fonseca dzeko

URGE BONIFICARE TRIGORIA, FUORI DZEKO! – DOTTO NON LA TOCCA PIANO: “DA QUANTO TEMPO IL SIGNOR DZEKO NON È DELLA PARTITA? DA QUANTO TEMPO PORTA IN CAMPO IL SUO NEGLIGENTE INVOLUCRO? DA QUANTO TEMPO SI MANIFESTA CONTUSO O FORSE CONFUSO? BASTA CON I CAPITANI DIVISIVI CHE NON SI BATTONO PER LA SQUADRA, MA FANNO SQUADRA A SÉ - IN QUANTO A FONSECA. NON CREDETE PIÙ IN LUI? LIBERATELO CON L’ELEGANZA E LA DIGNITÀ CHE STRAMERITA. NON COSTRINGETELO PIÙ A MORTIFICANTI PANTOMIME. COME QUELLA DI IERI. CHE LUI, PERALTRO, HA AVUTO LA DEBOLEZZA E COMUNQUE IL TORTO DI ASSECONDARE”

giancarlo dotto

Giancarlo Dotto per "Corriere dello Sport"

 

FONSECA DZEKO 11

Trigoria Babilonia, ultima puntata. La conferenza stampa di Fonseca ieri. Contusione o confusione? Cos’è che ci contunde e dunque ci confonde? Sembra che Edin Dzeko abbia avuto un fastidio da “contusione” e dunque non sarà della partita oggi. Parole di mister, al cospetto di una platea assente ma non per questo completamente idiota.

 

fonseca dzeko

Dalla confusione al caos è un battito di ciglia. Da quanto tempo il signor Dzeko non è della partita? Da quanto tempo porta in campo il suo negligente involucro? Da quanto tempo si manifesta contuso o forse confuso?

 

Lo abbiamo sollecitato più volte a guardarsi allo specchio e chiedersi con onestà se è ancora dentro questa squadra, di controllare il braccio, se quella fascia non gli abbia scatenato una pericolosa allergia. Sarà quello il fastidio? Sarà quella la contusione?

 

Siamo tornati alla carica dopo il derby, dopo che Edin ha messo in scena la pièce molto imbarazzante del “capitano assente” quando il nemico ti pesta. Una specie di sonnambulo che tiene come pigiama la divisa sociale.

ryan dan friedkin

 

Non sappiamo se si è guardato allo specchio (intuibilmente no). Possiamo, però, dire che la sua risposta è chiara: lui in questa Roma non ci sta più, non certo con l’anima, in quanto al corpo, solo una sagoma svogliata dalle movenze robotiche come le cicogne dei cartoon giapponesi.

 

fonseca dzeko 1

Vorremmo credere, in nome della decenza, che il suo labiale scandalizzato di martedì sera all’Olimpico: “…In che mani siamo?!”, sottolineando lo scandalo con tanto di mimica latina, fosse riferito a se stesso, in un mirabile atto di rottura, un raro caso di autocritica pubblica. Temo di no. Temo che il signor Edin si riferisse a ciò che lo circonda, alla società tutta As Roma.

gonzalo villar

 

dzeko

A tutti meno che a se stesso. A seguire, tanto di chiamata alle armi di compagni fin troppo remissivi. Fino al grottesco rifiuto dell’altro ieri. Scimmiottare l’ammutinamento del Bounty va bene se hai un Marlon Brando alias tenente Fletcher alla guida della rivolta. Edin Dzeko come Marlon Brando? Non scherziamo. Brando nel film muore tra le fiamme, Dzeko scivolerà in un altro confortevole pigiama alias contratto.

 

Da qui la confusione e, inevitabile, la contusione. Ora urge la trasfusione. Sangue nuovo, coraggio e idee. I Friedkin in versione sottomarino continuano a tacere. Il silenzio va bene, ma solo se al silenzio segue l’azione. Cacciare due comprimari per la fotta di circostanza, l’ennesima, non basta.

 

dzeko foto mezzelani gmt014

Urge bonificare Trigoria. Urge piantare in questo maledetto bordello che è da troppi anni la casa romanista tre o quattro valori fondanti. Urge una tavola dei comandamenti e non c’è bisogno che sia il dito di Dio a scriverle sulla pietra. Bastano i due Friedkin sostenuti da una personalità forte e autorevole.

 

Non sappiamo se Tiago Pinto sia la persona giusta. Ci auguriamo che lo sia. Vogliamo che lo sia. Ma è giovane e aveva la faccia spaventata il giorno della sua presentazione a Trigoria. Sono passati prima di lui soggetti rocciosi come Sabatini e Petrachi, reclamizzati come Monchi, e sappiamo che fine hanno fatto.

 

dzeko foto mezzelani gmt015

Chi passa a Trigoria, prima o poi la racconta come una fossa dei serpenti. Qualcosa di vero ci sarà. Friedkin padre e figlio, aiutati anche da un silenzio soprannaturale, hanno la faccia rassicurante di due snakebusters. Facciano tutto quello che devono. Nella direzione in cui credono.

 

Occorrono scelte chiare e un bisturi fermo. Questa Roma non la rimetti in piedi licenziando Gombar o Zubiria. Uno Dzeko così, contuso e confuso, è più che una mina vagante. È una bomba a orologeria. Equivoco da sradicare. Che può anche voler dire chiarire brutalmente, ammesso che ci siano margini.

dzeko foto mezzelani gmt21

 

Urge un gesto clamoroso a forte valenza simbolico. Fascia di capitano subito a Pellegrini e, in subordine a Smalling e a Villar, l’ultimo arrivato, ma anima da leader. Basta con i capitani divisivi che non si battono per la squadra, ma fanno squadra a sé. In quanto a Fonseca. Non credete più in lui? Liberatelo con l’eleganza e la dignità che stramerita. Non costringetelo più a mortificanti pantomime. Come quella di ieri. Che lui, peraltro, ha avuto la debolezza e comunque il torto di assecondare.

dan friedkin

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