DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAI, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI! I “MARANZA” SONO FREGATI, LE PIAZZE TORNERANNO PACIFICHE! OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: IL NOME DI SIHER ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, E LA SENSAZIONE È CHE SIA STATO TIRATO FUORI DI PROPOSITO COME CAPRONE ESPIATORIO PER ALIMENTARE LA NARRAZIONE DI “ASSEDIO” CHE FA COMODO ALLA DUCETTA (COME SUCCESSO CON LE PROTESTE DEI TIR AL SUD “NASCOSTE” PER DARE SPAZIO ALLE VETRINE SPACCATE DAI TEPPISTELLI DI SECONDA GENERAZIONE) – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”
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Fermi tutti: con il fermo del 30enne Youssef Siher è tutto finito! Dimenticate le scene di caos del 17-18 ottobre, l’Italia è di nuovo in pace. È questa la realtà per chi si informa nei tiggì Rai o legge i giornaloni pro-Governo. Ma è davvero così? Manco per niente.
C’è qualcosa di molto opaco dietro la vicenda del ricercatore-giornalista pro-pal fermato ieri alla vigilia delle manifestazioni contro il riarmo e per il caro-vita in tutta Italia. Qualcosa che “puzza”. Non è un caso che a dare l’anticipazione esclusiva dell’identificazione e del fermo sia stato il Tg1 di Gian Marco Chiocci.
milano manifestazione 24 ottobre 2026 foto lapresse 4
La sensazione è che sia stata l’ennesima trovata per eccitare il consenso trovando un caprone espiatorio perfetto. Negli articoli degli “esperti” di intelligence, oggi, si sottolinea come Siher sia noto ai servizi da anni: veniva monitorato dal 2014, quando aveva fondato l’organizzazione “alba nascente” e iniziato a propagandare teorie islamiste e vicine ai fondamentalisti di “Hamas”.
Pensare che sia tutto risolto con il fermo del “capo dei maranza” è ovviamente una stronzata: le proteste che stanno dilagando in Italia non hanno una regia politica, né un’ideologia precisa. Ci sono i “maranza” milanesi interessati solo alle felpe e alle sneakers, i collettivi universitari romani, i sindacati, i “professionisti della piazza” di Bologna, ma anche tanti giovani “comuni”.
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse3
Senza considerare che se davvero Siher era monitorato, e fosse lui il “regista” del caos della scorsa settimana, si tratterebbe di un fallimento evidente dell’intelligence. Invece che trovare l’organizzatore delle piazze e portarlo in questura dopo, avrebbero dovuto prevenire, per evitare le violenze, gli assalti e la trasformazione di Milano in uno scenario di guerra. L’Italia ha un governo di destra, tutto “ordine e sicurezza”, da quattro anni: è mai possibile che ogni settimana i cittadini debbano vivere nel terrore di finire tra le sassaiole?
Ai malfidati come noi sembra tutto uno specchietto per gli allocconi: come la protesta al sud, “nascosta” dai tiggì e dai media tradizionali per dare spazio alle vetrine spaccate di Milano, anche la vicenda Siher sa tanto di operazione studiata a tavolino. E nel frattempo, invece che incastrare la Ducetta col vizio del manganello, la sinistra riunisce i correntoni, discute di poltrone e soldi e si spacca sull’Ucraina. Bravi!
post instagram di youssef siher
NON È SOLO QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO LA VERA SFIDA È SANARE LA CRISI SOCIALE
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”
Era abbastanza scontato che dopo il week end di guerriglia di sabato e domenica scorsi, il bilancio della giornata di ieri, malgrado tensioni e anche scontri, con feriti, tra manifestanti e forze dell'ordine registrati a Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, e malgrado le centinaia di fermi, sarebbe stato, complessivamente, meno pesante. Meglio così. E d'altra parte, sfidare l'eccezionale servizio d'ordine messo a punto dal Viminale e dalla Difesa, con poliziotti, carabinieri e soldati delle Forze Armate schierati fianco a fianco, avrebbe significato per il "Movimento 17 Ottobre" un suicidio, non solo politico, ma dei militanti.
GIORGIA MELONI VIDEO SU DECRETO SUI CAMIONISTI
[...] Dopo un breve periodo di stordimento il governo aveva annunciato che l'unica cura, contro questi ragazzi violenti, non poteva che essere il bastone e il carcere. Ma basterà? E qui si apre il secondo corno della questione, non soltanto perché il Presidente della Repubblica ha invitato a un'attenta analisi di quel che sta accadendo.
La sensazione è che possa non bastare ciò che è stato deciso con l'ottavo decreto sicurezza - beninteso, subito firmato da Mattarella, seppure dopo qualche correzione, perché si tratta di una legittima scelta politica del centrodestra.
È impossibile ripetere ogni sabato e domenica una mobilitazione di forze dell'ordine e soldati come quella di ieri.
Sarebbe una sorta di militarizzazione del Paese, che, pur mirata a diffondere un maggiore senso di sicurezza, specialmente in quartieri di città disavvezzi da tempo alla violenza paraterroristica (vedi Milano), alla fine cambierebbe il volto dell'Italia [...] . Per intendersi, una copertura come quella organizzata ieri non si ebbe in modo continuativo neppure ai tempi del terrorismo, quando appunto la lotta contro organizzazioni come le Brigate rosse [...].
In questo caso l'insidia è diversa: non c'è nessuno di questi giovani, a quel che sembra dalle prime indagini, che pensi di fare o rifare la rivoluzione. Nel caso delle seconde generazioni, vogliono semplicemente costruirsi una vita migliore di quella dei loro padri e madri immigrati, che si spaccano la schiena perché spesso, troppo spesso, hanno accettato condizioni di sfruttamento indegne dell'Italia.
[...] E allora, se non vogliamo ritrovarci, nel giro di qualche anno, come la Francia con le sue periferie ingovernabili, che anche in questo sabato ha vissuto la sua giornata di follia, bisogna che accanto alla macchina dell'ordine pubblico, la quale, va detto, nell'insieme ha funzionato, se ne muova un'altra, come chiamarla?, capace di intervenire nella società per affrontare la grande crisi sociale cresciuta negli ultimi tempi, i cui sintomi sono ormai diventati preoccupanti.
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 10 foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 6 foto lapresse
YOUSSEF SIHER
milano manifestazione 24 ottobre 2026 foto lapresse 1
assalto alla libreria feltrinelli TORINO
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse2
Siher Youssef
manifestante brucia foto di giorgia meloni torino 1
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse1
YOUSSEF SIHER

