CARA GELMINI, LE SOLITE IDEE NON BASTANO PIÙ, AGISCA (ALMENO LA RESPONSABILE DELL'ERRORE MONTALE È STATA BOCCIATA) - CARO ROSSELLA, DOPO SENZA CRAVATTA TOCCA AL SENZA MUTANDE? - IL BAGNINO "IMBABOLATO".

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Caro Dago, Rossella ha ripudiato la cravatta, fatto salvo, dio ne scampi, al Club di Piccadilly, dove non lo farebbero mai entrare senza l'ormai soffocante orpello. E' come ad Ascot, senza mutande niente da fare. A lunedì Mgm

1 - MINISTRO GELMINI, LE SOLITE IDEE NON BASTANO PIU'.
Da L'Occidentale.it, letto e sottoscritto. "Trovatemi qualcuno che sostenga di essere contro il merito, contro l'autonomia e contro la necessità della valutazione. Che si dica a favore della politicizzazione delle assunzioni dei docenti. Che sostenga di non volere agevolare gli studenti indigenti, i fuori sede e i giovani ricercatori. Che non desideri il ritorno dei cervelli italiani esportati all'estero, impedisca l'arrivo di docenti stranieri o sia per principio contrario ai docenti "che non provengano strettamente dal mondo accademico" (nonostante quest'ultima apertura abbia prodotto soprattutto effetti negativi). Chi è che non auspichi la diminuzione delle discipline, dei corsi di laurea, e dei settori scientifico-disciplinari?

A mia memoria, non c'è stato ministro responsabile dell'università che non abbia detto e ripetuto tutte queste stesse cose - salvo poi non riuscire a metterne in pratica nemmeno una o addirittura a distruggere quel poco di buono che nonostante tutto continuava a sopravvivere (vedi la riforma Zecchino-Berlinguer). La stessa idea dell'università come "area di parcheggio", ripresa dal ministro Gelmini, risale almeno alle lotte contro il disegno di legge 2314 allora proposto dal ministro democristiano Luigi Gui nel 1967.

Avevamo molto apprezzato il fatto che il ministro Gelmini, con quel pragmatismo e quella pacatezza che avevamo imparato a ben conoscere in campagna elettorale, si fosse presa un po' di tempo per studiare i dossier del suo ministero prima di fare dichiarazioni pubbliche circa le sue linee guida nella conduzione della scuola, dell'università e della ricerca. Ma se sulla scuola qualcosa di nuovo lo abbiamo poi sentito, la sua ricetta per l'università sa ancora tanto di vecchia burocrazia e tecnocrazia ministeriale, e presenta ben poco di quel capovolgimenti del sistema che si saremmo aspettati da lei.

Dov'è, per esempio, l'abolizione del valore legale dei titoli di studio? Si ha un bel parlare di autonomia universitaria e di competizione tra le sedi, ma finché i titoli che producono restano uguali di fronte alla legge, l'incentivo a produrre merito crolla verticalmente.

Dov'è, per esempio, l'abolizione della stessa idea di concorso pubblico, un feticcio che Francesco Giavazzi ha recentemente proposto di abolire addirittura nella scuola pubblica su un quotidiano da establishment quale il Corriere della Sera. Ci siamo dimenticati dei concorsi baronali (e delle assunzioni non certo per merito) dell'università di tutto il dopoguerra, quando i concorsi erano nazionali e si svolgevano soltanto a Roma? O le vere e proprie campagne elettorali che si svolgevano a livello nazionale per eleggere i membri delle commissioni? O il peso fortissimo dei gruppi di potere romani (sì, romani, ministro Gelmini) che controllavano quei concorsi? Ora sembra che tutta la colpa del disastro ricada sul fatto che i concorsi avvengono (almeno in parte) in sede locale, e la cooptazione prevalga sul merito, laddove è proprio attraverso la cooptazione che funziona, per esempio, il sistema di assunzioni che porta alle università migliori del mondo, quelle nordamericane.

Dov'è, per esempio, quell'obiettivo strategico che ci saremmo aspettati dalla storia politica del ministro Gelmini, vale a dire, in prospettiva, la stessa abolizione proprio del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica, o quantomeno la sua riduzione a una mera funzione di coordinamento (ma non di indirizzo etico-politico).



A conti fatti, ci sembra, quella maggiore autonomia universitaria che tutti auspicano (includendo nel disegno autonomistico anche i centri di ricerca, in primis il Consilio Nazionale delle Ricerche) comporta, automaticamente, minore ingerenza ministeriale a tutti i livelli -- di indirizzo scientifico, di autogoverno e di controllo sulle risorse.

Dov'è, per esempio, alla voce finanziamento degli studenti, l'indicazione che l'unico vero criterio di aiuto è il merito del candidato, indipendentemente dal suo status sociale, dal reddito della famiglia o dal luogo di residenza? Dopo i diciotto anni, perché legare alla famiglia di provenienza il destino di un maggiorenne studente (ma anche dottorando, post-doc, ricercatore, etc.), che deve invece essere considerato un adulto autonomo a tutti gli effetti, e non essere favorito o sfavorito in base alla provenienza di genitori sulla cui storia non ha e non può avere alcun controllo? L'affirmative action sociale a cui probabilmente si ispira il ministro Gelmini (ma a cui si ispirava anche l'ex ministro Mussi) va lasciata alla valutazione della singola università o del singolo centro di ricerca (o anche delle autorità locali), e non va certo imposta dall'alto secondo griglie astratte ed eticamente indirizzate.

2 - MATURITA', LA RESPONSABILE E' GIA' STATA BOCCIATA.
Dopo gli errori riscontrati nelle prova di maturità di quest'anno, il Ministero dell'Istruzione ha nominato oggi un nuovo presidente della struttura incaricata di elaborare i testi degli esami di stato e ha aperto un'indagine per accertare le responsabilità di quanto accaduto. Lo riferisce una nota del ministero dell'Istruzione. "Contestualmente alla nomina del nuovo presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato, il professor Luciano Favini, il Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca sta accertando le responsabilità dei dirigenti preposti all'elaborazione delle tracce d'esame al fine di adottare le opportune sanzioni", si legge nel comunicato.

Il nuovo dirigente sostituirà Caterina Petruzzi, sollevata dall'incarico ieri a seguito dell'identificazione di un errore nelle tracce del tema di italiano in cui si attribuiva al poeta Eugenio Montale di aver dedicato un'opera a una donna quando era invece dedicata ad un uomo.
Anche ieri, secondo quanto riferito dai media, si sarebbero riscontrati nuovi errori nel secondo giorno di esame: omissioni e inesattezze sarebbero stato trovate sia nella versione di greco per i licei classici, che nella prova di inglese per gli istituti turistici.

3 - IL COLOSSEO È COME IL GUGGENHEIM, È COME IL FLATIRON..
In epoca di dibattiti sulle opere nuove che non si possono fare nelle città molto antiche, leggetevi questa classifica da un indagine mondiale che ha deciso i venti capolavori del mondo. Vedrete che il nuovo e il vecchio si mescolano tranquillamente nei gusti e nelle preferenze.

L'Opera House di Sydney, Australia. La Basilica di San Marco, Venezia, Italia.
Il Flatiron Building, New York. Krak des Chevaliers, Homs, Siria. The Bodleian Library, Oxford. Haghia Sophia, Istanbul, Turchia. Il Museo Guggenheim, Bilbao
Mehrangarh Fort, Jodhpur, India. Houses of Parliament, Londra, Regno Unito.
Catedral Metropolitana, Messico City, Messico.Il Centre Pompidou, Parigi, Francia.
La Sagrada Familia, Barcellona, Spagna.Il Partenone, Atene, Grecia.La Torre Umeda Sky, Osaka, Giappone. Il Colosseo, Roma, Italia. Angkor Wat, Cambogia. Burj Al Arab, Dubai. Transamerica Building, San Francisco. La Moschea di Hassan II, Casablanca, Marocco. Taj Mahal, Agra, India.

4 - MEGLIO LA BAMBOLA, NO?...
Un bagnino ligure e' stato multato per essersi allontanato dal posto di guardia lasciando in sua vece una bambola gonfiabile. E' accaduto in uno stabilimento balneare di Imperia. La Capitaneria di Porto, durante una serie di controlli lungo le spiagge della provincia, ha visitato la postazione di guardia e trovato la bambola, con tanto di maglietta rossa e fischietto in bocca, seduta su una sedia sotto l'ombrellone. Di li' a poco il vero bagnino e' stato rintracciato e multato.



Dagospia 20 Giugno 2008