penati fondo atlante

COME, DOVE, E PERCHÉ È NATO IL FONDO ATLANTE, L'ULTIMA SPIAGGIA PER LE SBANCATE BANCHE VENETE, E UNICA SPERANZA PER GLI ALTRI DI SMOLLARE UN PO' DI CREDITI MARCI SENZA SUBIRE IL RICATTO DEI FONDI LOCUSTA

Marco Panara per “Affari & Finanza - la Repubblica

 

il prospetto del fondo atlante pubblicato dal messaggero  2il prospetto del fondo atlante pubblicato dal messaggero 2

Hanno cominciato a lavorarci a fine febbraio, nel pieno della bufera che ogni giorno di Borsa aperta tagliava i prezzi delle azioni delle banche. Quando le capitalizzazioni di mercato degli istituti sono scese sotto il 40 per cento dei mezzi propri è diventato chiaro anche a Roma quello che a Milano era sotto gli occhi di tutti, ovvero che gli aumenti di capitale e le quotazioni a Piazza Affari di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca non stavano più in piedi.

 

A quel punto Palazzo Chigi, Mef e Banca d' Italia hanno chiamato i vertici della Cdp e delle principali banche italiane chiedendo loro di mettersi al lavoro per trovare una soluzione. Con un paletto: i soldi dovevano essere privati, altrimenti Bruxelles avrebbe bloccato tutto. Dopo un mese e poco più di frenetiche riunioni è nato Atlante, il fondo gestito da Quaestio sgr, che in queste ore sta raccogliendo le adesioni degli investitori per coprire la dotazione minima di 4 miliardi ma che dovrebbe arrivare a 5 e forse avvicinarsi a 6.

 

L' INIZIO

il prospetto del fondo atlante pubblicato dal messaggero  1il prospetto del fondo atlante pubblicato dal messaggero 1

All' inizio l' attenzione, e la tensione, si sono concentrate su Vicenza, perché sarebbe stata la prima ad affrontare il mercato e anche perché a garantire il suo aumento di capitale sarebbe stata solo Unicredit e non, come di solido accade, un consorzio di banche. Preoccupava il fatto che nel caso probabile in cui una quota rilevante dell' aumento di capitale da 1,7 miliardi della Vicenza non fosse stato sottoscritto dagli investitori, Unicredit si sarebbe trovata a dover coprire una parte rilevante di quella somma e di conseguenza, forse, costretta a fare anch' essa un aumento di capitale.

 

ATLANTE ATLANTE

Non era uno scenario roseo, ma nella realtà le cose stavano ancora peggio: il rischio vero era (e in parte è ancora), che la risposta all' aumento di capitale sarebbe stata tanto deludente da non consentire neanche la quotazione. Borsa Italiana pone delle condizioni per accedere al listino, una delle quali è che il flottante sia pari almeno al 25 per cento della società quotanda, e che quel 25 per cento sia distribuito tra un numero rilevante di azionisti, tale da consentire una accettabile fluidità negli scambi.

 

Poiché normalmente il contratto con il quale una banca garantisce l' aumento di capitale di una società che va al listino contiene la clausola risolutoria secondo la quale la garanzia decade se non si arriva alla quotazione, il rischio finale era che non solo la quotazione ma anche l' aumento di capitale avrebbe potuto non andare in porto.

 

Se tutto questo fosse accaduto sarebbe stato l' inizio di una valanga che avrebbe precipitato il paese in una crisi al confronto della quale avremmo ricordato quella dei debiti sovrani come una passeggiata disturbata da un acquazzone inatteso.

 

zonin popolare vicenzazonin popolare vicenza

L' aumento di capitale della Popolare di Vicenza, così come quello di Veneto Banca in calendario per giugno, non sono infatti frutto della libera scelta dei consigli di amministrazione e delle assemblee dei due istituti, ma sono stati imposti dalla vigilanza della Bce, la quale giustamente ha verificato che il patrimonio non era sufficiente in relazione agli attivi (e alla qualità degli attivi) delle due banche e, meno giustamente, ha fissato termini perentorio per effettuarli - indipendentemente dalle condizioni di mercato - pena l' avvio della procedura di risoluzione, la quale come abbiamo già dolorosamente sperimentato con Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, comporta il coinvolgimento nel dissesto oltre che degli azionisti, anche di alcune categorie di obbligazionisti e dei correntisti per le somme depositate superiori a 100 mila euro.

 

LA VALANGA

padoan renzipadoan renzi

Ora, non solo la Popolare di Vicenza è più grande delle quattro piccole banche messe insieme, ma il fallimento del suo aumento di capitale avrebbe portato con sé quello di Veneto Banca e probabilmente anche quello che il veronese Banco Popolare si appresta a varare per poter sposare la Banca Popolare di Milano. Se il "bail in", come è chiamata in gergo questa procedura, delle quattro piccole banche ha scatenato la tempesta d' inverno, si può immaginare quale tempesta di primavera avrebbe scatenato questo ben più rilevante incidente di percorso.

 

Partita da Vicenza la valanga avrebbe travolto Monetebelluna (Veneto Banca), Verona (Banco Popolare) e quindi la fusione con Milano, e poi a seguire Carige, Monte dei Paschi e colpito inevitabilmente anche la parte sana del sistema, Ubi, Bpm, Credem, fino alle grandissime, ovvero Intesa e Unicredit.

veneto  banca assemblea sociveneto banca assemblea soci

 

Di fronte a questo rischio, per niente teorico, quei colloqui iniziati silenziosissimamente a fine febbraio, hanno partorito Atlante, che ha la funzione di bloccare la valanga e l' ambizione di dare un contributo alla stabilizzazione del sistema bancario italiano che, nonostante gli oltre 40 miliardi di capitale immessi negli ultimi cinque anni, balla ancora parecchio.

 

ATLANTE

La gestazione di Atlante è stata veloce ma non semplice. Quando si è cominciato a parlarne il problema era coprire l' emergenza rappresentata dai due aumenti di capitale, ma ben presto si è capito che i principali sottoscrittori del fondo, Intesa e Unicredit, che ci metteranno un miliardo ciascuna, sarebbero stati disponibili solo se la portata dell' operazione fosse stata più ampia, fino ad affrontare il problema dei 200 miliardi di sofferenze, la cui cupa musica è quella che da anni ormai fa ballare il sistema bancario italiano.

veneto  banca  assemblea sociveneto banca assemblea soci

 

Così l' ambizione di Atlante è cresciuta, e la sua missione a questo punto è di dare piena garanzia agli aumenti di capitale di Vicenza e di Veneto Banca, evitando così il rischio di risoluzione, e a seguire anche di banche più piccole ma ugualmente in difficoltà, e di dedicare una parte significativa delle sue risorse per cominciare a smantellare la montagna delle sofferenze che tengono perennemente in bilico il sistema.

 

alessandro penatialessandro penati

Vasto programma, avrebbe detto il Generale de Gaulle, al quale Atlante si predispone con un fondo minimo di 4 miliardi ma che si vorrebbe arrivasse a 6, sottoscritto per un miliardo ciascuna da Intesa e Unicredit, per un miliardo dalle altre banche, comprese Mps e Carige, che ci metteranno 50 milioni ciascuna, (si auspica partecipino anche le principali partecipate di gruppi esteri presenti in Italia, da Bnl a Cariparma a Deutsche Bank), 500 milioni dalle fondazioni ex-bancarie, 500 dalla Cdp (e siamo ai 4 di raccolta minima), un altro ancora dalle assicurazioni, qualcosa dai fondi pensione e forse qualcosa anche da investitori internazionali.

 

Gli istituti che investono in Atlante saranno privilegiati nella cessione delle sofferenze e Mediobanca, che non ha questo problema, piuttosto che impegnarsi nel fondo ha preferito concentrare il suo impegno sull' aumento di capitale della Vicenza, di cui è advisor.

 

L' EMERGENZA

Cominciamo dall' emergenza, ovvero dagli aumenti di capitale di Vicenza e di Veneto Banca. Se Atlante andrà in porto nei modi e nei tempi previsti, il rischio di risoluzione e delle conseguenze successive sarà evitato perché Atlante garantirà che, quotazione o meno, l' aumento di capitale (che è quello che preme davvero alla Bce) andrà in porto. Se nei pochi giorni che mancano al debutto di quello della Vicenza i corsi azionari saliranno è possibile che una parte anche consistente venga collocata, in ogni caso è probabile che Atlante si trovi ad essere l' azionista di controllo della banca e dovrà decidere cosa farne. Lo stesso vale per Veneto Banca, anche se il maggior tempo a disposizione gioca a suo favore, e forse per banche minori, comprese le quattro che hanno scatenato la tempesta d' inverno.

ghizzoni montezemolo   ghizzoni montezemolo

 

L' obiettivo sarà quello di cedere le partecipazioni così acquisite in un tempo ragionevolmente breve e, possibilmente, favorendo quel processo di consolidamento del sistema bancario italiano che la trasformazione della popolari in spa intendeva promuovere. Sarà comunque un passaggio complesso, che metterà alla prova la governance di Atlante e la sua autonomia dalla politica, che è stata apertamente grande sponsor di tutta l' operazione.

 

LE SOFFERENZE

 

Il secondo passaggio sarà quello di aggredire la montagna delle sofferenze, operazione per certi versi più complessa della prima se Atlante, come promesso, vorrà offrire un rendimento ai suoi investitori e non accumulare montagne di perdite essa stessa. Le sofferenze bancarie in teoria hanno un mercato, e infatti ne sono state cedute per svariati miliardi negli ultimi mesi. Il problema è il prezzo, perché quello al quale le banche le vogliono cedere e quello al quale gli eventuali interessati le vogliono acquistare sono assai lontani.

CREDITI DETERIORATICREDITI DETERIORATI

 

E' un terreno scivoloso: quello che ha scatenato le vendite delle azioni bancarie nei primi due mesi di quest' anno non è stato tanto il coinvolgimento di alcune categorie di obbligazionisti e dei correntisti con depositi superiori a 100 mila euro (che invece ha avuto un forte impatto politico), quanto il fatto che le sofferenze di quelle quattro banche sono state cedute a meno del 20 per cento del loro valore nominale, il che ha spinto il mercato a ritenere che quello fosse il valore di tutte le sofferenze in pancia alle banche italiane.

 

Se quello fosse realmente il valore tutte, nessuna esclusa, dovrebbero fare svalutazioni miliardarie e molte ricorrere ad aumenti di capitale altrettanto miliardari. Quindi il prezzo-valore di quelle sofferenze è importante per il suo impatto sul mercato e per la stabilità stessa delle banche. Atlante non può permettersi, se non vuole dissipare il suo patrimonio, di pagare troppo quelle sofferenze per venire incontro alle esigenze delle banche sue azioniste, può però fare due cose: la prima è essere meno avido dei fondi specializzati, che puntano a rendimenti superiori al 20 per cento; la seconda è guadagnare tempo.

CREDITI DETERIORATI CREDITI DETERIORATI

 

IL FATTORE TEMPO

Il tempo è un fattore determinante in questa partita. In Italia il recupero delle garanzie sui crediti richiede otto lunghissimi anni, negli altri paesi meno della metà (nel Regno Unito 18 mesi). E il tempo, si sa, è denaro. Il fondo Atlante avrà una durata di cinque anni, prorogabile di altri tre, e per le ragioni per cui è nato può permettersi di aspettare il tempo necessario per monetizzare al meglio i suoi investimenti.

 

Il primo effetto del suo arrivo sul mercato dovrebbe essere quello di far aumentare i prezzi delle sofferenze (e pare che stia già accadendo) perché i compratori sanno di avere un concorrente di natura non speculativa con cui confrontarsi. Il secondo quello di accelerare il processo di smobilizzo, con il suo intervento diretto in quanto acquirente, ma anche attraverso l' effetto indotto dalla sua presenza di avvicinare i prezzi offerti dai compratori a quelli richiesti dai venditori.

 

Un tassello importante in questa partita è il provvedimento del governo atteso per oggi, che dovrebbe tagliare i tempi di recupero delle garanzie, che già di per sé dovrebbe contribuire ad aumentare il valore delle sofferenze. Vedremo cosa partorirà Palazzo Chigi (contro questo provvedimento si sono scatenate le lobby degli avvocati e dei commercialisti, che sulla lunghezza dei procedimenti guadagnano assai), ma questo passaggio è considerato fondamentale per lo stesso destino di Atlante, poichè i sottoscrittori del fondo sono disponibili a fare la loro parte se anche il governo farà la sua avvicinando tempi e procedure a quelli degli altri paesi europei.

 

CREDITI DETERIORATI    CREDITI DETERIORATI

La questione aperta è quante sofferenze sarà in grado di smobilitare Atlante con le risorse che ha a disposizione. Il moltiplicatore potrebbe essere rilevante, secondo il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan almeno 50 miliardi, un quarto del totale.

fabio gallia claudio costamagna piercarlo padoanfabio gallia claudio costamagna piercarlo padoan

A questo punto dobbiamo solo augurarci che Atlante vada in porto e consenta la chiusura dei due aumenti di capitale, vedremo poi tra qualche mese se sarà stato all' altezza delle sue ambizioni oppure se si rivelerà l' ennesimo pannicello caldo.

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