luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

A SIENA È GUERRA APERTA – IL CDA DI MPS HA DECISO IL LICENZIAMENTO “PER GIUSTA CAUSA” DELL’EX AD, LUIGI LOVAGLIO, ACCUSATO DI AVERE ROTTO IL “RAPPORTO FIDUCIARIO” CON LA BANCA E DI ESSERE IN CONFLITTO D’INTERESSE DOPO L’INGRESSO NELLA LISTA RIVALE DI PLT HOLDING, CHE IL 15 APRILE CONTENDERÀ A QUELLA DEL CDA LA MAGGIORANZA DEI 15 POSTI AL RINNOVO DEL VERTICE SENESE – NELLA BATTAGLIA PER IL MONTE, SARÀ DECISIVO IL PRIMO AZIONISTA DELFIN, CHE PARTECIPERÀ ALL’ASSEMBLEA CON L’INTERA QUOTA DEL 17,5%: QUALORA CONVERGESSE SU LOVAGLIO (STIMATO DA MILLERI), SI RIAPRIREBBERO I GIOCHI. PIÙ PROBABILE L’ASTENSIONE – IL CANDIDATO FABRIZIO PALERMO CERCA IL VOTO DEI FONDI

1. MONTEPASCHI LICENZIA LOVAGLIO “VIOLATA LA FIDUCIA CON LA BANCA”

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”

 

luigi lovaglio

Il consiglio d'amministrazione del Monte dei Paschi di Siena ha deciso il licenziamento dell'ex amministratore delegato Luigi Lovaglio. Lo scorso 25 marzo il banchiere era stato sospeso del ruolo di direttore generale dopo che il cda gli aveva tolto tutte le deleghe operativa […]

 

Il nodo centrale, contestato dal board a Lovaglio e supportato dalle indicazioni legali, è che la sua candidatura nella lista presentata da Plt Holding della famiglia Tortora contro quella del cda incide sul «rapporto fiduciario» con la banca e «legittima il cessare di tale rapporto».

 

FRANCESCO MILLERI

In pratica, nonostante sia stata considerata legittima la scelta di candidarsi alla guida del Monte, il consiglio ritiene che Lovaglio avrebbe dovuto allontanarsi volontariamente dalla guida della banca rinunciando anche all'incarico dirigenziale.

 

Inoltre, per il cda si profilerebbero temi di «conflitto d'interessi, lealtà e trasparenza». A maggior ragione dopo che Lovaglio aveva partecipato alla Morgan Stanley Conference di Londra dove ha incontrato fondi istituzionali - sondando anche l'interesse a sostenere la lista Tortora.

 

fabrizio palermo foto di bacco

Il cda era convinto che il banchiere si sarebbe dimesso dalla carica di direttore generale che ricopriva dal febbraio 2022 dopo esser stato sospeso, ma Lovaglio […]  non ha ceduto di un centimetro.

 

Motivo per cui ieri sera il consiglio d'amministrazione della banca in «seguito e in conseguenza della revoca delle deleghe ha proceduto alla risoluzione unilaterale per giusta causa del rapporto di lavoro con Luigi Lovaglio nella sua qualità di direttore generale». Facile immaginare che lo scontro tra il banchiere e il cda prosegua nelle aule tribunale sulla legittimità del provvedimento.

 

Intanto è iniziato il conto alla rovescia per l'assemblea del 15 aprile dove la lista del Cda con la candidatura di Nicola Maione a presidente e Fabrizio Palermo ad amministratore delegato parte in vantaggio rispetto a quella di Plt Holding che indica Cesare Bisoni alla presidenza e Lovaglio come ceo. La terza lista è quella di minoranza delle Sgr e i fondi di Assogestioni.

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

In un'intervista a Milano Finanza Pierluigi Tortora si detto convinto di avere il consenso del 20-22% del capitale, ma senza il sostegno di Delfin l'obiettivo sembra difficilmente raggiungibile. La finanziaria della famiglia Del Vecchio, primo azionista del Monte con il 17,5% del capitale, ha depositato le proprie azioni, ma sembra orientato verso l'astensione.

 

Anche alla luce dell'inchiesta della procura di Milano sul presunto concerto tra Delfin e Caltagirone con il supporto di Lovaglio nella scalata a Mediobanca.

 

francesco gaetano caltagirone

L'affluenza dovrebbe essere vicina al 70-72%, ma se Delfin confermasse l'astensione per vincere servirebbe l'appoggio del 27% circa del capitale. E secondo quanto emerge dagli incontri con i soci, la lista del cda potrebbe contare sul sostegno iniziale del 20-22% degli azionisti.

 

Al probabile appoggio dell'imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone (secondo azionisti con l'11,45%) si aggiungerebbe l'1,4% di Benetton e l'1% dei fondi Mediolanum. Ci sarebbero poi le casse di previdenza che complessivamente arrivano intorno all'1,5% a cui sarebbero pronte ad aggregarsi altre casse e fondi più piccoli per un complessivo 5 per cento. [...]

 

2. MONTE PASCHI LICENZIA LOVAGLIO. E PALERMO CERCA IL VOTO DEI FONDI

Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

[…] Lovaglio resta consigliere fino al 15, quando sfiderà Fabrizio Palermo in un’assemblea dove l’affluenza potrebbe salire al 70%, per la scelta del primo socio Delfin (17,5%) di depositare i titoli.

 

Lovaglio ha sempre contato sul sostegno di Francesco Milleri, patron della holding Del Vecchio, con cui c’è stima: ma l’opzione più probabile a oggi per Delfin sembra l’astensione sulle liste, per poi partecipare al secondo voto sui singoli nomi e influire sulla composizione del futuro cda.

 

FABRIZIO PALERMO

Intanto inizia ad emergere la strategia del candidato Palermo, che da giorni - con il presidente Nicola Maione - incontra gli investitori, in un road show organizzato da Equita. Martedì scorso hanno visto a Milano il Comitato dei gestori (Assogestioni).

 

Segue una ricostruzione da fonti che Repubblica ritiene attendibili. Palermo avrebbe detto che, se eletto, lascerà con la guida di Acea anche il posto di consigliere in Generali, ritenuto non compatibile Ha poi parlato del piano Mps 2026-2030 (presentato da Lovaglio), dando una certa impronta sull’esigenza che Mediobanca rimanga indipendente, vista la sua cultura aziendale molto diversa da Mps.

 

francesco gaetano caltagirone - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI PER IL FATTO QUOTIDIANO

Qui Palermo avrebbe citato l’esempio di Banca Imi, rilevata e poi inglobata da Intesa Sanpaolo, penalizzando lo storico marchio. Per l’ex di Cdp, al di là del fatto che Mediobanca resti quotata, conterebbe che preservi un certo grado di autonomia, legale e gestionale.

 

Ancora più marcata la sfumatura su Generali, dove il piano Mps è più vago: ma è noto che Lovaglio vede il 13,2% dell’assicuratore come una riserva di valore (7 miliardi in Borsa) per sviluppare il business bancario.

 

Palermo, sul tema, avrebbe confermato che la quota, per l’apporto all’utile di Mediobanca e per il valore strategico, andrà gestita nell’ottica della migliore allocazione del capitale.

 

Ma non ha nascosto che un nuovo accordo per vendere polizze del Leone agli sportelli Mps (nel 2027 a Siena scade l’intesa con Axa e non sarà rinnovata) possa creare un valore potenzialmente rilevante; e che lo status di primo socio a Trieste possa aiutare a vincere la concorrenza.

fabrizio palermo (2)

Il candidato avrebbe infine respinto le accuse di essere troppo vicino all’azionista Caltagirone (11,5%), che lo immise nel cda Generali, replicando che parla il suo curriculum, e che Caltagirone, conosciuto in Acea, è un azionista non invasivo e interessato ai risultati.

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