TUTTE LE ACROBAZIE DEL CIRQUE DU MARPIONNE: LA VACCA GRASSA NON È L'AUTO
DE BENEDETTI VOLA CON UNICREDIT - VINCOLO LEVI: ALL'ANSA IL DIRETTORE-GOVERNO
CHE DIRÀ DRAGHI AL FOREX DEL LINGOTTO - I "VOLENTEROSI" ASSALITI DAI "VOGLIOSI"

1 - QUELLO CHE DIRA' DRAGHI AL FOREX DEL LINGOTTO
I banchieri si preparano per il fine settimana a Torino dove a partire da venerdì pomeriggio si terrà al Centro Congressi Lingotto, il Forex, l'appuntamento annuale dove il Governatore Mario Draghi pronuncerà la sua seconda enciclica. La prima fu proclamata l'anno scorso a Cagliari, e in quell'occasione l'uomo di via Nazionale fece un forte richiamo contro "i localismi e i personalismi" dei signori della finanza. In queste ore Draghi, che pronuncerà il discorso ufficiale alle 11 di sabato, sta limando il testo di suo pugno. Ha le idee chiare e non ha bisogno di mettere sotto pressione la tecnostruttura della Banca d'Italia.

Le uniche persone che lo affiancano nel lavoro sono Stefano Carcascio, alto consulente in materia economica, e Salvatore Rossi, il capo ufficio studi, autore di un libro importante sulla politica economica dal 1968 al 2003. L'attesa dei banchieri è grande soprattutto in ordine a due temi sui quali il Verbo del Governatore potrebbe dire parole decisive. Il primo riguarda il disegno di legge sulle Authority che deve ridisegnare i poteri e gli equilibri nei rapporti tra via Nazionale, la Consob e gli altri istituti di sorveglianza.

Il secondo argomento dovrebbe toccare le banche popolari che sono rimaste tra le ultime prede del risiko bancario e per le quali è attesa una riforma. Il Forex di Torino si concluderà alle 20,30 di sabato sera con una cena di gala dove sicuramente non mancheranno il banchiere Pietro Modiano e l'ingioiellata moglie-ministro, Barbara Pollastrini. Il programma non prevede nessuna passeggiata sotto i portici. E' obbligatorio rimuovere il ricordo di quella che segnò la fine del trio Fazio-Fiorani-Ricucci.

2 - VINCOLO LEVI: PER I CONTRIBUTI PUBBLICI ALL'ANSA IL GOVERNO SI RISERVEREBBE LA SCELTA DEL DIRETTORE
Ricky Levi, il sottosegretario di Prodi con la delega all'editoria, ha capito che è arrivato il momento di rimettere fuori la testa. Il 58enne giornalista di origine uruguaiana ha scontato per lunghi mesi i passi falsi che aveva compiuto l'anno scorso insieme a Gianni Letta per la battaglia della presidenza della Repubblica. A maggio aveva tentato di tirare la volata a Massimo D'Alema, ma di quella disastrosa operazione aveva portato a casa soltanto il soprannome beffardo di "esploratore". Dopo questa piccola Walterloo si è chiuso nel suo ufficio di Palazzo Chigi e si è leccato i baffi di fronte ai pasticci mediatici del portacroce Silvio Sircana. Il suo pensiero è andato più volte alla stanzetta che occupava a Bruxelles a Palace Braydel, dove studiava i dossier della Commissione europea e si illudeva di essere il perno della politica comunitaria.

Adesso sta lavorando sulla legge di riforma dell'editoria e si preoccupa di tranquillizzare il mondo dei giornali e delle agenzie di stampa. "Non esiste alcun taglio specifico sulle agenzie di stampa", ha detto Ricky l'esploratore che ieri è intervenuto durante l'Assemblea di Mediacoop. Da Palazzo Chigi però trapelano indiscrezioni che creano un po' di agitazione tra i giornalisti. Sembra infatti che nel disegno di legge di riforma presentato da Levi entro la fine di giugno sia previsto un vincolo molto delicato. Per i contributi pubblici all'Ansa il Governo si riserverebbe la scelta del direttore. E' ciò che avviene in Spagna e che ispira anche il governo francese.

3 - POVERI "VOLENTEROSI" ASSALITI DAI "VOGLIOSI" DELLA PRIMA REPUBBLICA
Pochi mesi prima di morire lo scrittore inglese Bruce Chatwin (idolo della cultura gay) scrisse un magnifico libro "Che ci faccio qui?". La stessa domanda se la sono posta ieri alcuni intellettuali come Alberto Alesina, Pietro Ichino, Fiorella Kostoris (ex-Padoa-Schioppa) e il grillo parlante Francesco Giavazzi. Nella prima assemblea che al teatro Angelicum di Milano ha riunito i Volenterosi, sono apparsi all'improvviso i "Vogliosi", personaggi di un'altra epoca come Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Giorgio La Malfa che hanno una gran voglia di Prima Repubblica.



E' bastata la loro presenza per buttare un'ombra equivoca sull'operazione costruita con entusiasmo infantile da Daniele Capezzone, Savino Pezzotta, Bruno Tabacci e Nicola Rossi. Il numero dei "Vogliosi" ha rischiato di superare quello dei Volenterosi, e nemmeno l'urlo di Capezzone che ha invocato una nuova marcia dei 40mila per rilanciare il riformismo silente del Governo, è riuscito a scaldare la platea. Solo Chicco Testa l'ha definita un'idea "bellissima, evocativa, kennediana". E mentre pronunciava queste parole Cirino Pomicino e Claudio Velardi ghignavano sotto i baffi.

4 - DE BENEDETTI VOLA CON UNICREDIT - ALAZRAKI VOLA CON BORAT
"Dietro di me c'è la finanza ebraica, la finanza cattolica si è squagliata". A pronunciare queste parole è stato ieri il finanziere Paolo Alazraki, uno degli 11 pretendenti all'acquisto di Alitalia. Parole ingenue e incaute che la dicono lunga sulla leggerezza di questo strano personaggio al limite del personaggio comico "Borat". E' davvero curioso il rilievo che alcuni organi di informazione danno al finanziere di Wonders&Dreams che da settimane lancia messaggi dietro i quali non si vedono soldi. Ieri sera (per la seconda volta in pochi giorni) è stato ospite del canale televisivo CNBC di Paolo Panerai, e ha ripetuto che è pronto ad attaccare Madrid e Parigi per affermare l'italianità di Alitalia: "offriremo sempre un euro in più di AirFrance - ha detto Alazraki - penso che i dati di Cimoli siano peggiori di quanto è stato detto, la mia è un'operazione di finanza etica e già vent'anni fa avevo fatto un progetto per l'Aga Khan. Alitalia deve uscire da SkyTeam e se questo costa 200 milioni, ne guadagno altri 800". Così parlò Alazraki, l'uomo di una finanza ebraica sconosciuta che non ha nulla a che vedere con quella di Goldman Sachs che fornisce le munizioni a Carletto De Benedetti. Quest'ultimo non ha mai fatto sparate sulla "finanza cattolica" e c'è qualcuno che lo ritiene capace di portarsi a casa l'Alitalia con l'aiuto dell'Unicredit di Alessandro Profumo. Non a caso il banchiere vicino a Prodi si è inserito all'ultimo momento nella lista degli 11 pretendenti.

5 - TUTTE LE ACROBAZIE DEL CIRQUE DU MARPIONNE: LA VACCA GRASSA NON E' L'AUTO
Suoni e luci, vip e veline con un magnifico contorno di trapezisti. E' questo lo spettacolo che questa sera inaugurerà a Roma il lancio della "Bravo", la nuova vettura della Fiat che porterà gloria e soldi alla Sacra Famiglia degli Agnelli. La Casa di Torino ha fatto le cose in grande e senza badare ai quattrini ha noleggiato gli acrobati del Cirque du Soleil per la gioia del generone romano. La nuova berlina spingerà il titolo Fiat vicino a quei 20 euro che JP Morgan ha indicato ieri come il prezzo giusto del titolo. Mentre Marpionne e Luchino si preparano a fare gli onori di casa, qualcuno ha già cominciato a fare le pulci ai conti della Fiat.

Dal comunicato di venerdì scorso si è appreso che la vacca grassa di Torino non è l'auto con 291 milioni di utili, bensì CNH e Iveco che di utili ne hanno portati l'anno scorso 737 e 546. Altri 183 li ha portati la Ferrari, mentre Maserati ne ha persi 33. Gli analisti più attenti sottolineano che 291 milioni di utile gestionale per Fiat Auto non sono gran cosa rispetto a 23,7 miliardi di ricavi (in pratica rappresentano l'1,2%). Insomma il Gruppo Fiat ha raggiunto traguardi brillanti, mentre sull'Auto c'è ancora da sfangare. Il "Sole 24 Ore" è stato l'unico giornale ad azzardare un'analisi tecnica e ha ricordato con pudore che le auto vendute sono risalite a 1,98 milioni, 300mila in più del 2005, ma 110mila in meno del 2001. Il Gruppo è il Gruppo, l'auto è l'auto. Le cose vanno bene, le perdite sono finite, la squadra dei manager funziona a meraviglia. Si aprano le danze perchè tutti gridino in coro a Sergio Marchionne: "Bravo!".

6 - AMMIRA CHE "VISTA"
New York è tappezzata di manifesti per il lancio del nuovo sistema operativo Vista di Bill Gates. All'aeroporto Kennedy è stato alzato un muro di televisori al plasma alto 76 metri per annunciare la novità di Microsoft. Anche in Italia l'offensiva dell'azienda di Seattle è partita alla grande e c'è un manager che è più felice di tutti. Si chiama Marco Comastri, grossetano di 47 anni, laureato in ingegneria meccanica all'università di Pisa. E' un uomo atletico che pratica la vela e parla con Bill Gates di giorno e di notte.

Ieri sera era radioso e davanti alle telecamere ha detto: "Vista è il frutto di un investimento di miliardi di dollari che consentiranno a un miliardo di persone di usare un nuovo sistema con semplicità. I bambini potranno entrare in rete, non si cambierà il pc, costa solo 150 euro e nel 2007 sarà utile ai 5 milioni di italiani che compreranno nuovi computer". Gode come un riccio il manager di Microsoft e martedì prossimo è pronto per una replica a Milano. Qui, nello spazio Sironi, i giornalisti sono stati convocati per le 11,30 per la conferenza stampa in cui Comastri, insieme ad Alberto Tripi di Almaviva e agli uomini di Unicredit Banca, presenterà un software rivoluzionario che è stato chiamato "Impresa Dinamica".


Dagospia 30 Gennaio 2007