la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

DAGOREPORT

 

maurizio lupi atreju 2025 foto lapresse

Il mandato di Giuseppe Sala come Sindaco di Milano scadrà nel 2027, insieme alle comunali di Torino e Roma, dove la vittoria del centrosinistra con Lorusso e Gualtieri è data per certa.

 

In questa corsa al ruolo di primo cittadino, è già sceso in campo, come deus di Milano e dintorni, Ignazio La Russa che ha subito affondato il candidato delle Meloni, Carlo Fidanza, e ha lanciato Maurizio Lupi. 

 

Oltre ai Fratelli La Russa, il leader di Noi Moderati gode dell’appoggio di Comunione e Liberazione, di ciò che resta della Lega, ed ora cerca il voto di Forza Italia. Marina e Piersilvio però vorrebbero un loro candidato.

 

MARIO CALABRESI A CASA DI CECILIA SALA CON UN MAZZO DI FIORI

Fuori gioco Beppe Sala, entrato nella black-list del Pd-Elly, da tempo il candidato più indicato del centrosinistra è il giornalista e fondatore e direttore editoriale di Chora Media, Mario Calabresi. Sulla possibilità di una sua discesa in campo, l’ex direttore de “La Stampa” e di “Repubblica” non va oltre un prudente “Ne parleremo”. 

 

Per battere lo schieramento di Lupi, il figlio del commissario Calabresi sa bene che occorre l’appoggio di un campo non largo ma larghissimo. I dati di un sondaggio riservato, fatto prima di Pasqua, lo vedono in leggerissimo vantaggio su Lupi: 52/48. 

 

Tanto per capire l’aria che tira tra i sinistrati a misura di Duomo, sull’opzione Calabresi “Il Giorno” riporta una certa freddezza (eufemismo) di Beppe Sala: “Certo, deve passare da fare il giornalista e le analisi a proporre cose concrete. Altrimenti torniamo al solito punto su cui io insisto sempre: a dire cosa non va siamo capaci tutti, io potrei essere il più capace di tutti vivendo le cose. Dire quello che realisticamente si può fare è un esercizio un po’ diverso che richiede tante capacità. 

 

maurizio lupi bibitaro - foto generata dall IA

‘’È una persona di valore’’, sottolinea bontà sua Sala, ‘’mi auguro che riesca a svestire i panni del giornalista e a vestire i panni del politico perché potrebbe essere importante per la nostra area politica”.

 

‘’In queste settimane”, aggiunge il quotidiano milanese, “il sindaco è parso più vicino a ipotesi quali la candidatura di Anna Scavuzzo, oggi sua vice in Giunta nonché detentrice della delega (calda) all’Urbanistica, ma anche di Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, politicamente nato proprio nella lista e con la lista civica di Sala”.

 

Per l’immortale e sinistra serie detta “Tafazzi è vivo e lotta insieme a noi”, un altro nome ricorrente quando si tratta di possibili candidati sindaco del centrosinistra è quello di Pierfrancesco Majorino, della segreteria nazionale del Pd e capogruppo in Consiglio regionale.

beppe sala foto lapresse

 

E se Elly Schlein non sa far altro che sparare supercazzole lontane dalla vita reale della gente (“Come abbiamo fatto in questi anni, metteremo anzitutto avanti la costruzione della coalizione progressista più ampia e determinata per vincere le prossime elezioni. Poi valuteremo, bla bla bla”), 

 

“Majorino non fa mistero alcuno di volere le primarie, in linea, peraltro con il segretario milanese del Pd, Alessandro Capelli, è da capire quale possa essere la posizione di Calabresi in merito”, aggiunge ancora “Il Giorno”. 

 

carlo fidanza

Insomma, saltellando e colpendosi ripetutamente i coglioni con una bottiglia di plastica, l’ottusa egolatria dei leader (si fa per dire) del centrosinistra non intende cambiare copione continuando indefessi a farsi del male, per la gioia dei Fratelli La Russa…

bagarre tra romano la russa e pierfrancesco majorino 3pierfrancesco majorino elly schlein bagarre tra romano la russa e pierfrancesco majorino 1

ignazio la russaPD TAFAZZIignazio la russa - voto per il referendum costituzionale sulla giustizia - foto lapressebeppe salaignazio e romano la russaSALUTO ROMANO - MEME BY EMILIANO CARLI marco gaetani carlo fidanza mario calabresi

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)