luigi lovaglio carlo cimbri messina monte dei paschi di siena mps

IL “BAFFO” LUCANO NON MOLLA – LUIGI LOVAGLIO FA CAPIRE CHE VUOLE TRATTARE SUL PREZZO: “VALUTEREMO TUTTE LE OFFERTE, SIA L’OPAS DI INTESA SANPAOLO CHE LA PROPOSTA DI ALLEANZA DI BANCO BPM” – “IL PREZZO A 30 MILIARDI? QUANTO VALE MONTE DEI PASCHI? TRENTA, QUARANTA... SESSANTA MILIARDI? QUANTO VALE UN BRAND CON 554 ANNI DI STORIA? QUANTO VALE LA NOSTRA GENTE? IN QUESTI QUATTRO ANNI DEL MIO MANDATO SIAMO CRESCIUTI DI 8 MILIARDI DI EURO DI MEDIA ALL’ANNO. IL MONTE HA UNA POTENZIALITÀ ENORME” – LA LODE AL GOVERNO PER IL SOSTEGNO DI QUESTI ANNI E L’AVVERTIMENTO: “LA NOSTRA RETE DI SPORTELLI È COME UNA GRANDE CENTRALE ELETTRICA. SE VIENE SPEZZETTATA IN DUE, CI POSSONO ESSERE DEI CALI DI TENSIONE. BISOGNA ASSICURARSI CHE LE DUE PARTI ABBIANO LA STESSA POTENZA...”

Estratto dell’articolo di Pino Di Blasio per www.lastampa.it

 

Lovaglio

«Il cda del 16 luglio valuterà tutte le offerte e tutte le opzioni per perseguire il bene della banca. Sia l’Opas di Intesa Sanpaolo che la proposta di alleanza di Banco Bpm».

 

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, interviene a San Casciano dei Bagni, al primo degli incontri de La Terrazza. Per capire la sua strategia, la reazione all’offerta pubblica di acquisto e di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo, forse bisogna guardare alla filosofia del jujitsu, alla leggenda del salice e di chi sfrutta la forza dell’avversario per batterlo.

 

CARLO MESSINA RE DI SIENA

Lovaglio spiega che «la passivity rule ci impegna a non esprimerci sull’operazione ma si può fare un’osservazione. L’offerta di acquisto di Mediobanca è stata una operazione così bella che qualcuno ha pensato di prendere noi e Mediobanca pagandola più di quanto il Monte ha fatto». Quando è stata lanciata l’Opas dall’ad Carlo Messina il suo valore era di 30 miliardi e mezzo tra azioni e contanti. Prevede ancora 16 nuove azioni Intesa per 10 azioni Mps più un euro per ogni azione.

 

Oggi vale 34 miliardi, ma il Monte capitalizza 35 miliardi e mezzo in Borsa. Vi aspettate un rialzo?

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

«Quanto vale il Monte dei Paschi? Trenta, quaranta... sessanta miliardi? Quanto vale un brand con 554 anni di storia? Quanto vale la nostra gente? Il prezzo non esprime il valore di questa banca, che non è stato ancora del tutto espresso. In questi quattro anni del mio mandato siamo cresciuti di 8 miliardi di euro di media all’anno. Il Monte ha una potenzialità enorme, il valore di una banca dipende dalle prospettive di crescita».

 

Lei ha detto però che il Monte è una grande risorsa per il Paese, ma solo se resta tutto intero. Non spezzettato, con gli sportelli divisi tra Intesa, Bper e qualche altra banca per rispettare i vincoli dell’Antitrust.

luigi lovaglio - carlo messina

«La nostra rete di sportelli è come una grande centrale elettrica che irradia energia in Toscana, nelle Marche, in Umbria e in larga parte del Paese. Se viene spezzettata in due, la potenza di trasmissione può diminuire, ci possono essere dei cali di tensione. Se si compie un’operazione del genere, bisogna assicurarsi che le due parti abbiano la stessa potenza. Altrimenti il sistema non funziona e avremo il buio invece della luce».

 

Non ha mai pensato in questi mesi che il 13,3% di Generali in pancia a Mediobanca abbia creato troppi problemi a Mps. Prima con l’offensiva di Caltagirone, ora con l’offerta di Intesa. Lei la definì “nice to have”, bella da avere. Ora non pensa sia meglio venderla per sfuggire agli assalti?

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

«Generali è la più grande compagnia assicurativa d’Italia, capitalizza oltre 65 miliardi e gestisce 900 miliardi di asset. Noi siamo i principali azionisti di Generali. Pensare che una banca come il Monte, che 5 anni fa, prima del risanamento, capitalizzava appena 300 milioni, ora sia l’azionista più importante della principale compagnia assicurativa, ci deve imporre di accettare le sfide».

 

L’ad Carlo Messina ha definito l’Opas di Intesa una mossa a difesa dell’italianità del risparmio. Eppure anche il Monte è una banca italiana, non è così?

giuseppe castagna foto lapresse

«Noi dobbiamo volare più in alto, pensare a cosa si può fare per diventare più importanti nel Paese, come crescere, creare ricchezza. Bisogna accettare le sfide, non aver paura di cosa fa un competitor e per questo saltargli addosso e magari farlo scomparire. Il Monte da 554 anni è a Siena, in Toscana, nel cuore dell’Italia. Sono i territori, il rapporto con le famiglie, le imprese, i clienti, i fattori che determinano l’identità italiana».

 

Ha in mente una contromossa per convincere gli azionisti del Monte a non aderire all’Opas? Nel mondo della finanza l’etica non conta, vale l’aritmetica.

«Non sono d’accordo, a mio avviso l’etica è importante in quanto genera valore. Gli azionisti si convincono solo con operazioni che creano valore più di altre».

 

Come giudica il ruolo del governo azionista di Mps? Con l’aumento di capitale ha portato benefici ai conti pubblici, il miliardo e 600 milioni investiti nel 2022 sono già diventati il triplo.

CARLO MESSINA CARLO CIMBRI

«Se si fanno i conti anche di più, visto che l’azione Mps è passata dai 2 euro iniziali agli 11,3 di oggi. Il governo ha fatto una grande cosa perché ha creduto nella banca e ha evitato di farne uno spezzatino[...].

 

Ha deciso di sostenere l’aumento di capitale, che però aveva una importante componente privata. Se i soci privati non avessero investito 900 milioni di euro, il governo non avrebbe potuto mettere il suo miliardo e 600 milioni. Credo sia stata un’operazione molto buona [...]».

 

Come vede il futuro delle banche italiane tra 10 anni?

Caltagirone Lovaglio Milleri

«Oggi le banche italiane sono solide, ben capitalizzate ma sono ancora piccole. Le prime sei banche europee sono più piccole della prima banca americana. Un modello che deve cambiare [...]».

 

Ci sarà il Monte dei Paschi in questo futuro?

«Abbiamo il dovere di valutare ogni proposta e di cercare se ci sono proposte migliori nell’interesse di tutti gli azionisti. Anche il rapporto con i fondi di investimento, siano essi hedge fund o a lungo termine, deve essere chiaro e trasparente. L’imperativo è creare valore ogni giorno. Se crei ricchezza, la fiducia degli azionisti verrà da se. Io sono concentrato su questo obiettivo».

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI carlo cimbri foto lapressegiuseppe castagna - banco bpmLuigi Lovaglio Luigi Lovaglio

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