UN SALTO IN PASSERELLA! – LARISSA IAPICHINO DEBUTTA DA MODELLA ALLA MILANO FASHION WEEK – LA CAMPIONESSA DEL SALTO IN LUNGO HA PRESO PARTE ALL’EVENTO “VOGUE WORLD”, GRIFFATA GUCCI E BULGARI, IN GALLERIA VITTORIO EMANUELE, POI HA SFILATO NEL “FASHION SHOW” DI RAFFAELA D’ANGELO: “È PIÙ FACILE SALTARE CHE SFILARE. PRIMA MI SONO DETTA: ‘MI SONO ESIBITA DI FRONTE A 70MILA SPETTATORI, COSA SARÀ MAI CAMMINARE DI FRONTE A QUALCHE DECINA DI PERSONE?’ EPPURE, PRIMA DI COMINCIARE, IL CUORE BATTEVA FORTE”
Estratto dell’articolo Andrea Buongiovanni per "la Gazzetta dello Sport”
Martedì sera, in Galleria Vittorio Emanuele, a Vogue World, griffata Gucci e Bulgari, in prima fila tra Laila Hasanovic, fidanzata di Jannik Sinner e Naomi Osaka, tennista giapponese. Ieri mattina, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, modella per un giorno, ad aprire (e a chiudere) il Fashion Show di Raffaela D’Angelo, raccogliendo dopo anni l’eredità da testimonial di Federica Pellegrini. […] La Settimana milanese della moda chiama, Larissa Iapichino - regina del salto in lungo - risponde.
Larissa, le piace sguazzare in questo mondo?
«Molto, sono super appassionata da tempo. Mi affascina scoprirne in prima persona le varie sfaccettature. Ma non so se un domani potrà diventare il mio ambito di competenza».
A cosa pensa, piuttosto?
«Da un lato lo vorrei, dall’altro credo che metterò a frutto gli studi in giurisprudenza. E comunque, nel mio futuro a breve-medio termine, ci sono l’atletica, con i Mondiali di Pechino 2027 quale primo obiettivo e gli esami». […]
È più semplice saltare o sfilare?
«Saltare! Sono abituata ad altre passerelle. Ero nervosa, ma ho cercato di godermi il momento. Poi mi son detta: mi sono esibita di fronte a stadi esauriti da 70.000 spettatori, cosa sarà mai camminare di fronte a qualche decina di persone? Eppure, prima di cominciare, il cuore batteva forte».
Si era preparata? Allenata?
«Con le prove di poco prima. Non conoscevo praticamente nessuno: ho trovato un ambiente collaborativo, disponibile e amichevole. Mi sono fatta guidare dall’istinto, concentrandomi sul tracciato da seguire e su un ritmo non troppo rapido».
E come si è sentita?
larissa iapichino - europei birmingham 2026 - foto lapresse
«All’inizio, come a volte succede in pedana con i primi tentativi di una gara, rigida, un po’ trattenuta. Poi mi è parso di essermi sciolta».
Ritiene sia giusto che gli sportivi di vertice vengano valorizzati in contesti diversi dai loro?
«Assolutamente sì, bisogna aprirsi. Sperimentare è bello, divertente e istruttivo». […]
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