LA TV NON TIRA PIÙ – DIETRO AL TAGLIO DI MIGLIAIA DI DIPENDENTI DA PARTE DI DISNEY, PER RIDURRE I COSTI DEL 20%, NON C’È SOLTANTO L’ESPLOSIONE DELLA BOLLA DELLO STREAMING: A METTERE IN CRISI L’AZIENDA DI TOPOLINO SONO ANCHE I SOCIAL COME YOUTUBE E TIKTOK, CHE SOTTRAGGONO SPETTATORI ALLA TV E ALLE PIATTAFORME – NON A CASO, IL NUOVO AD DEL COLOSSO DELL’INTRATTENIMENTO, JOSH D’AMARO, VUOLE REINVESTIRE PARTE DEI RISPARMI NELLE “VECCHIE CERTEZZE” COME PARCHI DIVERTIMENTO, CROCIERE E…
Estratto dell’articolo di Massimiliano Jattoni Dall’Asén per il “Corriere della Sera”
Disney prepara una nuova ondata di licenziamenti. Migliaia di posti di lavoro potrebbero essere cancellati mentre il colosso dell’intrattenimento chiede ad alcuni dirigenti di individuare risparmi annui del 20%. I tagli, però, non sono ancora stati annunciati ufficialmente. […]
Il piano potrebbe colpire in modo diverso le varie attività del gruppo, senza che sia ancora chiaro quali subiranno le conseguenze maggiori. Il risparmio richiesto ai manager non dovrà arrivare necessariamente dai soli licenziamenti: potrà comprendere anche una riduzione delle altre spese.
Il nuovo amministratore delegato Josh D’Amaro vuole destinare parte delle risorse liberate alla produzione di film e serie televisive, alla tecnologia e allo sviluppo di parchi a tema e navi da crociera. […] Il prossimo appuntamento con gli investitori è fissato per il 17 novembre, quando il gruppo presenterà i risultati dell’ultimo trimestre e dell’esercizio fiscale 2026.
Se confermata, sarebbe la quarta tornata di riduzioni del personale nel 2026. Ad aprile Disney aveva infatti eliminato circa mille posizioni, soprattutto dopo la riunificazione delle attività di marketing sotto Asad Ayaz. A luglio sono arrivate altre centinaia di tagli, che hanno interessato Pixar, Espn, Disney Entertainment Television e gli studi cinematografici. A settembre, infine, sono stati licenziati centinaia di dipendenti, soprattutto nelle risorse umane e nell’informatica.
E il 28 ottobre sono emersi altri tagli, tra 100 e 200 posti, nella divisione che progetta parchi, attrazioni e resort. Una scelta significativa perché parchi e crociere sono tra le attività più redditizie del gruppo: nel 2025 la divisione ha generato 36,2 miliardi di dollari di ricavi e oltre il 56% dell’utile operativo.
[…] A pesare sull’industria dell’intrattenimento è soprattutto il declino delle televisioni tradizionali.
Il problema è che i ricavi della pay Tv, per decenni una delle attività più redditizie del settore, vengono progressivamente sostituiti da quelli dello streaming, che garantisce margini inferiori.
Negli Stati Uniti gli abbonamenti alla televisione a pagamento sono diminuiti di 36 milioni in dieci anni, scendendo a 62 milioni. Intanto la crescita dello streaming rallenta e la concorrenza per conquistare il tempo degli spettatori aumenta. Netflix, Sony Pictures e le attività di Paramount e Warner Bros. (oggi riunite sotto Skydance) hanno a loro volta ridotto il personale. Alle major non basta più contendersi gli spettatori tra cinema e piattaforme: devono misurarsi con Amazon e Apple, ma anche con YouTube e TikTok.
Le nuove tecnologie però non sono soltanto concorrenti da cui difendersi, ma uno strumento sul quale le società dell’intrattenimento stanno investendo per cambiare il modo di produrre film e serie tv grazie all’AI. A marzo Netflix ha annunciato l’acquisizione di InterPositive, la società fondata dall’attore Ben Affleck per sviluppare strumenti destinati alla produzione e alla post-produzione per circa 587 milioni di dollari. E a fine ottobre Oracle ha presentato Media Fabric, piattaforma che punta a mettere l’AI al servizio della creazione di storyboard ed effetti visivi. […]


