carlos alcaraz e jannik sinner - atp di montecarlo

“SINNER E ALCARAZ SONO UNO IL LIMITE DELL’ALTRO: QUANDO SI AFFRONTANO DEVONO CAMBIARE” – GABRIELE ROMAGNOLI: “IL TENNIS È UNO SPORT BIPOLARE. CI SONO LE PARTITE TRA SINNER E ALCARAZ E QUELLE IN CUI AFFRONTANO ALTRI AVVERSARI. LE SECONDE SI POSSONO RIDURRE A PRELIMINARI DI UN RAPPORTO AMOROSO CHE SOLO QUEI DUE POSSONO CONSUMARE, ANDANDO A UN SOFFIO DALL'ORGASMO SIMULTANEO” – “SINNER NELL'ULTIMO MESE E MEZZO PAREVA UN ALTRO: PRIME PALLE DEVASTANTI, DISCESE A RETE, SMORZATE. ERA USCITO DALLA COMFORT ZONE NELLA QUALE ALCARAZ LO AVEVA ACCERCHIATO E SCONFITTO A NEW YORK…” - VIDEO

Estratto dell’articolo di Gabriele Romagnoli per “La Repubblica”

 

carlos alcaraz e jannik sinner - atp di montecarlo

Jannik e Carlos sono uno il limite dell'altro: quando si affrontano devono cambiare. Ma non sarà un algoritmo a dire chi è il migliore. Jannik Sinner torna numero 1A del tennis mondiale. Carlos Alcaraz scivola al numero 1B. Li divide un soffio. Quello del vento di Montecarlo, che nel pomeriggio della finale ha scompigliato la classifica. […] E quello che tiene acceso il fuoco adesso, dentro Jannik, un attimo in più rispetto a Carlos.

 

Quando la parità è pressoché assoluta, un attimo diventa tutto. È il momento in cui uno accetta che il suo servizio non funzioni e l'altro no. In cui uno gioca con i propri limiti e l'altro li prende a pallate.

 

carlos alcaraz e jannik sinner - atp di montecarlo

[…] Dopodiché, il tennis è uno sport bipolare. Ci sono le partite tra Sinner e Alcaraz e quelle in cui affrontano altri avversari. Le seconde si possono ridurre a preliminari di un rapporto amoroso che solo quei due possono consumare, andando al già citato soffio dall'orgasmo simultaneo.

 

C'è una profonda differenza di quantità e qualità. Nel tempo necessario per battere Alcaraz Sinner a Montecarlo ne ha fatti fuori un paio a scelta, tra cui Zverev che sarebbe il numero 3 se da qualche tempo tennis e aritmetica non avessero divorziato, scavando un intervallo che induce a contare lasciando una mezz'oretta dopo 1B, poi proseguendo a rotta di collo fino all'ultimo della classifica. La finale è durata quasi quanto metà di tutti gli altri loro incontri sommati. Lì si concentra l'unico sforzo, fisico e mentale: nel duello a cui tutto tende.

 

sinner alcaraz torneo montecarlo

Ma è lì che le cose cambiano, è il rettangolo di kryptonite che attira i due Superman e strappa loro il mantello. Non sono più gli stessi perché tra di loro non possono scherzare, osare, reinventarsi perfino. Sinner nell'ultimo mese e mezzo pareva un altro: prime palle devastanti, discese a rete, smorzate. Era uscito dalla comfort zone nella quale Alcaraz lo aveva accerchiato e sconfitto a New York. Si era divertito, non riconoscendosi nello specchio e immaginando un avvenire per quell'altro sé.

 

Davanti ad Alcaraz si è spogliato della nuova veste e ha ritrovato i vecchi limiti: la percentuale irrisoria di prime palle, alzate troppo basse anche per timore del vento; la rete vista da lontano, salvo esserci trascinato dalle traiettoria del rivale; le smorzate, queste sconosciute. Jannik in purezza, che vince negli scambi e che fa aggiustamenti (avanzando sulla seconda di servizio altrui) e non rivoluzioni.

 

jannik sinner

È una piccola lezione di vita: quando si incontra un limite, tra chi lo sa accettare e se lo fa amico e chi riconoscendolo lo maledice, a scavalcarlo è il primo. Il primo A, per ora: Sinner. Poi, la vita e la classifica sono impermanenti. Tra pochi giorni, a Barcellona, la ruota può girare e rimettere in testa Alcaraz, ma quel che entrambi hanno capito è che non importano i numeri, conta la sostanza e quella si pesa a Parigi e Londra, più che altrove. È un gioco mediatico e un po' nazionalista quello di attribuirsi il principe e omaggiarlo. I regni non durano. Si cercano segni nelle cose che scorrono sotto i nostri occhi.

 

Ecco allora diventare significante che questo piccolo sorpasso sia avvenuto proprio a Montecarlo, dove Sinner ha la contestata residenza e che tuttavia abbia lì cantato, non soltanto fatto eseguire, l'inno di Mameli. E che proprio lì sia da poco andato, strana meta per uno con il suo ruolo, il papa tennista che lo ricevette e che lo riattende a Roma, dove tutto è ricominciato. Da allora Sinner ha rimontato, si è fermato, ha buttato vittorie, le ha conquistate, ha combattuto, ha disertato, ha ricevuto elogi spropositati e ha subito ingiurie fuori luogo. Nuove pubblicità, vecchie invidie; passi falsi e qualcuno in più dentro il campo.

 

alcaraz sinner

Fa felici molti, rosicare qualcuno. In questa frenesia stagionale che lo ha indotto a giocare quasi ogni giorno e non perdere mai si intravede in controluce una consapevolezza del tempo a disposizione, delle cose possibili adesso e di quelle desiderabili domani. Non è un algoritmo a definire il migliore. Il vero numero 1 sa che il vento non soffierà a lungo sulla sua schiena.

 

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