiono influencer di animali. “Tu che acqua dai da bere al tuo pet?”. “Io solo alcalina, naturalmente a temperatura ambiente”, sento a una cena. Il pet food è un grande tema.

 

francesca lollobrigida

Il parroco don Ivano protesta. “Non ho niente contro gli animali, ma celebro troppi funerali, e le nascite sono in netto calo”, mi dice. “E vedo tutti questi cagnolini a passeggio a Cortina”. Francesca Lollobrigida, doppio oro per il pattinaggio, della famiglia ciociara che tanto lustro ha dato alla patria, ha dato un’intervista col pargolo in braccio ed è stata criticata. “Ci sono rimasta male”, dice. Tutti rimangono male.

 

alberto tomba hubertus von hohenlohe

Un signore al Poste mi fa: “Nessuno si ricorda che nel ’56 Gina si rifiutò di venire qui a Cortina, dicendo che era raffreddata (era rimasta male per qualcosa anche lei, ma chi se lo ricorda, per fortuna non c’erano i social). Ma bisognerà scriverlo, questo libro, su questa dinastia, da Gina a “Lollo” ministro dell’Agricoltura a Francesca. Su via Roma, lo storico negozio di elettrodomestici Majoni mostra in una tv d’epoca tutta bombata filmati di quelle antiche Olimpiadi. Dicono tutti che quelle sì che erano mitiche, mica come oggi, ma tra un po’ diventeranno mitiche pure queste: basta solo aspettare.  

james mbaye alle olimpiadi di milano cortinapreservativi distribuiti dalla regione lombardia agli atleti delle olimpiadi milano cortinafrancesca lollobrigidafrancesca lollobrigida oro milano cortina 4federica brignone - gigante olimpiadi milano cortinasofia goggia - gigante olimpiadi milano cortinasofia goggia - gigante olimpiadi milano cortinapreservativi distribuiti dalla regione lombardia agli atleti delle olimpiadi milano cortina

 

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