MORO PER SEMPRE - "PIAZZA DELLE 5 LUNE" VISTO E RECENSITO DA GIOVANNI FASANELLA E DA UN LETTORE: TUTTA CIA, NIENTE KGB.
Riceviamo e pubblichiamo:
RECENSIONE N°1
Caro Dagospia,
la sera di venerdì 9 maggio, in Piazza del Campo, a Siena, c'erano almeno 10 mila persone ad assistere all'anteprima mondiale di Piazza delle Cinque Lune, il film che Renzo Martinelli ha dedicato al caso Moro. Se è successo, vuol dire che il tema continua ad appassionare e che la vicenda, almeno nella coscienza dell'opinione pubblica, è ancora aperta.
Il film, nel complesso, è bello, anche se non privo di difetti. Rosario (Donald Sutherland) è un magistrato senese a un passo dalla pensione. Proprio il giorno in cui sta per lasciare la magistratura, un ex brigatista rosso gli fa avere un super8 con le immagini scioccanti del sequestro compiuto 25 anni prima in via Fani, a Roma: provano che all'azione parteciparono anche terroristi mai identificati, smentendo tutte le ricostruzioni ufficiali. Mosso anche dall'umano desiderio di riscattare una carriera senza infamia e senza lodi, Rosario decide di riaprire il caso, avvalendosi del contributo della sua ex aiutante (Stefania Rocca) e della sua ex guardia del corpo (Giancarlo Giannini). E partendo proprio dalle incongruenze delle versioni ufficiali, alla fine della sua inchiesta Rosario si troverà di fronte a una realtà sconvolgente: le Brigate Rosse erano eterodirette dalla Cia, che ideò il sequestro Moro per bloccare il compromesso storico...
La trama è avvincente. Anche se a tratti, l'ansia di dare informazioni rende i dialoghi didascalici e spezza il ritmo del racconto. L'altro difetto del film, solo in parte attenuato da qualche richiamo alla logica di Yalta (Moro era malvisto sia a Ovest che a Est), è che l'inchiesta del giudice Rosario marcia in una sola direzione, evitando accuratamente di approfondire i legami -che pure sono documentati-tra le Br e i servizi segreti dei paesi ex comunisti. E' un vero peccato. Piazza delle Cinque Lune, caro Dagospia, è comunque un film da vedere e su cui discutere. E magari anche polemizzare. E' meglio, è molto meglio della palude.
A presto
Giovanni Fasanella
RECENSIONE N°2
Salve 'Dagospia',
ti scrivo poche ore dopo aver visto l'anteprima nazionale del film sul rapimento di Aldo Moro "Piazza delle 5 lune", anche in considerazione del fatto che (grazie al cielo) pubblicate spesso news, scoop, lettere e quant'altro in merito a quello scottante argomento...
Da studioso dell'argomento (ma poco esperto di cinema...) posso dire che la fotografia è veramente molto bella, gli attori (Giannini su tutti) decisamente bravi, buona la colona sonora, compresa la canzone di chiusura, scritta ed interpretata da quello che 25 anni fa era il "piccolo Luca" citato con così tanto affetto nelle lettere dalla 'prigione del popolo'.
Per quanto riguarda la ricostruzione dei misteri inerenti i 55 giorni del rapimento Moro ovviamente ci sarebbe molto da dire.
Ovviamente per ricostruire al meglio certe scene si è lasciato spazio a qualche imprecisione, per esempio il Colonnello Gugliemi del servizio segreto militare (nonché 'gladiatore') non era (come si vede nel film) in Via Fani durante l'agguato bensì in Via Stresa... il chè ovviamente non cambia la sostanza dei fatti, cioè che un colonnello dei servizi segreti era quella mattina a 2 passi dal luogo della strage e nonostante ci fosse un finimondo di proiettili degno di un film western, egli -secondo la sua testimonianza- non sentì nulla di ciò che avveniva ne tanto meno poté intervenire magari solo per guardare cosa stesse accadendo. E ricordo che il particolare più inquietante è che il Guglielmi non era un gladiatore qualsiasi, bensì colui che nel campo di addestramento sardo di Capo Marragiu si occupava dell'addestramento delle truppe per le azioni di comando...
Comunque, al di là dell'imprecisione, la ricostruzione dell'agguato è piuttosto buona, ivi compresa la (secondo me) veritiera teoria del killer esterno alle Br che aiutò il gruppo e che sparò buona parte dei 91 colpi esplosi dai terroristi risolvendo le situazioni più complesse dell'azione militare. Ci sarebbero stati da aggiungere alla sceneggiatura altri interessanti 'misteri' insoluti, ma capisco che un film ha dei tempi da rispettare...
Per il resto il regista ha infatti costruito una sceneggiatura che ricalca in tutto e per tutto le teorie e gli scritti dell'ex Sen. Flamigni (anch'egli presente in prima fila in Piazza del Campo), dunque un'accusa piuttosto diretta nei confronti della CIA, della P2, e dell'anomalo Mario Moretti (così viene definito nel film), che in buona sostanza altro non sarebbe che un agente infiltrato nelle Br. Nulla, ma proprio nulla sul ruolo del Kgb (riemerso anche di recente in commissione Mitrokin), del Mossad, dei servizi cecoslovacchi; nulla sulle trattative tra i brigatisti e chi voleva mettere le mani sul "Memoriale" (prima) e sull'Onorevole Moro (poi...) nè -ovviamente- sui 'misteriosi intermediari' (vedi libro di Rocca e Fasanella).
Il film appare forse un pò sbilanciato verso una certa teoria del complotto ordito dalla CIA, mentre ignora il fatto (emerso grazie al Dossier Mitrokin anche durante i lavori della Commissione Pellegrino) che a costruire ed indirizzare la colpa verso la CIA fu proprio un lavoro del Kgb, servizio molto efficace nell'arte della disinformazione.
Nel complesso però (benchè ai non addetti ai lavori possa sembrare forse un pò pesante vista la mole e la complessità degli avvenimenti...) è decisamente un buon film, da vedere e consigliare agli amici.
Soprattutto mi auguro che la sua uscita serva ad innescare quel 'mare di polemiche', di smentite e di querele (uno sport squisitamente italiano...) utile però al mantenimento dell'attenzione sull'argomento... anche perchè, a mio avviso, non si potrà parlare seriamente di 'seconda repubblica' fino a quando esisterà quell'oceano di segreti, sospetti, ombre che circonda la vecchia 'prima repubblica'.
saluti
Roberto
Dagospia.com 13 Maggio 2003