E DENISE RISE - IL VOLO DELL'APCOM DI CALABRÒ SUL PIATTO DELLE AGENZIE (L'ANNUNZIATA NON C'E' PIU') - BASSOLINO E IL PANINO CON L'UNITÀ - AL SECOLO ABBONATI COATTI - BELPIETRO BELL'ANTIPATICO - "VIVA LE BANCHE", PAROLA DI PARLATO.

Denise Pardo per L'espresso


1 - AGENZIE STAMPA - CALABRÒ VOLÒ SUL NIDO DI PALAZZO CHIGI
Un buffet di oltre 33 milioni di euro tiene in trepida attesa e provoca toste rappresaglie tra le agenzie di stampa in fibrillazione per il rinnovo triennale delle convenzioni di Palazzo Chigi. Tutto per il probabile arrivo di un nuovo invitato: Apcom, l'agenzia diretta da Antonio Calabrò e di proprietà di Telecom, finora tenuta fuori dal ricco buffet. Che pur essendo fermo alle cifre del 1998, rinnovate poi nel 2001, dà all'Ansa 7 milioni e mezzo di euro (e ne incassa altri 22 dal ministero degli Esteri), all'Agi 11 milioni e 170 mila, all'Asca 3 milioni e 900 mila, a Radiocor 1 milione e 420 mila, a Dire 655 mila euro. Anche se Palazzo Chigi ha rassicurato tutti che il budget non verrà ridotto (se entra Apcom), l'agenzia di Calabrò si è ritrovata al centro di una polemica, per aver dato (per prima) la notizia, poi smentita, della cattura di Bin Laden. Sospettata numero uno (a torto?) di aver dato fuoco alle polveri è l'Ansa. Per essere stata risparmiata dai critici spietati di "Italia Oggi", nonostante avesse dato anche lei la stessa notizia. E pure in ritardo.

2 - ALLEANZE STRATEGICHE - BASSOLINO CERCA L'UNITÀ
Antonio Bassolino, governatore della Campania, comincia ad allargarsi e tenta l'alleanza con "l'Unità". Forte della poltrona di presidente della Regione e di una importante lobby personale, ha dotato il suo sistema di un house organ. "L'Articolo", quotidiano napoletano, in uscita fine aprile, con otto pagine di cronaca politica culturale e scientifica per penetrare ancora di più nel suo reame. Direttore Pietro Greco, vice direttore Stefano Porro, il giornale gode del sostegno economico della Fondazione Diametro, Nomisma bassoliniana considerata a destra ma anche a sinistra, un temibile pensatoio scavalca partiti (e acchiappavoti). Tremila copie di diffusione l'obiettivo, e il progetto di uscire in panino con il quotidiano diretto da Furio Colombo che sta soppesando l'operazione. Alla vigilia delle elezioni europee e in vista del voto politico.



3 - SECOLO D'ITALIA - LA CAMPAGNA DEL GRANO
Abbonamenti? A noi. È il neo trend del "Secolo d'Italia" dopo che ha rotto contratti e relazioni diplomatiche con l'editore Luciano Lucarini, appaltatore degli abbonamenti, tenuto in palmo di mano per le migliaia di contratti portati a casa. Ma reo di aver usato la mailing list del quotidiano per un sondaggio di "La Destra" (rivista dei Gasparri's e La Russa's boys), rivelatore dei malumori della base su governo, correnti e rapporto con il territorio. Ora il "Secolo" in cerca di abbonamenti inaugurerà una nuova tecnica di marketing: sottoscrizioni coatte per chi riveste cariche nel partito.

4 - MEDIASET - STRISCIA L'ANTIPATICO
Molto gongolanti a Mediaset dopo aver visionato il numero zero della striscia-intervista "L'antipatico" condotta da Maurizio Belpietro. Nel faccia a faccia con Ignazio La Russa, la mascella virile e giornalistica di Belpietro buca il video.

5 - PUBBLICITÀ - FORZA SPOT
Dati Nielsen Media Research. Tra le 200 aziende che hanno investito di più in pubblicità nel 2003, si scopre che molte hanno tagliato i budget destinati ai periodici per incrementare quelli per le tv di Mediaset. Ecco le prime dieci nel box a destra.
Periodici Tv Mediaset
Coty Italia Spa Milano 2.750 2.321
Procter&Gamble div.frag.Roma 2.619 2.128
Merloni elettr.spa Fabriano 2.398 1.375
Helena Rubinstein Bresso 2.397 3.953
Hewlett Packard spa Cernusco 1.100 4.034
Muller Verona 1.006 9.473
Cosmetique active it. spa Mi 956 621
Parfums & beauté div.Lancôme 919 517
Swatch group it. Rozzano Mi 886 3.043
Galbani Egidio spa Melzo Mi 816 9.115

6 - AFFETTUOSITÀ GIORNALISTICHE - OH VALENTINO VESTITO DA MANAGER
Sarà perché non li ha avuti di sottecchi (vedi "il Foglio"). Sarà perché i soldi sono arrivati alla luce del sole, grazie alla sollecitazione del banchiere Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, che ha spinto per far entrare Calisto Tanzi nel capitale sociale del giornale. Sta di fatto che Valentino Parlato, padre nobile e fondatore del "Manifesto", ha mostrato di conoscere il valore del sistema bancario. E lo ha sostenuto a spada tratta. Tanto da fargli pubblicare, più di 15 giorni fa, "Cara banca", un editoriale-difesa (scrive lo stesso Parlato «con scandalo dei lettori») degli istituti di credito. Molto più da borghese moderato che da marxista come lui. Una pillola del compagno Valentino sicuramente amara per i lettori. Ma per i banchieri, tanto tanto affettuosa.


Dagospia 12 Marzo 2004