LENO VS. LETTERMAN - ATTACCATO PER LECCHINAGGIO, LENO SI SCHIERA: "IO VOTARE BUSH? MAI! I MEDIA IN MANO AL GOVERNO, VIVA MICHAEL MOORE. DAVE SARÀ PURE DI SINISTRA MA NON SI DICHIARA."
È sempre stato considerato più vicino ai "poteri forti", per usare un brutto linguaggio italiano. Diciamo che rispetto al suo rivale David Letterman, Jay Leno viene spesso ritenuto meno pungente nei confronti del potere, e tutto sommato, repubblicano.
È stato questo presupposto che ha portato la giornalista Nikki Finke a scrivere due diversi articoli sul magazine "LA Weekly": nel primo Leno era accusato di andarci leggero con Bush, per non parlare del suo aperto sostengo alla candidatura di Schwarzenegger a Governatore della California.
Al contrario, in "Dave il coraggioso", Finke dava atto a Letterman di avere le palle per "arrivare dove i vigliacchi mezzi d'informazione vicini alla Casa Bianca e i lecchini delle Corporation come Leno non avevano il coraggio di spingersi".
E così, quando qualche giorno dopo rispondendo al telefono, Nikki ha sentito una voce che diceva: "Ciao, sono Jay Leno", ha risposto: "O Dio, ce l'hai con me.". Al contrario, il popolare conduttore del "Tonight Show" e da qualche mese nostro appuntamento fisso e dei telespettatori di Raisat Extra, era in tutt'altro spirito.
Da quella conversazione è nata un'intervista nella quale Leno parla di politica, di televisione e non solo.
È così che scopriamo che Jay non ha mai votato per i conservatori, teme che una rielezione di Bush possa portare a nomine preoccupanti alla Corte Suprema, che Kerry dovrebbe far apparire Dubya il più stupido possibile, e che i media sono in mano al governo, mentre gente come Michael Moore informa la gente al posto loro.
Ma malgrado questo, Nikki Finke non si convince del tutto, e pensa che possa trattarsi di un tentativo di Leno per conquistare il pubblico più giovanile.
Ma forse più semplicemente è l'ennesimo sintomo di un paese diviso, dove anche conduttori che avevano fatto della comicità bipartisan il loro verbo, escono con maggiore coraggio allo scoperto, per cercare di cambiare un'elezione che dopo la convention repubblicana sembra in mano a Bush.
"Durante l'amministrazione Clinton ero Mr. Democrat, 'tu e i tuoi amici democratici', mi dicevano", racconta Jay. "E poi è arrivato Arnold che conosco da una vita. Ma io non ho mai dato un dollaro ad alcun candidato, ne mai fatto campagna per qualcuno. Ma adesso vengo definito repubblicano".
"Il paese è diviso come non mai. Conosco vecchi amici che non si parlano perché uno è per Bush e l'altro per Kerry. Io ricevo lettere di sostenitori di Bush che dicono che lo tratto male e viceversa, ma la verità è che le battute su Bush sono molte di più".
Domanda Nikki Finke: "Dici sempre che riesci a mettere in banca tutti soldi che ti dà la NBC perché guadagni moltissimo facendo le serate per le grandi imprese. Ma quelle non vogliono sentire battute su Bush, perché gli passano un sacco di soldi".
"Ci sono imprese di tutti i tipi", risponde Leno. "La gente pensa che fai qualcosa per la Halliburton, ma non è così. Ci sono società vicine ai democratici e altre indipendenti".
E su Letterman, Jay dice: "Lui mostra di non apprezzare Bush più di me? Forse. Ma io penso che Dave si più un presentatore e io un comico. È diverso. Il mio lavoro è far ridere. Per quello che faccio io, sarcasmo e ironia non funzionano. Ma non credo che in politica la pensiamo diversamente. Ma io sono svantaggiato, perché tu non riuscirai mai a farlo parlare di queste cose."
Sulla guerra e sul beneficio del dubbio dato dall'America a Bush, Leno dice: "Quando c'è una guerra e le truppe sono al fronte è normale. Ma da quando il presidente è atterrato sulla portaerei per dire 'Missione Compiuta', si è capito che tutto stava diventando 'politica' e il velo si è alzato dagli occhi. E anche il pubblico capisce cosa succede. Non si cambia la testa delle persone con la comicità. Si rafforza solo quello che già credono."
"Certo che le notizie in televisione sono pilotate dal governo - continua Jay - Ma se vuoi, puoi accedere a tutte le informazioni che vuoi. Pensa che sia una macchina nuova. Se la compri e ti dicono che è meravigliosa, e ti accorgi che non funziona, cosa pensi? Mi hanno fregato! C'è un motivo se la televisione è gratis. Cosa ottieni per niente? Niente".
Dagospia 16 Settembre 2004
È stato questo presupposto che ha portato la giornalista Nikki Finke a scrivere due diversi articoli sul magazine "LA Weekly": nel primo Leno era accusato di andarci leggero con Bush, per non parlare del suo aperto sostengo alla candidatura di Schwarzenegger a Governatore della California.
Al contrario, in "Dave il coraggioso", Finke dava atto a Letterman di avere le palle per "arrivare dove i vigliacchi mezzi d'informazione vicini alla Casa Bianca e i lecchini delle Corporation come Leno non avevano il coraggio di spingersi".
E così, quando qualche giorno dopo rispondendo al telefono, Nikki ha sentito una voce che diceva: "Ciao, sono Jay Leno", ha risposto: "O Dio, ce l'hai con me.". Al contrario, il popolare conduttore del "Tonight Show" e da qualche mese nostro appuntamento fisso e dei telespettatori di Raisat Extra, era in tutt'altro spirito.
Da quella conversazione è nata un'intervista nella quale Leno parla di politica, di televisione e non solo.
È così che scopriamo che Jay non ha mai votato per i conservatori, teme che una rielezione di Bush possa portare a nomine preoccupanti alla Corte Suprema, che Kerry dovrebbe far apparire Dubya il più stupido possibile, e che i media sono in mano al governo, mentre gente come Michael Moore informa la gente al posto loro.
Ma malgrado questo, Nikki Finke non si convince del tutto, e pensa che possa trattarsi di un tentativo di Leno per conquistare il pubblico più giovanile.
Ma forse più semplicemente è l'ennesimo sintomo di un paese diviso, dove anche conduttori che avevano fatto della comicità bipartisan il loro verbo, escono con maggiore coraggio allo scoperto, per cercare di cambiare un'elezione che dopo la convention repubblicana sembra in mano a Bush.
"Durante l'amministrazione Clinton ero Mr. Democrat, 'tu e i tuoi amici democratici', mi dicevano", racconta Jay. "E poi è arrivato Arnold che conosco da una vita. Ma io non ho mai dato un dollaro ad alcun candidato, ne mai fatto campagna per qualcuno. Ma adesso vengo definito repubblicano".
"Il paese è diviso come non mai. Conosco vecchi amici che non si parlano perché uno è per Bush e l'altro per Kerry. Io ricevo lettere di sostenitori di Bush che dicono che lo tratto male e viceversa, ma la verità è che le battute su Bush sono molte di più".
Domanda Nikki Finke: "Dici sempre che riesci a mettere in banca tutti soldi che ti dà la NBC perché guadagni moltissimo facendo le serate per le grandi imprese. Ma quelle non vogliono sentire battute su Bush, perché gli passano un sacco di soldi".
"Ci sono imprese di tutti i tipi", risponde Leno. "La gente pensa che fai qualcosa per la Halliburton, ma non è così. Ci sono società vicine ai democratici e altre indipendenti".
E su Letterman, Jay dice: "Lui mostra di non apprezzare Bush più di me? Forse. Ma io penso che Dave si più un presentatore e io un comico. È diverso. Il mio lavoro è far ridere. Per quello che faccio io, sarcasmo e ironia non funzionano. Ma non credo che in politica la pensiamo diversamente. Ma io sono svantaggiato, perché tu non riuscirai mai a farlo parlare di queste cose."
Sulla guerra e sul beneficio del dubbio dato dall'America a Bush, Leno dice: "Quando c'è una guerra e le truppe sono al fronte è normale. Ma da quando il presidente è atterrato sulla portaerei per dire 'Missione Compiuta', si è capito che tutto stava diventando 'politica' e il velo si è alzato dagli occhi. E anche il pubblico capisce cosa succede. Non si cambia la testa delle persone con la comicità. Si rafforza solo quello che già credono."
"Certo che le notizie in televisione sono pilotate dal governo - continua Jay - Ma se vuoi, puoi accedere a tutte le informazioni che vuoi. Pensa che sia una macchina nuova. Se la compri e ti dicono che è meravigliosa, e ti accorgi che non funziona, cosa pensi? Mi hanno fregato! C'è un motivo se la televisione è gratis. Cosa ottieni per niente? Niente".
Dagospia 16 Settembre 2004