patriot americani donald trump

A TRUMP S’È AMMOSCIATO IL RAZZO – GLI STATI UNITI HANNO PRATICAMENTE FINITO LE SCORTE DI MISSILI A LUNGO RAGGIO E DI SISTEMI DI DIFESA AEREA NELLA GUERRA IDIOTA LANCIATA DAL TYCOON CONTRO L’IRAN – IL PENTAGONO PROVA A CORRERE AI RIPARI E AD ACCELERARE LA PRODUZIONE, MA È MOLTO COMPLICATO – ALLA CASA BIANCA C’È UN CLIMA DI TERRORE: TRUMP CACCIA CHIUNQUE DICA LA VERITÀ, E CIOÈ CHE IL CONFLITTO HA FATTO ESAURIRE LE SCORTE AMERICANE – IN TEORIA GIAPPONE E GERMANIA POTREBBERO PRODURRE IL GIOIELLINO “PATRIOT”, MA NON HANNO LA CAPACITÀ INDUSTRIALE CHE HANNO I COLOSSI STATUNITENSI - IL DILEMMA SULLE LICENZE ALL’UCRAINA, I SEGRETI DI STATO E LA DIFFICOLTÀ NELLA REALIZZAZIONE...

 

Patriot americani 2

IRAN: MEDIA, PENTAGONO IN PRESSING PER RAPIDO AUMENTO PRODUZIONE ARMI

 (LaPresse/AP) - Il Pentagono sta facendo pressione sull’industria della difesa statunitense affinché acceleri la produzione di armamenti, nel tentativo di ricostituire le scorte di munizioni, comprese quelle esaurite durante l’attuale guerra con l’Iran.

 

Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato che il Dipartimento della Difesa è fortemente impegnato ad aumentare l’acquisizione di munizioni, così da garantire "le armi di cui i nostri combattenti hanno bisogno, al ritmo imposto dalla minaccia".

 

Ha confermato che nell’ultima settimana il dipartimento ha lavorato per accelerare significativamente il processo, sottolineando però che si tratta di una parte di un più ampio programma di modernizzazione avviato prima del conflitto, che dura ormai da cinque mesi.

 

MANCANZA DI MUNIZIONI PER IL CONFLITTO IN IRAN: TRUMP ORDINA LA CACCIA AI «TRADITORI DIVULGATORI»

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

donald trump meme 5

Donald Trump ha ordinato la caccia ai “traditori divulgatori”, quelli che in altri tempi e in altri luoghi, erano bollati come “disfattisti”. Accusati di diffondere informazioni fuori dal coro, spesso sgradite.

 

Venerdì 7 agosto il Pentagono ha punito l’ex segretario dell’aviazione, Fran Kendall, revocandogli l’accesso a dati sensibili e imponendogli un veto su futuri incarichi. Una misura legata alle sue presunte rivelazioni sull’Air Force One. L’indiscrezione è minore rispetto a quanto sta uscendo da mesi dai corridoi della Difesa sull’andamento della guerra. Fenomeno identico emerso a Gerusalemme, l’altro partner di Epic Fury, con altre ricostruzioni sul perché le cose siano andate non come previsto.

 

DONALD TRUMP E PETE HEGSETH - PROGETTO DELLO SCUDO MISSILISTICO GOLDEN DOME

Sempre venerdì ha fatto notizia un articolo della Cnn sulle mosse attribuite al Capo di Stato Maggiore Dan Caine per trovare una via d’uscita alla guerra. Il generale, secondo l’emittente, ha spiegato che la sola arma aerea non basta per piegare l’Iran ed ha ribadito il problema della mancanza di munizioni, specie di intercettori. Problema che affligge sia gli Stati Uniti che gli alleati del Golfo.

 

E sempre per la Cnn Caine avrebbe esplorato strade alternative con il capo della Cia John Ratcliffe, con il segretario di Stato Marco Rubio e con il vice presidente Vance. Tre personaggi consultati non solo per il loro ruolo istituzionale: infatti il trio aveva accolto con molto scetticismo – sostengono altre “soffiate” – il piano presentato dal Mossad alla Casa Bianca a febbraio, operazione complessa che aveva come target ambizioso il crollo del regime iraniano.

 

[...]

 

Patriot americani

È evidente l’intenzione di far capire a Trump che l’opzione militare non porterebbe al successo, anche se i generali non sottovalutano la forza di eventuali bombardamenti e neppure l’impatto sull’Iran che nasconde dietro propaganda e bluff conseguenze pesantissime (i dati dell’economia sono spaventosi). [...]

 

DA KIEV ALL'IRAN, LA CRISI DEI MISSILI I PATRIOT RIDEFINISCONO LA GEOPOLITICA

Estratto dell’articolo di Vincenzo Leone per “Domani”

 

Un sistema di difesa aerea molto complesso da fabbricare, con componenti sofisticate che richiedono linee di produzione industriali di alto livello, dai sistemi di guida ai propulsori fino alle tecnologie radar.

 

donald trump meme 4

I Patriot sono sempre più indispensabili per gli equilibri mondiali, un'arma che dagli anni Ottanta definisce lo standard di difesa degli Stati Uniti e dei suoi alleati contro missili balistici e missili da crociera in arrivo. A 35 anni dal suo primo impiego in combattimento nell'operazione Desert Storm del 1991 per abbattere in volo missili Scud iracheni, accelerare i tempi di produzione di intercettori Patriot è ancora oggi una delle sfide decisive che può cambiare l'andamento degli scenari di guerra.

 

[...] Kiev non riesce più a intercettare missili in arrivo dalla Russia. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto, la Russia ha lanciato 28 missili – 24 balistici e 4 ipersonici – e nessuno di questi è stato abbattuto.

 

DONALD TRUMP ANNUNCIA IL PROGETTO DELLO SCUDO MISSILISTICO GOLDEN DOME

«Gli intercettori contro i missili balistici avrebbero potuto salvare la vita delle persone uccise oggi», ha scritto Volodymyr Zelensky su Telegram, chiedendo agli alleati missili o più sanzioni alla Russia. Nell'attacco del 1 agosto, su 27 missili balistici ne è stato abbattuto solo uno. «Semplicemente perché non ci sono intercettori disponibili per il sistema Patriot», ha spiegato il presidente ucraino dopo l'attacco. Il giorno prima, su nove missili balistici, ne è stato colpito solo uno.

 

L'Ucraina è in balìa degli attacchi missilistici russi da un lato, e delle dichiarazioni di Trump dall'altro. La concessione delle licenze per i Patriot resta al momento sospesa tra annunci e smentite del presidente Usa e dei suoi collaboratori più stretti.

 

pete hegseth e donald trump - guerra all iran

Intanto gli Stati Uniti contano i colpi che sparano. Il 28 luglio hanno respinto un attacco multiplo con missili balistici lanciati dall'Iran verso le basi Usa in Medio Oriente. Tutti sono stati intercettati, secondo quanto riportato dallo Us Central Command. Le scorte restano al minimo, con meno di mille intercettori disponibili, e più di 1.400 già usati nella guerra con l'Iran da fine febbraio a oggi.

 

Gli unici due paesi che hanno avuto fin qui le licenze per produrre Patriot e missili intercettori – Germania e Giappone – non riescono a tenere la scalabilità industriale che hanno le aziende Usa, tra ritardi e difficoltà logistiche di vario livello. Il Giappone ha le licenze per i Pac-3 dal 2005, ci ha messo tre anni per cominciare a fabbricarli e oggi ne produce circa 30 all'anno. La Germania ha avuto le licenze da Biden nel 2022, ma non ha ancora fabbricato un solo Patriot.

 

Patriot americani 3

La questione è che la fabbricazione di un intercettore Pac-3 è un processo molto lungo con diversi passaggi di certificazione e collaudo, e decine di aziende diverse che forniscono parti e componenti. Per produrre un missile intercettore Pac-3 ci possono volere due anni, per produrre il motore a razzo a propellente solido che ne fa parte anche due e mezzo. Attualmente gli Usa ne riescono a consegnare circa 600 all'anno. C'è urgente necessità di velocizzare le consegne, ma anche di ripensare tutto il sistema delle forniture.

 

donald trump con pete hegseth

Il Pentagono il 3 agosto ha annunciato di aver raggiunto una intesa con Lockheed Martin e con Northrop Grumman, definendoli «accordi storici» e che prevedono di «triplicare la produzione dei Patriot Advanced Capability-3 (Pac-3) e di quadruplicare quella dei Terminal High Altitude Area Defense (Thaad)», si legge nella nota ufficiale.

Intese strategiche «Invece di affidarsi esclusivamente ai principali appaltatori, il Dipartimento sta stipulando accordi strategici con i fornitori di componenti essenziali», scrivono dal Pentagono.

 

[...]

 

volodymyr zelensky e donald trump alla casa bianca

Tutto questo movimento di accordi – e di miliardi di dollari – certifica che la possibile licenza Usa all'Ucraina, qualora dovesse effettivamente essere avallata da Trump, risolverà la questione sul piano politico, ma non sul piano pratico e sulla carenza di intercettori. Produrre i Patriot resta una sfida cruciale per l'industria militare ucraina. Che ha già dato e continua a dare grande prova di efficienza nella produzione di droni e sistemi d'arma scalabili. E ha messo insieme un cluster della Difesa come Brave1 dove sono registrate più di 2.300 aziende della difesa ucraine.

 

Il 21 luglio Kiev ha siglato un accordo con il colosso della difesa Bae Systems per la fabbricazione in Ucraina di obici L119 calibro 105 mm. Il Wall Street Journal ha definito l'accordo «un possibile banco di prova della capacità del paese di fabbricare altre sofisticate armi straniere» come i missili Patriot. Sono comunque livelli di produzione totalmente differenti, e il vero ostacolo sta nella complessità di tutta la parte di tecnologia che sta dentro un Patriot rispetto a un sistema di artiglieria.

 

[...]  In una intervista del 29 luglio a Breaking Defense, Micheal Cadenazzi – che al Pentagono è Assistant Secretary of War for Industrial Base Policy – ha spiegato come stiano lavorando per capire con quali modalità trasferire le licenze Patriot all'Ucraina.

 

DONALD TRUMP E MARCO RUBIO

Come certificare la filiera produttiva che fabbricherà gli intercettori, girando loro i segreti industriali di un'arma del genere. «Gli ingegneri che sanno fare questo tipo di lavoro sono in numero limitato. E anche i componenti già qualificati disponibili sono limitati», ha detto Cadenazzi. Che ha anche parlato di una possibile licenza per un Pac-3 less capable, meno potente di quello standard, ma che potrebbe anche complicare ulteriormente tutto il processo di certificazioni e collaudi per avere la stessa efficacia contro un missile balistico. Se anche Trump dovesse dare il suo via libera definitivo, il processo per produrre i Patriot in Ucraina è quindi ancora in una fase iniziale.

 

volodymyr zelensky e donald trump

Ecco perché il 3 agosto il presidente Zelensky è tornato a sottolineare l'importanza e l'urgenza di sviluppare Freyja, il sistema ucraino di protezione aerea che andrebbe a sostituire i Patriot. E il missile intercettore FP-7.x, che andrebbe a sostituire i Pac-3.

«Freyja sarà rapido da produrre e collaudato sul campo di battaglia. L’Ucraina è in grado di fabbricare sia il missile sia il lanciatore», ha detto Zelensky. Il primo prototipo di Freyja dovrebbe essere pronto entro metà 2027, ma l'urgenza è immediata. La Russia a luglio ha lanciato 381 missili verso l'Ucraina, segnando un altro record. I missili balistici in un mese sono stati 126, un numero che continua ad aumentare da marzo a oggi.

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