marcello sala guido crosetto matteo salvini giancarlo giorgetti federico freni edoardo rixi maurizio leo

“SENZA LE CHAT SI RISCHIA DI DANNEGGIARE LE INDAGINI” – NELLA LETTERA INVIATA ALLA CAMERA PER CHIEDERE DI AVERE ACCESSO AI MESSAGGI TRA NOVE PARLAMENTARI E IL DG DEL TESORO MARCELLO SALA, I MAGISTRATI DI MILANO SPIEGANO PERCHÉ QUELLE CONVERSAZIONI SIANO ESSENZIALI: IN PARTICOLARE SERVE VERIFICARE SE I NOMI FATTI DA SALA (SALVINI, GIORGETTI, RIXI, FRENI, LEO, FAZZOLARI, ROMEO, CENTEMERO E MISIANI) CORRISPONDANO. INOLTRE, NEGARE L’ACCESSO “POTREBBE TRADURSI IN UNA COMPROMISSIONE INGIUSTIFICATA DELLA RISPOSTA PENALE ALLA COMMISSIONE DEI REATI” SUL CONCERTO NELL’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA, “UNA DELLE PRINCIPALI OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE BANCARIA CON RIFLESSI SULL’INTERO EQUILIBIRIO DEL CAPITALISMO ITALIANO” – LA CHAT CON CROSETTO (IN CUI NON SI PARLAVA DI MPS)

Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per "il Fatto quotidiano”

 

marcello sala

La procura di Milano che indaga sulla scalata di Monte dei Paschi a Mediobanca vuole leggere le chat tra 9 parlamentari e l’ex direttore generale del Tesoro Marcello Sala perché è necessario verificare se i nomi degli eletti corrispondano a quelli reali altrimenti si rischia di danneggiare le indagini e perché si tratta di una delle “principali operazioni di aggregazione bancaria con riflessi sull’intero equilibrio del capitalismo finanziario italiano”.

 

È questo il senso della lettera di 4 pagine che i magistrati di Milano mercoledì sera hanno inviato alla Giunta per le autorizzazioni della Camera per chiedere di avere accesso alle chat tra i parlamentari e Sala. I 9 eletti e l’ex dg non sono indagati.

 

marcello viola foto lapresse

La lettera con 31 pagine di allegato di scambi tra la procura e la Guardia di Finanza – di cui Il Fatto è venuto a conoscenza – è stata inviata per rispondere alle richieste di chiarimento della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio del 15 giugno scorso.

 

Il 29 aprile, il procuratore di Milano Marcello Viola aveva chiesto alle giunte per le autorizzazioni di Camera e Senato di poter visionare le chat di Sala (non indagato) che aveva affermato di avere sul telefono comunicazioni (chat e email) con nove parlamentari, tra cui i ministri Salvini e Giorgetti, i sottosegretari Edoardo Rixi, Federico Freni, Maurizio Leo, Giovanbattista Fazzolari e i parlamentari Massimiliano Romeo, Giulio Centemero e Antonio Misiani.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Secondo tre fonti, nella lettera inviata mercoledì non si cita il deputato Alberto Bagnai (presente nella precedente richiesta) ma il ministro della Difesa Guido Crosetto, che non è eletto ma per cui servirebbe comunque l’autorizzazione parlamentare essendo ministro.

 

In particolare, in seguito all’estrazione dei dati dal telefono, sarebbe stato proprio Sala (che è stato anche nel cda di Leonardo) a dire agli investigatori di avere conversazioni con i 9 parlamentari e Crosetto. Ma per il ministro della Difesa non viene chiesta l’autorizzazione perché, nella ricerca per parole chiave, non risultano conversazioni rilevanti.

 

Giancarlo Giorgetti Guido Crosetto

Contattato dal Fatto, Crosetto dice: “Essendo ministro, mi sembra normale parlare col direttore generale del Tesoro: ma non ci ho mai parlato di Mps”.

 

A giugno, la Giunta per le autorizzazioni della Camera aveva scritto alla Procura chiedendo chiarimenti sulla richiesta. E i magistrati di Milano hanno risposto. In primo luogo spiegano che è necessario avere accesso alle chat per capire se effettivamente le persone con cui parlava Sala sono i ministri e i parlamentari da lui citati.

 

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Il riscontro […]  è necessario perché per astratto “qualsiasi soggetto cui fosse sequestrato un device potrebbe dichiarare anche falsamente che nello stesso sono presenti comunicazioni tra parlamentari, previa memorizzazione in rubrica delle utenze e di eventuali correi con cognomi di parlamentari”.

 

E dunque, continuano i pm di Milano, se l’autorizzazione all’accesso e al riscontro fosse negata “ciò potrebbe tradursi in una compromissione ingiustificata dell’efficacia delle indagini e dunque della risposta penale alla commissione dei reati”.

In particolare, i magistrati non possono accertare la titolarità dei numeri di telefono forniti da Sala perché la mera intestazione della scheda telefonica non fornisce “alcuna certezza” sull’identità di chi la usa.

 

roberto pellicano pierantonio zanettin marcello viola commissione banche al senato foto lapresse

Nella documentazione depositata gli investigatori spiegano che le chat sono necessarie per l’importanza dell’ipotesi investigativa in quanto si tratta “di una delle principali operazioni di aggregazione bancaria con riflessi sull’intero equilibrio del capitalismo finanziario italiano”.

 

Il fumus persecutionis che potrebbe portare i componenti della Giunta a negare l’autorizzazione, inoltre, non ci sarebbe per i pm in quanto nelle indagini svolte finora (quindi senza le chat) non sono emersi reati nei confronti di parlamentari e ministri.

 

A settembre la Giunta si esprimerà come per Delmastro. La destra fa già sapere che nella lettera dei magistrati ci sono alcune “anomalie”, dice una fonte di maggioranza: non ci sarebbe una vera “motivazione” e ci sarebbero “errori” avendo riversato il contenuto in hard disk, prima di chiedere l’autorizzazione. Richiesta respinta.

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...