pierre auguste renoir

RENOIR HA DIPINTO IL GRAN BALLO DELL’AMORE – LA NATIONAL GALLERY DI LONDRA PROPONE UNA MEGA MOSTRA DEDICATA DELL’IMPRESSIONISTA FRANCESE, CHE VEDE AL CENTRO LE OPERE CHE MOSTRANO INCONTRI TRA AMANTI, AMICI, FAMILIARI – PANZA: “L’AMORE NON È UN TEMA FRA GLI ALTRI NELLA PITTURA DI RENOIR, MA IL PRINCIPIO ORGANIZZATORE DELLA SUA VISIONE DEL MONDO E DELLA SUA OPERA. RENOIR RAPPRESENTA UN UNIVERSO IN CUI CLASSI SOCIALI DIVERSE POSSONO STARE INSIEME, IN UNA IDEALE SOCIETÀ PACIFICATA, ATTRAVERSO IL PIACERE DI VIVERE. IL DIPINTO STESSO DIVENTA UNA FORMA DI RELAZIONE. TUTTO DEVE FONDERSI: CORPI, COLORI, LUCE, GESTI E PENNELLATE…”

Estratto dell’articolo di Pierluigi Panza per “La Lettura” – “Corriere della Sera”

 

Pierre Auguste Renoir - The Promenade - 1870 The J. Paul Getty Museum - Los Angeles

Renoir and Love alla National Gallery è la più importante mostra dedicata dell’impressionista francese nel Regno Unito degli ultimi vent’anni. Espone alcune delle tele più celebri di Pierre-Auguste Renoir (1841–1919) tra le quali Bal du moulin de la Galette in Inghilterra per la prima volta. Organizzata con il Musée d’Orsay e il Museum of Fine Arts di Boston [...], la mostra si concentra sugli anni cruciali della carriera dell’artista ripercorrendo l’evoluzione dell’immaginario legato all’amore, all’affetto, all’amicizia e ai legami familiari.

 

L’idea è che l’amore non sia un tema fra gli altri nella pittura di Renoir, ma il principio organizzatore della sua visione del mondo e della sua opera.

 

Nel momento in cui Renoir partecipa alla nascita dell’Impressionismo (1874) — dopo una vita di decoratore e di corsi serali dell’École de Dessin et d’Arts décoratifs — Parigi era stata trasformata dal barone Haussmann in una città «moderna» e lungo i nuovi boulevard principiava una vita sociale popolata da coppie, amici, famiglie, ballerini e innamorati frequentatori di caffè, ristoranti e luoghi di svago.

 

Pierre Auguste Renoir - The Conversation - 1878

Dei 397 quadri dipinti da Renoir tra il 1864 e il 1885, 161 sono scene di genere e legate alle relazioni fra uomini e donne e alla socialità. Renoir, figlio di una modesta tessitrice (la madre lo chiamava solo «Auguste» poiché odiava le troppe erre di «Pierre Renoir»), diventa il pittore dell’affettività di questa nascente vita moderna in una forma diversa da quella del benestante Edgar Degas, figlio di un ricco banchiere, o degli artisti che rappresentano la metropoli attraverso alienazione o inquietudine, come l’ex marinaio Claude Monet e il discendente dei conti di Tolosa, Henri de Toulouse-Lautrec.

 

Sceglie il ballo, il pranzo, il bagno, il teatro, le passeggiate, le gite in barca in cui ambientare incontri amorosi, amicali e familiari che rappresentano anche l’approdo delle sue aspirazioni. È come se raffigurasse la domenica pomeriggio lasciando da parte la triste settimana lavorativa.

 

Pierre Auguste Renoir - Dance at the Moulin de la Galette - 1876 - Musee dOrsay

La felicità diventa in lui una scelta estetica e ideologica poiché rifiuta a priori la rappresentazione del negativo. Nei suoi quadri mancano adulterio, separazione, dolore, tragedia e passione distruttiva, evita il melodramma e l’esplicito erotismo. Non è un reazionario. [...]

 

Tuttavia, Renoir rifiuta la politica e la storia. I primi quadri sono dipinti sotto il morente impero di Napoleone III, non c’è traccia in lui della sconfitta di Sedan contro i prussiani (1870) dopo la quale Parigi è una città piegata e attraversata da conflitti sociali dei quali è interprete Emile Zola.

 

Renoir, scampato a guerra e tumulto, rimuove questo mondo conflittuale e rappresenta un universo in cui classi sociali diverse possono stare insieme, in una ideale società pacificata, attraverso il piacere di vivere. Una vita che lui stesso, afflitto da iniziale mancanza di denaro, incomincia a trascorrere da bohémien nel segno della sperimentazione pittorica, degli incontri amorosi, della vita en plein air risiedendo anche ad Argenteuil con Monet e Manet.

 

[...]

 

Pierre Auguste Renoir - Dance at Bougival - 1883 - Museum of Fine Arts - Boston

Bal du moulin de la Galette — quadro del 1876 con il quale Renoir si afferma abbandonando la ritrattistica — non è solo una festa parigina, ma un’immagine utopica di comunità. Renoir prende un luogo di divertimento popolare e lo tratta come un soggetto di pittura storica. La grande tela non è occupata da eroi o personaggi storici bensì da gente comune.

 

All’interno ci sono relazioni sentimentali da decifrare. Alcuni uomini seduti sono amici di Renoir; le due donne in primo piano sono le sorelle Estelle e Jeanne, sue modelle. Nel quadro si notano amicizia maschile, complicità fra sorelle, rapporto materno (che è il soggetto di altre tele), corteggiamento, seduzione.

 

L’amore non coincide con una coppia: è una rete di rapporti. La tecnica pittorica usata è funzionale allo scopo che vuole trasmettere: pennellata rapida; luce filtrata; molteplici punti di vista. [...]

 

Le sue coppie sono quasi una trasposizione delle fêtes galantes settecentesche con la differenza che Renoir trasferisce quell’ideale aristocratico nel mondo della borghesia e dei lavoratori di fine Ottocento; un mondo che, nel Secondo Novecento diventerà la gita al lago della domenica in automobile.

 

Per la co-curatrice, Chiara Di Stefano, «evitando drammi o sentimentalismi», Renoir delinea un ritratto gioioso e spensierato dell’amore moderno nella Parigi del XIX secolo, «dove la celebrazione della giovinezza, della bellezza e del piacere sensuale occupa un ruolo centrale». Cerca le sue modelle nel quartiere popolare di Montmartre: sono sarte, modiste, fioraie.

 

Pierre Auguste Renoir Dance in the Country - 1883 Musee dOrsay - © photo Musee dOrsay

Non vuole modelle professioniste, ma donne che appartengano al mondo che sta dipingendo, frequentatrici di locali equivoci o alla ricerca di una relazione stabile. Renoir ambienta in Montmartre dipinti come La balançoire (1876), che raffigura Jeanne, sarta sedicenne di famiglia operaia di Montmartre diventata sua modella, in altalena.

 

Fa impressione pensare che questi quadri di sincero svago sono ambientati dove cinque anni prima i Comunardi avevano orientato i cannoni verso il centro di Parigi. In queste tele non c’è traccia dei ventimila morti della Comune (1871) e neppure dei sommovimenti socialisti e anarchici che attraversavano la Terza Repubblica dei presidenti Thiers e Sadi Carnot. Sembra che tutti siano felici.

 

A differenza di Degas o Toulouse-Lautrec e di scrittori come Eugène Sue e Victor Hugo, Renoir tende a sottacere anche gli aspetti più crudeli della condizione femminile e lo stato depresso delle masse popolari per una scelta in cui l’estetica si fa aspirazione etica verso un mondo pacificato. Balli, teatri, caffè, ristoranti e gite in barca sono luoghi in cui donne rispettabili e prostitute possono tranquillamente mescolarsi, dove piccola borghesia e Terzo Stato possono affacciarsi alla vita dei piaceri come prospettiva salvifica.

 

Come scrive Martha Lucy nel catalogo, in Le Déjeuner del 1875, Renoir trasmette «l’idea stessa di intimità». È una scena, apparentemente, ordinaria: una donna seduta a tavola con il pranzo che sta per cominciare. Renoir trasforma uno spazio pubblico in un luogo intimo. I personaggi sembrano intendersi anche se non si sfiorano.

 

la loge 03 renoir

Renoir ce lo comunica attraverso le linee del loro sguardo; quello della donna suggerisce che sta aspettando qualcuno: forse noi quando ci poniamo davanti alla tela. Anche in Déjeuner au Restaurant Fournaise del 1875 la donna sta aspettando qualcuno che arriva in barca dal fondo del quadro.

 

Renoir rappresenta l’intimità non solo attraverso ciò che i personaggi fanno, ma come il quadro è costruito. In Le Déjeuner des canotiers (1880-81) siamo sulla terrazza della Maison Fournaise a Chatou con artisti, modelli, attrici, canottieri. [...]

 

L’uomo guarda la donna e lei si inclina leggermente: bicchieri, coltello, braccia e sguardi creano una di linea di connessione fra i due. Il dipinto stesso diventa una forma di relazione. Tutto deve fondersi: corpi, colori, luce, gesti e pennellate.

 

Le tre grandi Danse del 1882-3 rappresentano l’ultima sua pittura d’amore. I corpi maschili e femminili si intrecciano, Renoir rappresenta Aline Charigot mentre danza con altri uomini, mentre lo sguardo della donna in Danse à la campagne sembra rivolgersi allo spettatore. Il quadro introduce una sorta di triangolo amoroso.

 

renoir e aline

Fra il 1882 e il 1887 il pittore incomincia a dubitare della pittura impressionista. Viaggia in Algeria sulle tracce di Eugène Delacroix (a lui si era ispirato per Parisiennes habillées en Algériennes ) e in Italia, dove viene stregato da Venezia, con Carpaccio e Veronese, e poi da Raffaello: «Le strade italiane sono gremite di dei pagani e personaggi biblici. Ogni donna che allatta un bambino è una Madonna di Raffaello!».

 

Studia gli antichi, torna al disegno e diventa un neoclassico, come mostra la grande tela Les Grandes Baigneuses del 1887, che chiude la mostra. In quegli anni la Terza Repubblica cerca una sicurezza che non trova, tra spinte rivoluzionarie e nostalgia per la monarchia. Ad essa Renoir consegna il suo messaggio: la pittura può costruire un mondo nel quale gli esseri umani possano essere felici.

pierre auguste renoirrenoir autoritrattola loge renoirrenoir at national gallery

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