DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...
Carlo Tarallo per Dagospia
Matteo c’è ma non si vede, mentre si inizia faticosamente a comporre il mosaico della coalizione di centrosinistra che affronterà il centrodestra di Giorgia Meloni.
MAGI FRATOIANNI CONTE SCHLEIN BONELLI BOSCHI LANDINI - TEATRO BRANCACCIO- CGIL
La strategia è quella dell’allargamento graduale: dalla famigerata foto di Elly Schlein, Giuseppe Conte e la ditta Bonelli&Fratoianni, si è passati al palco del Teatro Brancaccio dove ieri, convocati da Maurizio Landini, ai tre leader di Pd, M5s e Avs si sono aggiunti Riccardo Magi di Più Europa e Maria Elena Boschi per Italia viva.
Niente Renzi: l’ex rottamatore è stato tenuto alla larga, il personaggio è troppo divisivo, indigesto soprattutto all’elettorato del M5s.
Detto ciò, anche il suo 2% è grasso che cola, arrivati all’ultima curva prima del rettilineo finale della campagna elettorale: la partita si gioca sui decimali, almeno a leggere i sondaggi, e del resto Giorgia Meloni sta raccattando tutto ciò che offre il mercato politico, allargando il centrodestra anche a Cateno De Luca.
MAGI FRATOIANNI CONTE SCHLEIN BONELLI BOSCHI LANDINI - TEATRO BRANCACCIO- ASSEMBLEA CGIL
L’impressione è che ormai anche le opposizioni si siano allineate al motto “Primum vivere deinde philosophari”, che traduciamo con licenza poetica in “Prima si pensi a vincere, poi a fare filosofia”.
Del resto a Dagospia risulta che pure i famigerati “riformisti” del Pd ridurranno progressivamente gli attacchi al M5s, dedicandosi ai due argomenti che più stanno a cuore ai Dem: assicurarsi la ricandidatura e evitare la vittoria del centrodestra, che porterebbe i meloniani a eleggere alla Presidenza della Repubblica uno di loro.
Per sciogliere il nodo fino ad ora più spinoso, ovvero l’astio di Conte e dei pentastellati nei confronti di Renzi, si è scelta una strategia di contenimento del danno.
elly schlein giuseppe conte - foto lapresse
Matteo in panchina e la Boschi in campo. Maria Elena, del resto, ha un rapporto solido e antico con Giuseppi, con il quale ieri si è trovata d’accordo sul “no” alla patrimoniale: una quindicina di anni fa entrambi hanno fatto parte della stessa commissione esaminatrice di diritto civile della Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università di Firenze.
Altra curiosità: come ha raccontato Marco Lillo sul Fatto Quotidiano, a metà del 2013 la Boschi portò Conte a un pranzo dove c’erano Renzi, ancora sindaco di Firenze ma pronto a candidarsi alle primarie del Pd, e il compianto professore Guido Alpa, mentore di “Giuseppi”.
riccardo magi elly schlein giuseppe conte angelo bonelli nicola fratoianni
Lillo racconta anche un altro retroscena divertente: “Giuseppe Conte ha sempre avuto un effetto divisivo tra Matteo e Maria Elena. Dentro Italia Viva si racconta che Renzi avrebbe chiesto più volte alla sua ex ministra i messaggini scambiati con Conte quando era solo un professore di Diritto.
Renzi sperava forse di trovare in quegli sms, oltre ai complimenti per la nomina a ministro delle Riforme, una traccia di sostegno per le riforme stesse o di solidarietà per le polemiche su Banca Etruria. L’uscita sui giornali di qualcosa di simile (ove esistesse) avrebbe potuto incrinare l’immagine di Conte agli occhi del M5S.
MAGI FRATOIANNI CONTE SCHLEIN BONELLI BOSCHI - TEATRO BRANCACCIO- CGIL
Renzi tentò in tutti i modi di convincere Maria Elena Boschi a mollare il suo telefonino anche facendo leva sul comune amico Francesco Bonifazi. Nulla da fare. Chissà cosa c’è di vero. Di certo il sentimento di Renzi verso Conte non migliorò”.
Domani altro passettino: si riuniscono i tavoli del programma, da remoto, e sarà l’occasione per aggregare alla coalizione anche i cespuglietti di centro: Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli, Progetto civico di Alessandro Onorato e i Socialisti di Enzo Maraio.
matteo renzi maria elena boschi
Più liste ci saranno sulla scheda elettorale, più alte possibilità avranno le attuali opposizioni di scalzare Giorgia Meloni da Palazzo Chigi.
Il problema è che non si sa chi sarà il candidato premier del Campo largo: Elly Schlein o Giuseppe Conte? Le tanto temute primarie si faranno davvero? E quali saranno le regole? Chi potrà partecipare?
E balla ancora l'ipotesi di un "federatore" della coalizione. In questo caso, i leader della coalizione avranno il buon senso di sedersi intorno a un tavolo e trovare un nome gradito a tutti, o almeno alla maggior parte, dei loro elettori?
Giuseppi ha detto di essere disposto a parlarne, ma Elly non ne vuole sapere. C’è ancora tempo per convincerla. Ma sta scadendo...
renzi boschi
ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE