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ECCOLO IL PAESE DELLE MERAVIGLIE RACCONTATO DALLA MELONI! – GLI ITALIANI SONO COSTRETTI A INDEBITARSI DI PIÙ: SECONDO I DATI DELL’ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA E DELLA FABI, A FEBBRAIO L'AMMONTARE DEI PRESTITI A FAMIGLIE E IMPRESE È CRESCIUTO DEL 2,1% SU BASE ANNUA – CRESCE ANCHE IL TASSO DEI MUTUI, CHE A INIZIO 2026 IN ITALIA SI È ATTESTATO AL 3,55%, CONTRO IL 3,06% DELLA FRANCIA, IL 2,49% DELLA SPAGNA E UNA MEDIA DELL'EUROZONA PARI AL 3,23% – IL PRESIDENTE DELL'ABI PATUELLI: “SERVONO INTERVENTI DI EMERGENZA. IL PRIMO RISCHIO  È L'INFLAZIONE CHE COLPISCE FAMIGLIE E AZIENDE…”

Estratto dell’articolo di Sandra Riccio per “La Stampa”

 

prestiti per famiglie e imprese

Per le famiglie italiane mutui e prestiti non solo aumentano nei volumi, ma continuano a costare più che nel resto dell'Eurozona. Si tratta di un divario che in alcuni casi supera il punto percentuale e che potrebbe farsi sentire ancora di più nei prossimi mesi.

 

La crisi in Medio Oriente rischia infatti di spingere di nuovo l'inflazione verso l'alto e, oltre a portare a rincari generalizzati, potrebbe anche spingere la Banca centrale europea a rialzare il costo del denaro qualora il conflitto nel Golfo Persico sia prolungato.

 

I dati pubblicati ieri dall'Associazione bancaria italiana (Abi) e dalla Fabi, la Federazione autonoma bancari, evidenziano una doppia realtà che interessa l'Italia. L'istituzione guidata da Antonio Patuelli sottolinea che a febbraio l'ammontare dei prestiti a famiglie e imprese è cresciuto del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso iniziato nel marzo 2025.

 

antonio patuelli

«Si tratta del quarto mese consecutivo in cui si registra un valore dei prestiti intorno al 2%», ha commentato il vicedirettore generale vicario dell'Abi, Gianfranco Torriero.

 

[...] viaggia con il segno più anche la raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) delle banche: sempre a febbraio è risultata in aumento del 4% su base annua raggiungendo i 2.145 miliardi di euro e proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024, ricorda l'Abi.

 

Allo stesso tempo, tuttavia, Fabi rimarca che all'inizio del 2026 il tasso medio sui mutui in Italia si è attestato al 3,55%, contro il 3,06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media dell'eurozona pari al 3,23%.

 

MUTUI

Il divario è ancora più marcato sul credito al consumo: i prestiti personali in Italia raggiungono in media l'8,11%, ben al di sopra del 6,89% della Spagna, il 6,39% della Francia e il 7,51% medio nell'area euro.

 

[...] Il timore, secondo Fabi, è che le famiglie si stiano indebitando per riuscire a sostenere spese che un tempo venivano coperte con il risparmio o con lo stipendio. «I prestiti personali sono diventati per molte famiglie una voce ordinaria e quando il ricorso al prestito serve per ottenere liquidità, accorpare debiti o acquistare un'auto usata, significa che il credito sta sostituendo il reddito» dice il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

 

PRESTITI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

«In Italia questo quadro si innesta in una situazione in cui i redditi reali disponibili delle famiglie negli ultimi quindici anni sono rimasti sostanzialmente fermi – analizza Roberto Anedda, responsabile analisi mercati Credipass -. È quanto emerge dai dati Eurostat, che mostrano un quadro molto diverso rispetto alla media europea, dove nello stesso periodo i redditi sono cresciuti di circa il 15% cumulato.

 

Il risultato è un progressivo indebolimento del potere d'acquisto delle famiglie italiane, che si trovano a fronteggiare l'aumento del costo della vita con risorse sostanzialmente invariate». Di qui il possibile ricorso al credito al consumo, in uno scenario di marcata incertezza.

 

FABIO PANETTA ANTONIO PATUELLI

Per Sileoni, le condizioni dei finanziamenti stabilmente sopra la media dell'Eurozona non possono essere considerate un semplice effetto di mercato ma una criticità strutturale che pesa sui bilanci delle famiglie. «Il divario resta evidente sia sui mutui sia, soprattutto, sul credito al consumo, dove non si riduce ma tende ad ampliarsi. È il segnale che la trasmissione della politica monetaria è ancora incompleta e che i benefici per famiglie e imprese arrivano con lentezza e in modo diseguale – dice Sileoni -. In un contesto internazionale tornato più instabile, questo ritardo diventa ancora più preoccupante».

 

[...]

 

prestiti per famiglie e imprese

Con la crisi in Medio Oriente diversi economisti stanno iniziando a segnalare il rischio di una stagflazione, cioè un contesto in cui l'inflazione torna a salire mentre in un contesto di stagnazione economica. Ecco perché, parlando a un convegno a Ravenna, il presidente dell'Abi Patuelli ha chiesto più incisività.

 

«Oggi servono interventi di emergenza. Abbiamo una serie di rischi importanti: il primo è l'inflazione che colpisce famiglie e aziende», di fronte alla quale le banche centrali «possono essere le prime a muoversi alzando i tassi», mentre gli Stati «possono fare manovre di carattere fiscale», ha sottolineato Patuelli.

prestiti alle imprese

MUTUI CASA

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