vladimir putin e giuseppe conte

IL “VANNACCI DEL CAMPOLARGO” NON È DI BATTISTA, MA CONTE IN MODALITA' "RAS-PUTIN" – RIBADENDO IL NO DEL M5S AGLI AIUTI MILITARI ALL’UCRAINA, L’EX PREMIER SPACCA DI NUOVO LA COALIZIONE E MANDA AI MATTI I RIFORMISTI DEL PD – FILIPPO SENSI: “SI AGITA, PROMETTENDO UNA AGENDA FILORUSSA E GIOCANDO ALLO SFASCIO. NON CI RIUSCIRÀ. DOVRÀ FARE PIPPA” – IL PAGGETTO DI ELLY SCHLEIN, IGOR TARUFFI: "PRIMA UN PROGRAMMA CONDIVISO E POI LE PRIMARIE" - MA COME SI FA A CONDIVIDERE UN PROGRAMMA CON QUESTA DISTANZA TRA LE POSIZIONI? E SE CONTE SARÀ IL CANDIDATO PREMIER AVRA' LA STESSA LINEA DI “DIBBA”? - CALENDA: “SE IL PD ESISTESSE ANCORA, DOVREBBE SANCIRE OGGI LA FINE DEL CAMPOLARGO O COSTRINGERE QUESTO POPULISTA OPPORTUNISTA A FARE RETROMARCIA. MA FARANNO FINTA DI NULLA. COME SEMPRE” – RENZI APERTURISTA: “ANDREMO ALLE PRIMARIE E CHE VINCA IL MIGLIORE”

 

MATTEO RENZI - FOTO LAPRESSE

CENTROSINISTRA: RENZI, ANDIAMO ALLE PRIMARIE E CHE VINCA IL MIGLIORE

(Agenzia_Nova) - In tutto il mondo "ci sono due sinistre, con idee diverse sull'economia, la politica estera, l'energia. Ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez.

 

E le primarie servono a decidere candidato e sensibilita' programmatiche. Il nodo e' che il giorno dopo nessuno si puo' tirare indietro, chiunque vinca. Perche' dall'altra parte c'e' Trump in America come Meloni in Italia". Lo afferma su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi, che aggiunge: "Ci sono due idee di sinistra.

 

GIUSEPPE CONTE A PIAZZASIAGO

Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie, ma e' una presa in giro. E a chi mi scrive 'io non condivido le idee di Conte', rispondo: nemmeno io. Sull'Ucraina non mi pare che siano molto diverse da quelle di Salvini.

 

Ma in democrazia ci si confronta e ci si misura. Le nostre idee si difendono ai gazebo, non coi proclami. Noi siamo pronti alle primarie. E soprattutto vogliamo vincere le secondarie per evitare Meloni al Quirinale, Salvini al Viminale e Vannacci premier". 

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin

GIUSEPPE CONTE - “LA POSIZIONE SULL’UCRAINA LA DECIDEREMO CON LE PRIMARIE AIUTI MILITARI? NON LI VOTEREMO”

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per "La Stampa"

 

Presidente Giuseppe Conte […]. Se andrete al governo, continuerete a sostenere l'Ucraina con l'invio di armi?

«Continueremo a spingere per una svolta negoziale, che l'Europa non vuole e può mettere d'accordo tutte le forze progressiste. Piuttosto che chiamarsi volenterosi, cerchino di essere coraggiosi, di questo abbiamo bisogno«.

 

mezzi militari russi nelle strade italiane

Mi risponda: se vince lei le primarie, armi a Kiev sì o no?

«Se dovessi essere di nuovo investito di questa responsabilità, per prima cosa chiamerei Zelensky e gli direi che lui è l'aggredito e ha il nostro sostegno. Ma un attimo dopo chiamerei anche Putin, l'aggressore, per imprimere una svolta negoziale».

 

Non mi pare che Putin abbia voglia di negoziare […] Quindi, ci parla lei e lo converte. Ha doti taumaturgiche?

«E lei ha doti divinatorie? Io dico: andiamo a stanare Putin. Sono due mesi e mezzo che l'Europa deve individuare un negoziatore. Dove sta? Quando mandiamo qualcuno?»

 

Mario Draghi andrebbe bene?

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

«Non mi pare nella condizione di poterlo fare, visto che era stato invitato da Putin per due volte prima della guerra e non lo ha incontrato, nonostante io avessi caldeggiato l'incontro. Poi era a capo del governo all'epoca dello scontro più duro con Mosca».

 

Chi allora?

«Serve una figura che possa parlare con i russi e, al tempo stesso, difendere con le unghie e con i denti gli interessi dell'Ucraina e dell'Europa«.

 

Insisto: nel frattempo, continuerete a votare contro il sostegno militare?

GIUSEPPE CONTE A PIAZZASIAGO

«Di armi ne mandiamo pochissime e, tra l'altro, l'Ucraina mi sembra ormai molto attrezzata. Anzi, inizierei a considerare il tema di che fine faranno tutte le armi che mandiamo. All'inizio abbiamo votato in Parlamento per l'invio, perché c'era una chiara asimmetria militare rispetto alla Russia. Adesso continueremo a non votare a favore di altri invii ma per imprimere una svolta negoziale».

 

Sull'Ucraina voi del campo progressista siete fermi allo stesso punto da quattro anni.

«Io vedo che su questo terreno le divisioni delle forze di governo sono ben più marcate».

schlein fratoianni bonelli conte

Non è così: loro hanno sempre votato allo stesso modo in Parlamento, voi mai.

«Scioglieremo questo nodo con le primarie. Lo faremo decidere agli italiani».

 

Quindi vi giocate l'Ucraina ai gazebo? Se vince lei basta armi, se vince Schlein continua il sostegno?

«Se dovessi vincere le primarie e tornare a Palazzo Chigi, il giorno dopo mi batterò in Europa per una soluzione negoziale che tuteli gli interessi di Kiev».

 

E se vince Elly Schlein? Lei si adegua a continuare a mandare le armi?

«Diciamo che, prima delle primarie, definiremo alcuni punti non negoziabili. Chiariremo delle questioni dirimenti, in modo che ci sia una linea condivisa chiunque sarà chiamato a guidare la coalizione».

Giuseppe Conte Vladimir Putin 2

 

Un punto non negoziabile?

«Sì alla difesa comune europea, no a riarmo dei singoli Stati e economia di guerra».

 

Il Pd non ha votato contro il piano Ursula.

«Afd, partito di ispirazione neonazista, è primo nei sondaggi. La Germania si riarma al di fuori di una logica europea. Dopodomani cosa sarà? Magari avrà l'esercito più potente in mano ai neonazisti».

 

GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI

Straccerete gli impegni Nato per l'aumento delle spese militari?

«Quelli sono insostenibili, lo sa anche Meloni. Una sconcezza per compiacere Trump. Anche solo i 21 miliardi che vorrebbero prevedere nella prossima legge di bilancio sono irragionevoli con la situazione in cui versa il Paese».

 

Il suo governo rispetto l'impegno del 2 per cento. Ora dice: non un euro in più?

«Vuole che le parli mezz'ora della situazione della sanità, degli italiani che non arrivano a fine mese dopo quattro anni di Meloni?»

 

[…]

 

Meloni teme più lei di Schlein come avversario?

«Questo lo sta dicendo lei».

 

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

 

CONTE AVVERTE, 'NIENTE ARMI A KIEV, LA LINEA LA DECIDERANNO LE PRIMARIE'

Giampaolo Grassi per l’ANSA

 

Ma quali salamelecchi, colpi di fioretto, prego prima lei. Saranno un duro campo di battaglia le primarie. E anche fin là il clima si annuncia da derby. Si torna sempre all'Ucraina, alle divisioni nel campo largo. Il lavoro di costruzione dell'alleanza non ha accorciato le distanze né ammorbidito i toni.

 

Almeno quelli del presidente del M5s Giuseppe Conte. Che, intervistato alla manifestazione PiazzAsiago, non ha cercato di eludere: "Non votiamo il sostegno militare" a Kiev. E quello era noto. Ma siccome il Pd è favorevole all'invio delle armi, c'era la sensazione che fosse in corso un tentativo di mediazione. E magari c'è davvero, però non sta dando frutti. Nessun compromesso all'orizzonte.

 

igor taruffi elly schlein

Il nodo della politica estera "lo scioglieremo con le primarie - ha spiegato Conte - Faremo decidere gli italiani". Insomma, quando a settembre si aprirà il tavolo di programma, difficilmente sulle armi all'Ucraina si troverà un accordo fra M5s, Pd, Avs e magari Iv, i centristi e chissà chi altro. Questo pensa Conte: la soluzione arriverà con le primarie, che il presidente del M5s dà un po' per scontate anche se il via libera definitivo ancora non c'è.

 

militari russi in italia

Questo vuol dire che ogni candidato, quindi lo stesso Conte e anche Schlein, farà campagna chi contro gli aiuti militari a Kiev, chi a favore, chi barcamenandosi. "Se dovessi essere investito di questa grande responsabilità - ha spiegato Conte - chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo: lui è l'aggredito. Ma un attimo dopo chiamerei Putin per imprimere una svolta negoziale. Putin non vuole il negoziato? Andiamoci a sedere, andiamo a vedere".

 

CARLO CALENDA E IL TATUAGGIO CON IL SIMBOLO DELL UCRAINA

Due minuti dopo, l'ala riformista del Pd ha invaso i social: "Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo un'agenda filorussa e giocando allo sfascio", ha scritto il senatore Filippo Sensi. "Il centrosinistra sa la differenza tra Russia e Ucraina - ha aggiunto la senatrice Pd Simona Malpezzi - e chi si candida a guidarlo può stare solo da una parte".

 

E la deputata Lia Quartapelle: "Si prenda atto che c'è chi vuole rompere la coalizione". Osservando da fuori, il segretario di Azione Carlo Calenda ha avuto gioco facile: "Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo". L'uscita sull'Ucraina ha fatto passare in secondo piano un'altra posizione del M5s che qualche alleato avrà difficoltà a digerire: "La tav non è un totem - ha detto Conte - Ci vogliamo chiedere se serve o no?".

 

L'intervista a Conte è piombata sulle trattative nel campo largo per presentare una risoluzione unitaria mercoledì, quando in Parlamento ci saranno le comunicazioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sulla clausola nazionale di salvaguardia per investimenti in energia e difesa.

 

sputnik e la spedizione dei militari russi in italia 2

Sugli strumenti per tagliare bollette e carburanti Pd, M5s e Avs hanno posizioni analoghe. E anche sul riarmo (nulla a che fare col sostegno militare a Kiev) condividono il "no" a quello dei singoli Stati e il "sì" a una difesa comune europea. L'armonia inciampa sull'opportunità di ricorrere al Safe, il prestito Ue dedicato al capitolo di spesa della Difesa: M5s e Avs sono contrari, nel Pd ci sono sensibilità diverse.

 

Prima dell'intervista a Conte, la sensazione delle parti in causa era di un accordo possibile. Nel Pd, sponsor del prestito sono i riformisti. Ma anche il responsabile Esteri del partito, Peppe Provenzano, ha aperto. La ricerca di una mediazione potrebbe puntare su diversi aspetti, primo fra tutti sul fatto che il tema Safe sarà marginale. E poi: sull'opportunità di sottolineare che l'accesso al Safe riguarderà gli investimenti già programmati, dunque inevitabili, che così potranno essere pagati a condizioni di favore, meno onerose per lo Stato.

 

VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE

Secondo: sulla possibilità di puntare sul fatto che Safe spinge verso un embrione di difesa comune: prevede appalti congiunti con almeno un altro Paese Ue e che il 65% degli investimenti sia in Europa. Ma Safe fa parte del piano di riarmo europeo: "Siamo favorevoli alla difesa comune europea - ha spiegato Conte - Ma non è quella che stanno progettando Germania e Polonia, anche col piano europeo di riarmo. Questo è un punto dirimente che va chiarito prima" con gli alleati del campo largo.

 

TARUFFI (PD), PRIMA UN PROGRAMMA CONDIVISO E POI LE PRIMARIE

(ANSA) - "Mi pare evidente che il campo progressista dovrà concentrarsi prima nella stesura di un programma condiviso, consapevoli che non partiamo da zero ma dal lavoro comune fatto in questi anni in Parlamento e sui territori, e dopo nelle primarie di coalizione".

 

igor taruffi

Lo dice il responsabile Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, raggiunto dall'ANSA per un commento alle parole di Giuseppe Conte. "Va da sé infatti che chi vincerà le primarie avrà l'onere e l'onore di guidare tutta la coalizione e non solo un singolo partito. Abbiamo quindi davanti a noi mesi di lavoro intenso. Con un unico obbiettivo: vincere le elezioni politiche e dare un'alternativa al Governo del Paese", conclude.

 

TARUFFI: "PRIMA DEI GAZEBO VA CONDIVISO IL PROGRAMMA"

Estratto dell'articolo di Alessandro Di Matteo per “la Stampa”

 

giorgio gori elly schlein

[…] Igor Taruffi, braccio destro di Elly Schlein, veste come al solito i panni del pompiere: «Mi pare evidente – precisa – che il campo progressista dovrà concentrarsi prima nella stesura di un programma condiviso, consapevoli che non partiamo da zero ma dal lavoro comune fatto in questi anni in Parlamento». Insomma, la piattaforma programmatica deve essere comune per tutti.

 

«Va da sé infatti – aggiunge Taruffi – che chi vincerà le primarie avrà l'onere e l'onore di guidare tutta la coalizione e non solo un singolo partito».

 

Chi non usa diplomazia è Giorgio Gori, che lancia un avvertimento: «L'alleanza sì, testardamente, ma non a qualunque costo». Per l'europarlamentare Pd «sostegno all'Ucraina e sicurezza dell'Europa non sono negoziabili. Chi oggi parla come Vannacci, e tira la corda, tenga presente». Simili le reazioni degli altri "riformisti" dem. «Bene – dice Lia Quartapelle – Si prenda atto che c'è chi vuole rompere la coalizione».

 

MILITARI RUSSI IN ITALIA PER IL CORONAVIRUS

Filippo Sensi è più ottimista: definisce Conte «il Vannacci del campo largo» che «si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa (dovrà rinunciare, in romanesco, ndr)». Critici anche Simona Malpezzi e Piero Fassino.

 

Carlo Calenda attacca: «Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre».

 

 

MEDICI MILITARI RUSSI IN ITALIAmezzi militari russi nelle strade italiane 3

[…]

 

 

 

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