ALITALIA SOSPESA IN BORSA, CRESCE TROPPO - WALL STREET MANDA A CASA 34 MILA PERSONE - STANGATA SU LUCE E GAS - IMPREGILO U.S.A. - L'ALFA DI MARPIONNE - PICCOLI MURDOCH CRESCONO (ELIZABETH) -ICAHN VS MOTOROLA.

1 - ALITALIA NON RIESCE AD APRIRE, RIALZO TEORICO +36%...
(Apcom)
- Il titolo Alitalia non riesce ancora a far prezzo a Piazza Affari. Le azioni della compagnia, sospese dall'inizio delle contrattazioni, segnano un rialzo teorico del 36% circa a 0,471 euro.
Oggi i sindacati incontrano l'ad di Air France Jean Cyril Spinetta. Possibile riduzione degli esuberi tra i piloti del cargo e novità per Atitech: queste alcune delle modifiche che i franco-olandesi metteranno sul tavolo della trattativa.

2 - IMPREGILO, MAXI COMMESSA IN USA DA 447 MILIONI DI DOLLARI.
(Apcom)
- Maxi commessa per Impregilo negli Stati Uniti dal valore di 447 milioni di dollari.
Impregilo si è aggiudicata la gara promossa dal Southern Nevada Water Authority per la realizzazione di un articolato sistema di prelievo e trasporto delle acque del Lake Mead - uno dei più grandi laghi artificiali degli Stati Uniti situato a circa 30 chilometri a sud-est della città di Las Vegas - per aumentare la fornitura di acqua per usi potabili e domestici dell'area urbana.
L'avvio dei lavori è previsto a breve e la loro ultimazione è attesa nella seconda metà del 2012.

3 - STANGATA SU LUCE E GAS.
Da "La Stampa" - Conto alla rovescia per l'aggiornamento delle tariffe dell'energia che potrebbero veder scattare una nuova stangata su luce e gas, a causa delle fiammate del greggio. Entro lunedì 31 marzo l'Authority per l'Energia renderà noto l'andamento delle tariffe nel trimestre aprile-giugno. Secondo Nomisma dal primo aprile il conto delle famiglie italiane potrebbe salire di quasi 60 euro su base annua: 17 euro in più per la luce (+3,9% il rincaro previsto) e circa 40 euro in più per il metano (+4,1%).

4 - MARCHIONNE CERCA ALLEATO PER PRODURRE ALFA NEGLI USA
(Apcom) - Fiat cerca un alleato negli Stati Uniti per la produzione di Alfa Romeo, nell'ambito di una strategia a tre livelli per tornare nel primo mercato mondiale dell'auto.
Oltre alla casa del Biscione, il gruppo conta di riportare negli Usa la divisione camion Iveco; infine, spiega l'amministratore delegato Segio Marchionne in un'intervista oggi in prima pagina sul Financial Times, oltre Atlantico sbarcherà anche la nuova 500, con cui si intende "replicare il successo della Mini" del gruppo Bmw.

Ma in primo piano c'è il ritorno delle Alfa, che sono state ritirate dal mercato americano nel 1995. Scatterà già dal prossimo anno, ma la chiave per renderlo efficace, secondo Marchionne, è la produzione in loco. "Ho sempre pensato che avremmo dovuto produrre in America", afferma: "non si può" produrre in Europa e sperare di vendere con profitto sul mercato degli Usa.

Dal prossimo anno Alfa distribuirà vetture negli Usa, in perdita fino a quando non si troverà un partner. "Possiamo sopportare le perdite iniziali, fin quando sappiamo che produrremo a sufficienza". Si conta di avviare la produzione tra il 2011 e il 2012. I possibili partner sono inevitabilmente le tre big di Detroit: General Motors, Ford e Chrysler. "Diamo per scontato che le conosciamo tutte - osserva Marchionne - e che di quando in quanto ci parliamo di varie possibilità".

Quanto a Iveco, per ora è stata accantonata l'idea di rilevare un produttore locale quale prima mossa per procedere al rilancio.
Si punta alla crescita organica sfruttando la rete americana di Case New Holland. Tuttavia Marchionne non esclude la possibilità di un'acquisizione in un secondo momento.

5 - FIAT, PIÙ INVESTIMENTI IN INDIA CON TATA.
Da "La Stampa"
- Fiat e Tata aumentano di 23,41 miliardi di rupie, poco più di 580 milioni di dollari, gli investimenti in India per incrementare la capacità produttiva del loro impianto di Ranjangaon, nello Stato del Maharashtra. Fino ad ora Fiat ha investito 16,79 miliardi di rupie nell'alleanza con gli indiani. L'obiettivo è di portare la produzione a 200 mila auto, 300 mila motori e 300 mila unità tra pezzi di ricambio ed accessori.

6 - ELIZABETH MURDOCH SI AGGIUDICA REVEILLE.
Da "Il Sole 24 Ore"
- Nuovi riassetti all'interno della famiglia Murdoch. Elisabeth Murdoch, 39 anni, la figlia maggiore di Rupert e proprietaria del gruppo Shine, ha appena raggiunto un accordo per rilevare per 125 milioni di dollari la società Reveille, produttrice di telefilm di successo come «Ugly Betty» e «The Office».
Secondo il New York Times, per la sua politica di espansione Elizabeth Murdoch può contare sia sul finanziamento di Sony (appena salita dal 14 al 20% di Shine), sia - soprattutto - sul bonus da 100 milioni di dollari in azioni NewsCorp distribuite dal padre a ciascuno dei figli.
«Sono incredibilmente privilegiata - ha detto Elizabeth - e ho avuto l'opportunità di imparare sulle orme di un maestro».

7 - ANTONVENETA, MPS E LA LEZIONE PONTELLO
Al. G. per "Il Sole 24 Ore" - Per il Monte Paschi, i rischi finanziari dell'operazione AntonVeneta sono ben noti al mercato. Lo erano anche al momento dell'annuncio dell'acquisizione, ma si sono aggravati con il deterioramento dei mercati che rende più oneroso il classamento dei bond e complica la cessione degli asset. Difficoltà superabili. Ma accanto a queste, che paiono le più immediate,ci sono anche rischi industriali.



L'Antonveneta è una banca che è stata creata e gestita per venti anni a immagine e somiglianza di Silvano Pontello, indiscusso numero uno del gruppo. Nel bene e nel male, la rete distributiva (anche quella di Bna) resta emanazione di quello stile manageriale. Si potrà discutere se quello stile sia migliore o peggiore dei moderni sistemi commerciali. È certo che la rivoluzione tentata dagli olandesi di Abn Amro, nei due anni in cui hanno avuto la gestione della banca, non ha avuto successo. E i risultati di bilancio lo dimostrano. Gestire il conto corrente di un artigiano di Montebelluna resta, evidentemente, mestiere diverso che farlo ad Amsterdam. A Siena faranno bene a imparare la lezione di Abn. Per poi fare il contrario.

8 - IL MANAGER SI VALUTA NEI PERIODI DI CRISI.
R. Fi per "Il Sole 24 Ore" - Guidare una società in modo vincente? Non è da tutti, verissimo, ma se l'economia galoppa e non ci sono grossi scossoni è difficile individuare il confine tra i meriti manageriali e la congiuntura favorevole. Tutt'altra cosa, invece, quando le cose girano per il verso sbagliato e compaiono cicloni stile quello dei mutui subrime. È in questo scenario - osserva Barron's - che le capacità manageriali si vedono e le scelte operate dai manager diventano decisive.

Perché se alcuni, come Angelo Mozilo, a.d. di Countrywide, e Dick Dulf di Lehman Brothers, non sono riusciti a gestire la crisi, c'è anche chi, come Warren Buffett e Steve Jobs che, nonostante il rischio recessione, sono riusciti a traghettare le proprie aziende in modo eccellente. Sulla base di queste considerazioni, l'analisi elaborata dal settimanale economico americano osserva come alcuni manager, fra quelli più o meno famosi, si sono dimostrati in grado di esaudire le aspettative degli azionisti. Della serie, la vera stoffa si vede quando ci sono «le capacità di saper cavalcare le onde» anche in periodi bui.

9 - ICAHN FA CAUSA A MOTOROLA.
Da "La Stampa" - Il miliardario Carl Icahn, azionista con il 6% di Motorola, va all'attacco del colosso Usa dei telefonini. Icahn ha, infatti, intenzione di avviare, presso la Corte dello Stato del Delaware, un'iniziativa legale per obbligare il gruppo a garantirgli l' accesso ai documenti sulle strategie nella telefonia mobile. Il motivo? Secondo Icahn «negli ultimi 12 mesi i comunicati e le previsioni del management di Motorola e del cda» sono risultati spesso errati. Il finanziere americano ha anche scritto agli azionisti di Motorola invitandoli a eleggere i candidati da lui proposti alla carica di consiglieri, in occasione dell'assembla annuale. Si tratta di Frank Biondi Jr., William R. Hambrecht, Lionel C. Kimerling e di Keith Mester.

10 - LO SCUDO DI GRONCHI CONTRO LE «ARMI» DI ZONIN.
C. Pas. per "Il Sole 24 Ore" - Solo Divo Gronchi, abile navigatore tra le burrasche bancarie, poteva riuscire nell'impresa di tenere a freno Gianni Zonin. E l'ha puntualmente fatto. Non che Zonin se ne dispiaccia,anzi, semmai ne fa un vanto personale e questo nuovo gioco della Banca Popolare di Vicenza con il presidente nel ruolo di punta avanzata e Gronchi in quello del mediano-regista sembra piacergli molto, tanto che ha portato il cda ad abbondare negli incarichi al neo consigliere delegato. Un gioco delle parti fondamentale per permettere al presidente di muoversi a tutto campo nell'esplorare nuove opportunità, avendo comunque alle spalle l'arcigno Gronchi pronto a rimarcare che la vera priorità per la banca e per il gruppo, oggi, è consolidarsi e ripristinare quelle che chiama le «munizioni». Il consigliere delegato serve come cuscinetto anche per evitare pericolosi attriti sul fronte locale dove Zonin, che da sempre si dice pronto ad acquistare una quota dell'Ente Fiera, rischiava di entrare in rotta di collisione nuovamente con gli Amenduni, che hanno Michele alla vicepresidenza proprio dell'Ente Fiera.

11 - LA PIOGGIA DELL'AMF SUL BAGNATO BOUTON.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Per i soci di Société Générale sembra quasi una beffa. Dopo avere perso 4,9 miliardi di euro a causa della mancata vigilanza interna sulle operazioni del trader «folle», Jerôme Kerviel, oggi subiscono una sanzione dall'autorità francese di vigilanza sui mercati le passate irregolarità della banca nell'adeguamento della governance interna ai rischi di insider trading. La sanzione è quasi simbolica (300mila euro) rispetto al salasso di Kerviel. Ma conferma le deficenze dell'istituto guidato da Daniel Bouton sul fronte della governance e dei controlli.

La multa chiude infatti un'inchiesta avviata a inizio 2004, in merito a massicce acquisizioni di azioni effettuate dall'hedge fund Amber, allora controllato dalla stessa SocGen. Secondo quanto accertato dall'Amf, il gruppo bancario non aveva efficacemente creato quelle che in gergo finanziario vengono chiamate "muraglie cinesi", ovvero separazioni tra le varie divisioni che rendano impossibile la circolazione di informazioni sensibili.

12 - IL CONSIGLIO DI ALLIANZ FA LE PROVE DI AUSTERITÀ.
B. R. per "Il Sole 24 Ore" - Allianz ha deciso di giocare la carta della trasparenza, sul fronte dei conti aziendali come su quello dei compensi ai manager. La società bavarese ha spiegato giovedì nel suo rapporto annuale che il proprio obiettivo di un aumento dei risultati operativi del 10% all'anno da qui al 2009 appare «molto più difficile» da raggiungere, causa l'andamento al ribasso dei mercati. Nel contempo, la compagnia assicurativa ha confermato la possibilità di nuove svalutazioni nel primo trimestre di quest'anno. Nulla di veramente nuovo rispetto alla conferenza stampa del 21 febbraio, tanto che il titolo nelle ultime sedute prima della pausa per le vacanze di Pasqua ha terminato le contrattazioni in progressi. Il momento in ogni caso è difficile, impone trasparenza. E un certo rispetto ed equilibrio: nel 2007 il totale dei compensi degli 11 membri del consiglio di gestione del primo gruppo assicurativo d'Europa è calato a 39 milioni di euro dai 41 milioni del 2006.

13 - CREDIT SSUISSE RIDUCE GLI STIPENDI E AUMENTA I MANAGER.
L. Te. per "Il Sole 24 Ore" - Anche i top manager del Credit Suisse hanno guadagnato meno nel 2007. La riduzione dei maxi stipendi non è forte come quella dei dirigenti della connazionale Ubs. Ma c'è. In media, i membri della direzione del Credit Suisse hanno incassato 12,5 milioni di franchi, un terzo in meno rispetto ai 19,1 del 2006. L'americano Brady Dougan, presidente della direzione, cioè ceo, ha avuto 22,3 milioni di franchi, di cui 3,4 milioni cash ed il resto in azioni. Il presidente del consiglio di amministrazione, lo svizzero Walter Kielholz, ha ricevuto 14,6 milioni (-9%), di cui 8,5 milioni cash. Gli altri dodici membri del cda hanno incassato nel complesso 25,4 milioni (-6%). La crisi legata ai mutui a rischio Usa ha colpito il Cs meno della Ubs. Ma lo ha colpito. A molti piccoli azionisti non è dispiaciuto vedere che anche per i maxi stipendi c'è stata una limatura. Almeno quello. Visto che i membri della direzione del Cs nel frattempo sono saliti dagli 8 del 2006 a 13 del 2007 e i costi complessivi da 153 a 162,1 milioni.

14 - WALL STREET MANDA A CASA 34 MILA PERSONE.
Da "La Stampa"
- Le società di Wall Street, colpite da perdite e svalutazioni legate alla crisi del mutui facili (subprime), hanno tagliato 20 mila posti di lavoro negli ultimi nove mesi e la debacle di Bear Stearns dovrebbe lasciare senza lavoro altre 14 mila persone. Così gli esuberi salirebbero a 34 mila. Si tratta del ridimensionamento più marcato dai tempi dello scoppio della bolla Internet nel 2001. Allora, furono eliminati 39.800 posti per poi arrivare a 90 mila esuberi nell'arco dei due anni successivi, secondo le cifre della Securities Industry and Financial Markets Association. Ora, colossi finanziari come Citigroup, Lehman Brothers e Morgan Stanley sono fra le banche che hanno annunciato riduzioni di organico (rispettivamente i tagli sono di 6.200 unità, 4.990 e 2.940). Il crollo del mercato dei mutui ipotecari ad alto rischio negli Usa e la conseguente crisi del credito hanno determinato perdite e svalutazioni per almeno 200 miliardi di dollari fra i maggiori istituti finanziari del mondo.


Dagospia 25 Marzo 2008