TRESOLDI…E TRE PERE ALL’INTER! L’ATTACCANTE DEL BRUGES, TENNISTA MANCATO E MILANISTA SFEGATATO, NICOLO’ TRESOLDI GONGOLA DOPO LA TRIPLETTA AI “CUGINI” NERAZZURRI" MA NON SCIOGLIE LE RISERVE SULLA SCELTA TRA ITALIA E GERMANIA – IL BOMBERONE 22ENNE NATO IN ITALIA MA CRESCIUTO IN GERMANIA E CAPOCANNONIERE DELL’ULTIMO CAMPIONATO BELGA, CAMMINA SULLE UOVA: “HO GIÀ PARLATO CON KLOPP E MANCINI. PER ORA HO UN EUROPEO DA VINCERE CON LA GERMANIA UNDER 21, POI SI VEDRÀ..." (MA QUANTO SE LA TIRA? LA MAGLIA AZZURRA E' UN ONORE!) – LA FOTO DI TRESOLDI MENTRE LEGGE "IL CORRIERE DELLO SPORT" - VIDEO
Francesco Pietrella per gazzetta.it - Estratti
I girasoli ne hanno battezzato la via e oggi si girano fieri verso di lui. Nicolò Tresoldi, il sole di Bruges, s’era immaginato una notte simile dozzine di volte, magari con la maglia del Milan e accanto all’idolo Pippo Inzaghi, uno col sette e l’altro col nove. Era un sogno, ora c’è del vero: la tripletta ai nerazzurri è di quelle che non si dimenticano, soprattutto quando hai 22 anni e giochi per la prima volta a San Siro, lo stadio dove papà Emanuele - ex difensore di Atalanta, Ravenna, Gubbio… - giocò tre volte da terzino sinistro.
Tresoldi l’ha fatto da tifoso del Milan e con un telefono intasato: "I milanisti mi avevano caricato via messaggio. Li abbiamo pressati alti fin dall’inizio e non li abbiamo lasciati respirare. Per me era come un derby, tanta roba".
Nicolò l’ha raccontato col sorriso. "È stata una serata pazzesca, un sogno. Il tutto davanti alla mia famiglia e i miei amici, ancora non ci credo". Del resto, a fine partita, si è sdraiato sul prato di San Siro e ha osservato gli spalti con gli occhi lucidi. Tresoldi è così: sincero, vero, puro, sempre sorridente. Chi lo conosce parte sempre da qui.
Il bello è che l’unica volta in cui ha giocato in Italia da azzurro risale a dieci anni fa (…)
Tresoldi si è preso la scena colpendo anche un incrocio e sfilando alla Scala come un centravanti vero: un gol su rigore - personalità fa rima con responsabilità, dritto nel sette -, un altro di rapina e uno da dentro l’area. Nove gol stagionali in 11 partite, campione del Belgio in carica, capocannoniere dell’ultimo campionato belga. Quando punge in Champions lo fa sempre a squadre di livello: Barcellona, Atletico Madrid, Monaco, Inter.
Da ragazzino fu scartato da Milan, Juve, Bologna, Fiorentina, Atalanta e tanti altri club. «Abbiamo già giocatori di quel livello», dicevano. "E poi gioca pure a tennis…". Nel 2017 si trasferì ad Hannover per via del lavoro di sua madre. In Germania - 16 gol in 26 partite con l’Under 21 - s’è formato come uomo e come calciatore.
TRESOLDI CHE LEGGE IL CORRIERE DELLO SPORT
Gli hanno aperto le porte che in Italia avevano chiuso, tant’è che ora sulla sua vita sportiva pende una Spada di Damocle: Italia o Germania? "Ho già parlato con Klopp e Mancini - ha raccontato col premio di MVP della partita tra le mani - li ho spiegato come la vedo. Per ora mi diverto nelle giovanili, poi vediamo. Abbiamo un Europeo da vincere, lo stesso che mio padre vinse con l’Italia…".
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