GORE L'AMLETICO - CANDIDARSI O NON CANDIDARSI? L'EX VICE DI CLINTON TIENE SULLE SPINE GLI ALTRI CANDIDATI DEMOCRATICI: PARLA AI PACIFISTI E RUBA LA TRIBUNA A DEAN.
Torna a far parlare di sé l'ex vice presidente americano Al Gore. Dopo aver deciso di restare fuori dalla corsa per la presidenza, continua a far circolare voci più o meno insistenti, che lo vedrebbero rientrare in pista all'ultimo minuto.
L'ultima in ordine di tempo è quella segnalata dal New York Post di oggi, secondo il quale Gore avrebbe espressamente chiesto al movimento pacifista MoveOn di poter parlare ai suoi membri alla New York University.
È la prima volta che Gore decide di intervenire sulla guerra all'Iraq (l'organizzazione che lo ospita non lascia dubbi sul fatto che questo sarà il tema del discorso), e tutto questo mentre il candidato impossibile dei democratici, il "troppo a sinistra" Howard Dean, si avvicina sempre più a vincere le primarie, forte dell'odio degli elettori democratici (che in maggioranza scelgono il candidato) nei confronti di Bush.
E allora sono in molti a chiedersi a che gioco stia giocando Gore, che non smentisce e non conferma, ma ottiene di certo il risultato di complicare la vita ai candidati del suo partito, che già hanno non poche difficoltà a farsi conoscere dagli elettori.
Non è un caso che il Sen. Joe Lieberman, che sarebbe stato il vice di Gore in caso di vittoria nel 2000, aveva deciso di restare fuori dalla gara se Gore avesse deciso di ripresentarsi; ma ora, non teme di affermare senza nascondere un velo d'irritazione, che è certo che Al se ne starà a casa, mentre lui giocherà fino in fondo le sue carte.
Dagospia.com 5 Agosto 2003
L'ultima in ordine di tempo è quella segnalata dal New York Post di oggi, secondo il quale Gore avrebbe espressamente chiesto al movimento pacifista MoveOn di poter parlare ai suoi membri alla New York University.
È la prima volta che Gore decide di intervenire sulla guerra all'Iraq (l'organizzazione che lo ospita non lascia dubbi sul fatto che questo sarà il tema del discorso), e tutto questo mentre il candidato impossibile dei democratici, il "troppo a sinistra" Howard Dean, si avvicina sempre più a vincere le primarie, forte dell'odio degli elettori democratici (che in maggioranza scelgono il candidato) nei confronti di Bush.
E allora sono in molti a chiedersi a che gioco stia giocando Gore, che non smentisce e non conferma, ma ottiene di certo il risultato di complicare la vita ai candidati del suo partito, che già hanno non poche difficoltà a farsi conoscere dagli elettori.
Non è un caso che il Sen. Joe Lieberman, che sarebbe stato il vice di Gore in caso di vittoria nel 2000, aveva deciso di restare fuori dalla gara se Gore avesse deciso di ripresentarsi; ma ora, non teme di affermare senza nascondere un velo d'irritazione, che è certo che Al se ne starà a casa, mentre lui giocherà fino in fondo le sue carte.
Dagospia.com 5 Agosto 2003