giuseppe abbagnale

“A ME PIACEVA IL CALCIO, LA MIA FAMIGLIA ERA CONTADINA E PENSAVA AI CAMPI E A FAR LAUREARE I FIGLI" - GIUSEPPE ABBAGNALE, L’OLIMPIONICO DEL CANOTTAGGIO, RACCONTA COME GRAZIE ALLO ZIO GIUSEPPE LA MURA, MEDICO DI PROFESSIONE E ALLENATORE AL CIRCOLO NAUTICO STABIA, NACQUE LA LEGGENDA DEI “FRATELLONI” (LUI, CARMINE E AGOSTINO) – LE LITI IN FAMIGLIA, GALEAZZI (“A CENA SI MANGIAVA TUTTO LUI. E PURE A PRANZO E COLAZIONE. NON A CASO LO CHIAMAVANO "BISTECCONE"), LE FERMATE DELLA METRO AI GIOCHI DI LONDRA A LORO DEDICATE, IL CASO DOPING DI ALEX SCHWAZER E IL MANCATO TERZO ORO OLIMPICO: “E’ IL MIO TORMENTO…” - VIDEO

 

Stefano Mancini per “la Stampa”  - Estratti

 

   

 

Ci sono campioni che vincono, e poi ci sono fuoriclasse che finiscono per rappresentare un'epoca. I fratelli Giuseppe, Carmine e Agostino Abbagnale appartengono a questa seconda categoria. Giuseppe è il primogenito: due ori olimpici e sette titoli mondiali nel canottaggio "due con".

giuseppe abbagnale

 

Il racconto comincia da lui e da uno zio insistente: Giuseppe La Mura, medico di professione, allenatore al Circolo nautico Stabia. «A me piaceva il calcio, la mia famiglia era contadina e pensava ai campi e a far laureare i figli», racconta Abbagnale senior. «Lo zio invece cercava di ingrandire il parco atleti del circolo. Convinse me e mamma, poi Carmine e Agostino trovarono il solco tracciato».

 

 

Tre fratelli nello stesso sport: siete diventati in fretta un simbolo. Chi comandava in barca?

«Per certi aspetti è stato un vantaggio essere fratelli, perché non c'era bisogno di grandi parolate per stabilire le questioni tecniche. Uno sguardo era sufficiente».

 

Detta così, lei e Carmine sembrate una coppia ad alta tensione.

«Trascorrevamo insieme molto tempo. Era inevitabile qualche contrasto, superato dal fatto che avevamo un obiettivo comune: vincere.

 

E poi andando avanti con l'età si matura anche dal punto di vista relazionale».

 

Eppure si racconta che in allenamento lei si arrabbiasse spesso…

«Mi arrabbiavo… diciamo che ero esigente, molto esigente. Le liti non riguardavano la sfera personale: ero io che pretendevo di più da un ragazzo più giovane di me, che aveva bisogno di tempo per crescere e aveva un carattere diverso dal mio».

agostino abbagnale

 

 

Il rapporto con Peppiniello di Capua?

 

«È stato il nostro storico timoniere. L'avevo conosciuto al circolo Stabia prima ancora di salire in barca con Carmine. Abbiamo vissuto un percorso sportivo completamente in simbiosi».

 

 

Di quale campione avrebbe messo il poster in camera?

 

«Nei villaggi olimpici hai la fortuna di incontrarli tutti. In quegli anni l'Italia schierava personaggi simbolo come Pietro Mennea, Jury Chechi, Sara Simeoni».

 

 

Che ricordi ha della vittoria a Seul nel 1988?

fratelli abbagnale peppiniello di capua

«Ancora mi emoziona. Un successo olimpico già di per sé rimane impresso con forza nell'immaginario di un atleta. Però in Corea c'era una famiglia intera che tornava a casa con una medaglia d'oro al collo (Giuseppe e Carmine nel "2 con" e Agostino nel "4 di coppia", ndr). Tre fratelli vincenti in una edizione dei Giochi sono un record».

 

Anche le telecronache di Giampiero Galeazzi sono da primato. Urlava "non li prendono più!" e "andiamo a vincere!".

«Ho avuto la fortuna di averlo come commentatore dall'inizio alla fine della nostra carriera. La sua voce ha trasferito il pathos ai telespettatori. Ancora oggi quando si parla di canottaggio si cita Galeazzi. Altrettanto, se si parla di Giampiero, molte volte in tv esce una telecronaca degli Abbagnale».

 

 

È vero che a cena si mangiava tutto lui?

«Pure a pranzo e colazione, se è per questo. Non a caso lo chiamavano "bisteccone"».

 

 

(…)

giuseppe carmine abbagnale

Durante i Giochi olimpici di Londra 2012 tre fermate di metropolitana erano dedicate ai fratelli Abbagnale.

«Sì, gli organizzatori avevano deciso questo riconoscimento ai campioni dello sport durante il periodo della manifestazione. È stato un onore».

 

 

Da uomo di sport che opinione si è fatta del caso doping di Alex Schwazer?

«Ho delle idee che probabilmente non sono allineate con quelle della maggioranza. Alex è stato condannato una prima volta e ha ammesso di essersi dopato, quindi su questo aspetto non vi sono dubbi. Quello che è successo dopo è molto più incerto, e ci sono elementi che purtroppo non contribuiscono a fare chiarezza. Mi dispiace, perché comunque rimane un grande campione con una grande macchia».

 

 

(…)

Le manca il terzo oro olimpico?

giuseppe la mura

«Sì, è uno dei momenti che ancora mi tormenta. Era la mia quarta Olimpiade, Spagna 1992. La affrontavo da portabandiera dell'Italia, quindi ci tenevo fortemente. È arrivato un argento, un grande risultato dal punto di vista sportivo, ma la conclusione della gara mi ha lasciato l'amaro in bocca. È stata l'unica volta della mia vita in cui a un certo punto ho pensato "questa gara non la perderò". E invece l'ho persa».

 

 

(…)

 

Che cosa farà da grande?

«Il direttore tecnico al Circolo nautico Stabia, da dove è cominciata l'impresa dei fratelli Abbagnale».

 

fratelli abbagnaleagostino abbagnale tizzanogiuseppe abbagnaleGiuseppe Abbagnale Carmine giuseppe abbagnale 45

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